mercoledì 14 ottobre 2026
Le eccellenze sono tornate
Vagando per l’Inps salviniano ridotto a taglieggiatore, con “ricostituzioni” arbitrarie incontestabili, seppure di pensioni contributive (cioè pagate), se non con cause amministrative (di dieci e più anni, a settanta-ottanta di età), capita d’imbattersi in un fatto incredibile, di cui non si è letto. I 43 dirigenti di prima fascia sono stati beneficiati dal presidente leghista Gabriele Domenico Angiolino Fava, avvocato e intemerato vice-presidente della Corte dei Conti, occhiutissimo tribunale degli sprechi pubblici, di un aumento di 90 mila euro in un colpo solo, subito dopo la nomina. Dai 240 mila del tetto fissato nel 2011 ai dirigenti pubblici ai 311 mila del primo presidente della Cassazione – altro focolaio di legalità: 311 mila euro per non fare niente, l'attuariale fa tutto da solo. Forte di una sentenza della Corte Costituzionale, presieduta dall’insigne legista (leghista legista?) Giovanni Amoroso, anche lui professore, alla Libera Università di Casamassima.
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