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Gli Usa non ce la fanno, l’Europa dovrà fare da sé
“La sicurezza
nazionale è lo scopo primario del governo federale. Per gran parte della
storia americana, la difesa ha rappresentato la maggior parte della spesa
federale”. Ora le priorità sono cambiate, per il governo federale, e la difesa
è una voce fra le tante. Di una spesa pubblica incomprimibile e in continua
espasione. Fino ad accumulare deficit e debito impensabili.
Questa espansione,
che è anche un limite alla elasticità della spesa, si è fatta mentre il mondo è cresciuto
e si è rafforzato, anche minutamente. Mentre con il debito portato agli estremi
limiti per tutti gli altri impegni federali, la difesa in America è diventata è
un settore poco finanziato – molto al di sotto degli impegni “mondiali”.
Nel mezzo della guerra
senza capo né coda con l’Iran, e alla viglia dell’11 settembre, il giornale fa
il punto della preparedness militare degli Stati Uniti. Un altro conflitto
mondiale non potrebbe essere combattuto dagli Stati Uniti da una posizione
dominante.
Un conto dettagliato
fa l’opinione editoriale degli impegni americani per la difesa. E in particolare
delle basi all’estero. Che dovranno essere ridotte o cancellate, anche solo per
motivi di bilancio. E la questione riguarderà in primo luogo e soprattutto l’Europa.
The Us cannot
afford a major war. What if the war comes anyway?, editoriale, 7
settembre, “The Washington Post”, in libera lettura, leggibile anche in italiano,
Gli Stati Uniti non possono permettersi una guerra di grandi proporzioni. E
se, malgrado tutto, scoppiasse?
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