venerdì 29 marzo 2024
Triste vendetta a Parigi
Un tentativo di emulare Scorsese, Gangs of New York. Sempre in costume, qualche anno dopo Scorsese, siamo attorno al 1880, quando i malviventi si chiamavano apaches. Ma qui al femminile, una donna contro tutti – una a cui hanno ucciso il fratello quando lei era bambina, e che per l’omicidio del fratello è stata accusata e condannata.
domenica 24 marzo 2024
Il “cinema italiano” va di fretta, non sa ridere
Questa volta la sceneggiatrice Lisa Nur Sultan ha esagerato. O hanno
esagerato i personaggi del cinema che si sono prestati alla loro caricatura: Valeria
Golino e Valeria Bruni Tedeschi, Gabriele Muccino invadente, un inverosimile
Gian Marco Tognazzi, gonfiato come un otre. E tutti purtroppo sparano a
raffica, impedendo l’effetto. Comico? Più disperante: sembra che il cinema italiano,
di cui naturalmente si vuole “la salvezza”, non sappia come si ride – con misura. Si ride con Emanuela Fanelli, la pericolosa attrice Luana Pericoli che si fa il suo biopic, strepitosa. Ottima anche Sara Lazzaro in un ruolo brillante, segretaria imbranata e risolutiva, finalmente libera dai patemi interminabili dei cinque o sei anni della serie Doc. Ma è poco.
Peccato. Salvare il cinema italiano, e firmare contratti per un film di
cui nessuno sa niente erano aneddoti forti. Ma le “due Valerie”
e Muccino ci possono poco. Anche le storie personali dei soci dell’agenzia, che
irrobustivano di sorprese la prima serie, si perdono nella furia.
Luca Ribuoli, Call My Agent
Italia – 2, Sky
mercoledì 20 marzo 2024
Amori gelati a Milano
Tre avvocate, tre generazioni, s’immaginerebbero
faville e invece fanno quello che una
volta si chiamava la “scrittura femminile”: s’incapricciano, si lasciano,
oppure no, cose da boudoir. Divorziste, hanno passioni adulterine, più o
meno travolgenti, e maternità abortite, spontaneamente e non. Il tutto nel gelo
diMilano, uffici, caffè e abitazioni d’architetto, roba nuda spigolosa.
Un regista e un cast d’eccezione non ci possono
nulla.
Nella rotazione Rai, con le tante Napoli,
Sicilia e Matera d’obbligo, tocca a Milano, dopo Genova, Torino e Bari. Se l’ambientazione
è veritiera, si può prendere la miniserie come un documento d’epoca, glaciale.
Simone Spada, Studio Battaglia, Rai 1,
Raiplay
domenica 3 marzo 2024
Due matrimoni per quattro genitori
Dopo il successo otto anni fa
di “Alibi.com” (non distribuito in Italia), il regista e attore (comico)
Lacheau ci riprova. Con una storia di amore romantico, che dovrebbe purificarlo
dagli imtrighi di alibi.com (come nascondere tradimenti e avventure al partner).
Ma finisce per coinvolgere se stesso in
un’avventura da alibi.con: inventarsi dei genitori falsi per i suoceri, i suoi essendo
impredentabili, un truffatore e un’attrice semi-porno. Si finisce quindi per
fare due matrimoni, in contemporanea – anche la sposa è diversa,
Una pochade, a grande velocità. Di situazioni, battute, nudi in situazione
anerotiche, invasioni di campo, e una buona dose di azione. Un po’
aggrovigliata.
Philippe Lacheau, Due matrimoni alla volta, Sky Cinema
martedì 30 gennaio 2024
Mussolini capomafia
Un momento di storia drammatico (il titolo echeggia il fatto che le storie registrano come “lunga notte del fascismo”), dell’Italia sconfitta a metà 1943, delle liti fra gerarchi e dell’isolamento di Mussolini, e una grande produzione, con esterni d’epoca e interni ricchi e accurati, su una sceneggiatura quasi vacua. Mussolini ridotto a capomafia, sia in politica che a letto, la figlia Edda a ludopata, il genero Ciano cialtrone oltre ogni limite, Alessio Boni-Dino Grandi a una sola espressione, Dollmann, colonnello onorario di Hitler, che civetta con Edda, ma non era gay?, il re piemontese con accento emiliano, e così via, non reggono l’impegno di una visione prolungata, oltre un paio d’ore la prima puntata. Battuta dal vecchio “Grande Fratello”. Campiotti, che alterna regie robuste di temi impalbabili a agiografie modeste di personaggi robusti, si vede che aveva in uggia i suoi – numerosi, frettolosi – comprimari: recitano tutti di corsa, come a “buona” al primo ciak. Nonché l’intricata vicenda, il re, il,principe ereditario, Maria José sua moglie, il papa, mons. Montini, Churchill, la famiglia Petacci, l’Ovra (che l’Italia repubblicana ha assolto, la polizia politica…).
Ma
è anche inutile raccontare il fascismo, per l’ennesima volta, con i parametri
dell’antifascismo.
Giacomo Campiotti, La lunga notte. Rai 1
