skip to main |
skip to sidebar
Povero Putin, quanti torti
Un ex collaboratore
di Putin ne racconta l’ascesa politica e la metodologia, la mentalità. Come la
Russia si è conforrmata al “putinismo”. Dalla direzione del controspionaggio
alla guerra all’Ucraina.
“Vadim Baranov”,
un ex teatrante che per quindici anni è stato il “consigliori” di Putin, invita
uno studioso americano di letteratura russa, a Mosca per indagare sul suo autore
preferito, di Zamijatin, per raccontargli
in una una notte tutto di sé e di Putin. Figlio e nipote di gerarchi sovietici,
morti per nulla, un’affermazione-negazione di sé che lo tormenta. Per il
resto sarebbe la controfigura di un personaggio reale, Vladislav Surkov, che,
come lui, “Baranov”, è stato cantante rap, scrittore, regista teatrale,
produttore tv, e ha accompagnato l’ascesa dello “zar” da San Pietroburgo a
Mosca, fino al 2015.
Un film lungo e
politico, tutto basato sulla recitazione, e monologante, eppure coinvolgente. Per
il rilievo, e la capacità mimetica, dei tanti personaggi di contorno, arricchiti
perlopiù e tutti poliedrici, intelligenti, che via via sostengono Putin e se lo
fanno nemico. Curiosamente attraente. Persuasivo, in ogni aspetto della lenta,
frammentata, particolareggiata, narrazione. Con l’eccezione forse del Putin di
Jude Law, il nome di maggior spicco del casting, sempre corrugato, come
incerto o indispettito, mentre Putin fa sempre lo sportivo, disteso – perlomeno
così si esibisce, appare.
Curiosamente,
anche, non anti-zar, come si presenta. Alla fine l’impressione è che lo “zar”,
il putinismo, non abbia tutti i torti. Perlomeno nella salvaguardia della Russia
dalla dissoluzione: il racconto, a tratti rappresentazione, dei torti subiti e
degli intrighi ostili non ha contravveleni, solo misurate obiezioni.
Ma questo corrisponde
nella sceneggiatura al “tono” del romanzo sottostante, che è opera di uno scienziato
politico, Da Empoli – quando, smessi i panni del Savarov di Renzi, a Firenze e
a Roma, , è diventato titolare di cattedra a Sciences Politiques alla Sorbona. E
quindi?
Olivier Assayas, Il
mago del Cremlino, Sky Cinema, Now
Nessun commento:
Posta un commento