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martedì 4 agosto 2026

Anonimo writer

I vicini rifanno la facciata, lodevolmente, dopo incrostazioni, sbriciolamenti e macchie che si sono accumulati nel tempo – noi stiamo qui da cent’anni quest’anno, loro da poco meno. Per mano di una ditta coscienziosa, che ha iniziato il lavoro e non lo lascia a metà come usa, lo porta avanti anche in questi giorni di calura. E ha completato la facciata. Ieri sera ha levato l’impalcatura. Stamani lo zoccolo di travertino un writer notturno ha subito deturpato con i ghirigori, non lavabili.
C’è dunque un writer qui in zona, che esce di notte con la bomboletta, e impiastra
 tutte le superfici pulite in cui s’imbatte. Uno che dovrebbe essere conosciuto, anche se vive di notte. E non si sa. Non si riesce nemmeno di immaginarselo. Il tipo artista? Erano writer agli inizi, quarant’anni fa?, ragazzi, tutti maschi, impegnati nella protesta. Ma questo, se è stanziale, ora andrà per i sessanta-settanta. E ogni notte va in giro a fare la sua protesta. Muta, a chi si rivolge? E sempre uguale - è la stessa che si “legge” sulle mura del quartiere camminando, ad altezza d’uomo, sotto i davanzali delle finestre al pianoterra, sui muretti delle siepi, perfino su un portone – questo forse a dispetto (specifico, cioè).

Però, allora, un momento: è a dispetto che il writer si esercita, ogni notte, instancabile? Contro chi? Pensieri gravi si accumulano, cioè senza risposta.
E poi, ancora un momento, il writer dei vicini non è il solo. Un’altra scrittura troneggia sulle pareti stamani di cristallo, insomma di vetro, della farmacia, che si è data una facciata d’architetto, tramutandosi in emporio estetico. Di uno che è diverso, non scarabocchia ma circuisce punti - sporgenze, macchie, oggetti - di un disegno a capoccia, tipo serratura. O non vorrà significare una vagina? Anche la vernice sembra diversa, sempre nera ma con molto grigio.
Beh, questo si può capirlo, c’entra la psicologia, la psicoanalisi. Ma è un altro che passa la nottata a reperire lo spazio vuoto che si sia creato, ad altezza d’uomo, su fondo chiaro su cui sia possibile passare il pennarello o la bomboletta. Che non dev’essere una vita facile, benché anonima.
 

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