Cerca nel blog

domenica 11 agosto 2019

Il mondo com'è (379)

astolfo


Effetto serra – È soprattutto l’effetto dell’agricoltura, secondo il rapporto Onu-IPCC, Intergovernmental Panel on Climate Change: delle coltivazioni intensive e sempre più estese, anche se “la terra è scarsa”, per fare fronte a consumi più ampi e sofisticati, con le crescita diffusa del reddito per effetto della globalizzazione. Al secondo posto dopo i combustibili fossili, ma in più rapida crescita. E soprattutto incontenibile, mentre sul consumo dei combustibili fossili si può agire col contenimento dei consumi e le fonti di energia alternative. L’Ipcc calcola che un quarto dell’effetto serra sia provocato direttamente dall’agricoltura. Un’incidenza che arriva alla metà con la combustione per cucina e conservazione (raffreddamento) degli alimenti.

Indice – L’Indice dei libri proibiti della chiesa di Roma puniva tutto e il contrario di tutto. Machiavelli fu messo all’Indice praticamente ancora in vita, ma veniva commentato liberamente, e soprattutto profusamente. Anche nell’ambito più rigorosamente obbediente al papa, per esempio tra i gesuiti.  “Le Provinciali”, l’opera antigesuitica di Pascal, furono messe all’Indice. Ma non la loro traduzione latina, che poteva circolare liberamente – fu messa all’Indice, invece, la confutazione di questa traduzione latina, opera di un Vavasseur “Stubrockius”.

Nero – “È il colore degli ebrei”, secondo Richard F. Burton, l’orientalista: “Nelle occasioni pubbliche il Musulmano dovrebbe essere abbigliato di grigio e quasi di nero. Il motivo per cui il nero non dev’essere integrale è che quello è il colore degli Ebrei”. Ma “il nero era il colore anche degli Abbassidi”, la dinastia di Bagdad. E lo è anche degli sciiti, orfani di Alì.

È il colore del millennio. Viaggiando nella metropolitana di Roma, linea A, la più affollata, vagoni sempre pieni a Policlinico-Università, ci si sorprende, superando di qualche centimetro l’altezza media, di vedere il vagone nero, tutti i viaggiatori pigiati nella carrozza, in qualsiasi carrozza, vestiti di nero. A qualsiasi ora, quindi che siano pendolari, studenti, personale del Policlinco o della Sapienza. Non da ora, da anni: è una moda che resiste. Perché la moda non è più fantasia?
Sponsorizza il nero anche Donatella Versace, titolare di una maison che con suo fratello Gianni, il creatore, si caratterizzava per i colori lussureggianti: “Il nero per me resta il colore” - era il colore da ultimo pure del colorista Monet, che si recluse a dipingere “ninfee nere”.
Sembra un ossimoro, ma Donatella Versace ne ha anche la spiegazione: “Nella lingua hindi il nero è kala, che significa tempo,eterno. Rappresenta ciò che sfugge, come le ombre…”. Gli Hindi si vestono colorati e coloratissimi, forse perché non sono ombre.

Populismo – Un movimento rivoluzionario, specie in Russia e nell’ampia galassia anarchica, tra fine Ottocento e inizio Novecento. Poi soppiantato dall’operaismo, dopo l’avvento del bolscevismo. Ma con una connotazione molto rivoluzionaria, sebbene respinta nella conservazione, e anzi nella reazione. Ne è sommatoria il lungo pamphlet che A sor Rosa pubblicò in favore dell’operaismo e contro il populismo nel 1965, “Scrittori e popolo”. Asor Rosa metteva insieme nella condanna praticamente tutta la letteratura “impegnata”, ossia schierata a sinistra: neo realista, resistenziale, meridionale o meridionalista, pauperistica, pedagogica di sinistra.
In realtà Asor Rosa rifiutava la letteratura, nel momento dell’azione rivoluzionaria. Che è un assunto del vecchio populismo rivoluzionario tardo Ottocento - ma lo steso si potrebbe sostenere ora del populismo: che non è becero ma fa a meno della letteratura. Inoltre comprimeva la storia fino a dirla tutta populista: il Risorgimento, il Fascismo e la stessa Resistenza.
Il populismo non si sa cos’è. Ma è un fantasma di una certa sinistr, quella rivoluzionaria, “risolutiva”, da fumetto Marvel. Che essa modella e incarna. Di volta in volta contro questo o contro quello – non necessariamente di destra, anzi di preferenza di sinistra.

Portorico – Le proteste che hanno portato alle dimissioni del governatore Rossello a fine luglio sono state anche proteste contro la colonizzazione dell’isola da parte degli Stati Uniti. Di cui Portorico fa parte come Commonwealth, Stato Libero Associato di Portorico, i cui abitanti hanno la cittadinanza americana, ma di fatto è passato agli Stati Uniti nella guerra contro la Spagna nel 1898, col Trattato di Parigi, e in tale condizione sostanzialmente è rimasto: un Commonwealth ex colonia. Dal 1917 i portoricani hanno anche la cittadinanza degli Stati Uniti ma non votano. Non i portoricani residenti nell’isola. Mentre possono iscriversi al voto, anche alle primarie, i portoricani che vivono negli Stati Uniti. Che sono più dei portoricani residenti nell’isola.
Uno status ambiguo. L’isola non è uno Stato americano, e quindi non vota, e non ha i due rappresentanti al Senato che ogni Stato american ha. Dal 1952 ha una propria costituzione, con un governatore eletto localmente. Nella madrepatria americana l’isola ha solo un rappresentante, senza diritto di voto, alla Camera dei Rappresentanti, chiamato Resident Commissioner.
Di fatto Portorico è uno dei possedimenti americani oltremare, con le isole Marianne Settentrionali, parte delle Samoa, le isole Vergini, e Guam.
La manifestazioni che hanno portato alle dimissioni del governatore Rossello, per corruzione, hanno avuto origine nel mancato intervento di ricostruzione, dopo l’uragano Maria di fine settembre 2017, che provocò gravi danni alle colture, e alle reti elettriche e idriche. Negli Stati Uniti gli interventi di ricostruzione post-uragani, frequenti sugli stati del Sud, sono di norma solleciti.
Poco prima dell’uragano un plebiscito per l’annessione totale agli Stati Uniti ebbe il 97 per cento dei suffragi. Ma votò solo il 23 per ceno degli aventi diritto, i partiti portoricani boicottarono il referendum con l’astensione.
Il reddito pro capite del Portorico è di 31 mila dollari, il più elevato dell’area centro-meridionale del continente americano è il reddito pro capite dell’Italia….). Notevolmente superiore in termini reali o di potere d’acquisto: poco meno di 40 mila dollari.

Proteine – Quelle vegetali hanno effetti diversi.”Narra la leggenda”, secondo Francis R. Burton, “L’Oriente islamico”, p.83, “che, prima dei giorni del Faraone (quello di Mosè), gli Egiziani si nutrivano di pistacchi, un alimento che li rendeva vivaci e arguti. Il tiranno, che aveva notato che i fagioli di cui si nutriva l’asino domestico lo rendevano molto più tonto di quello selvatico, che mangiava pistacchi, fece sradicare tutti i pistacchi e li fece sostituire con i fagioli. In breve tempo la dieta a base di questo legume rese tutti i sudditi grevi, massicci e codardi, buoni solo per portare la soma”. Con effetti secondari negativi: “L’effetto principale di una dieta a base di fagioli”, notava Burton, “è un aumento straordinario della flatulenza nello stomaco e nell’intestino”.
Ancora oggi, i beduini nullafacenti scherniscono i fellah, i contadini poveri, “mangiatori di fagioli”.  Questo si può testimoniare per esperienza diretta. Quando i coloni italiani furono espulsi dalla Libia, venticinquemila, i terreni rimasero incolti. Masse di fellah egiziani vi si riversarono, provando poveramente e rimetterli in coltivazione. Scherniti al passaggio a Bengasi, e sputacchiati, in quanto “mangiafagioli”.

astolfo@antiit.eu

Nessun commento: