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mercoledì 7 ottobre 2026

Il vecchio Gattopardo e il giovane Stendhal

Un autore che si penserebbe a specchio, epocale anche lui, storicizzante, viaggiatore d’istinto (“turista”), che però lascia freddo Tomasi, in questa monografia pure curata per i suoi pochi uditori, figli di amici. Legge per loro tutto Stendhal, compreso quello “minore”.
La partenza è entusiasta: “Tutte le opere di Stendhal hanno un carattere di estremo interesse e sono di primo piano. Anche quelle minori sono impregnate dalla sua originalissima personalità che permea prepotentemente gli schemi più vieti e, a prima vista, infecondi”. Ne elogia tutto, con gusto per l’aneddotico, e per l’esperienza d’autore – la ricostruzione di ogni progetto o bisogno di scrittura. Offre anche spunti per incuriosire i giovani allievi. Ma con riserve per i romanzi: per la loro costruzione e per la filosofia. Senza, p.es., gli entusiasmi per le opere minori. Specie le “turistiche” – le “Promenades dans Rome" sono un capolavoro. Del resto, anche “Stendhal cominciò a pubblicare tardi: aveva circa trenta anni”.
Da che le riserve sui romanzi? La costruzione, i singoli pezzi, i personaggi? La differenza politica. Tra il progressista, comunque “giovanile”, entusiasta, combattivo, e il conservatore, per di più deluso, inquieto (irrisolto) anche nel passatismo.
In questo aiuta l’introduzione, del compianto italianista Philippe Renard. Col paragone fra “la scena del ballo del ‘Rouge’ e quella, famosa, del ‘Gattopardo’: da un lato la tensione tra un passato rivoluzionario e un futuro che si vuole comunque aperto, dall’altra “ori minutamene descritti”, ristori, danze, "con, in sottofondo, la meditazione solitaria di un Principe che nei saloni affollati si apparta per meglio sentire pulsare in sé il gong della morte”.
Un confronto, inevitabile per il lettore. Senza un giudizio – senza pezze d’appoggio per ricevere o dare un giudizio. Senza nemmeno un rimpianto - a fronte, se non altro, dell'iperattivismo o giovanilismo dell'ultratrentenne Stendhal. Non in superficie. 
Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Lezioni su Ste
ndhal, Sellerio, pp.83, pp.vv.

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