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L'Europa si suicida per legge
“Un
suicidio assistito rimane pur sempre un suicidio”, Comminato da un’altra
persona, più spesso per denaro. “Guy Debord scelse di suicidarsi alla vecchia
maniera; Jean-Luc Godard – «il più stupido maoista svizzero di tutti», per
usare un divertente slogan di ispirazione situazionista – ricorse al suicidio
assistito; il prossimo genio provocatore opterà senza dubbio per l’eutanasia
medicalizzata. Come si suol dire, l’asticella si abbassa sempre di più”. Un saggio
di Houllebecq in cui precisa la sua posizione polemica contro l’eutanasia. In
particolare contestando i concetti di “compassione” e di “rispetto” che i fautori
della buona morte professano – “Sull’eutanasia e il sudicio assistito” è il
sottotiolo.
Ma
la polemica apre, in chiave americana, col fattuale.” Nei dieci stati americani
(più il Distretto di Columbia) in cui il suicidio assistito è legale, la
percentuale di persone malate che alla fine non assumono il cocktail che gli è
stato somministrato è tutt'altro che trascurabile: in alcune giurisdizioni può
arrivare quasi alla metà”. E pone un dilemma kantiano (uu’affermazione per via
dubitativa), “un esperimento mentale (Gedankenexperiment ): supponiamo
– l’idea non è poi così assurda – che io riesca, grazie a conoscenze o alla mia
abilità nel navigare nel dark web, a procurarmi del pentobarbital, un veleno
apparentemente indolore e letale. Supponiamo poi che un amico, per il quale la
vita è diventata insopportabile, mi chieda di dargliene un po’. Come dovrei
reagire? Non c'è dubbio che accontentarlo accrescerebbe la sua libertà
individuale. È una giustificazione sufficiente?” Incalzato da un secondo dubbio,
più insidioso: “E come reagireste se uno sconosciuto vi chiedesse la stessa
cosa in cambio di denaro? E se si trattasse di una grossa somma di denaro?”
Bisogna
rivalutare l’agonia, la possiiblità di “vivere” i propri utimi momenti. E
bisoga reagire allo “scarso rispetto per la libertà individuale” e alla
“malsana propensione al microcontrollo” – “La dignità è diventata una parola
priva di significato, una barzelletta di cattivo gusto. Ho persino l’impressione
che per i miei contemporanei l’idea di una legge morale sia diventata piuttosto
oscura. A poco a poco, e senza che nessuno si opponesse – o sembrasse nemmeno
accorgersene – il nostro diritto civile si è allontanato dalla legge morale”.
La
requisitoria è severa. Ma lo scrittore non trova niente da opporre, a parte le
considerazioni personali su “rispetto” e “dignità”, che il giuramento di Ippocrate:
“«Non somministrerò veleno a nessuno, nemmeno se richiesto, né suggerirò mai
una simile pratica». Si prova una certa nostalgia di fronte alla nobile
serenità del Giuramento di Ippocrate – o, per usare un termine attuale, alla
sua fondamentale decenza – che perdura fino all'ultima frase:
«Ora, se manterrò questo giuramento e non lo infrangerò, possa io guadagnarmi
per sempre fama tra tutti gli uomini per la mia vita e per la mia arte; ma se
lo trasgredirò e lo rinnegherò, possa accadermi il contrario»”.
Michel Houellebecq, The European Way to Die, “Harper’s Magazine” febbraio 2023, free online, leggibile
anche in italiano, Il modo europeo di morire)
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