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venerdì 18 settembre 2026

Povero Putin, quanti torti

Un ex collaboratore di Putin ne racconta l’ascesa politica e la metodologia, la mentalità. Come la Russia si è conforrmata al “putinismo”. Dalla direzione del controspionaggio alla guerra all’Ucraina.
“Vadim Baranov”, un ex teatrante che per quindici anni è stato il “consigliori” di Putin, invita uno studioso americano di letteratura russa, a Mosca per indagare sul suo autore preferito, di Zamijatin,  per raccontargli in una una notte tutto di sé e di Putin. Figlio e nipote di gerarchi sovietici, morti per nulla, un’affermazione-negazione di sé che lo tormenta. Per il resto sarebbe la controfigura di un personaggio reale, Vladislav Surkov, che, come lui, “Baranov”, è stato cantante rap, scrittore, regista teatrale, produttore tv, e ha accompagnato l’ascesa dello “zar” da San Pietroburgo a Mosca, fino al 2015.
Un film lungo e politico, tutto basato sulla recitazione, e monologante, eppure coinvolgente. Per il rilievo, e la capacità mimetica, dei tanti personaggi di contorno, arricchiti perlopiù e tutti poliedrici, intelligenti, che via via sostengono Putin e se lo fanno nemico. Curiosamente attraente. Persuasivo, in ogni aspetto della lenta, frammentata, particolareggiata, narrazione. Con l’eccezione forse del Putin di Jude Law, il nome di maggior spicco del casting, sempre corrugato, come incerto o indispettito, mentre Putin fa sempre lo sportivo, disteso – perlomeno così si esibisce, appare.
Curiosamente, anche, non anti-zar, come si presenta. Alla fine l’impressione è che lo “zar”, il putinismo, non abbia tutti i torti. Perlomeno nella salvaguardia della Russia dalla dissoluzione: il racconto, a tratti rappresentazione, dei torti subiti e degli intrighi ostili non ha contravveleni, solo misurate obiezioni.
Ma questo corrisponde nella sceneggiatura al “tono” del romanzo sottostante, che è opera di uno scienziato politico, Da Empoli – quando, smessi i panni del Savarov di Renzi, a Firenze e a Roma, , è diventato titolare di cattedra a Sciences Politiques alla Sorbona. E quindi?
Olivier Assayas,
Il mago del Cremlino, Sky Cinema, Now

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