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mercoledì 30 settembre 2026

Ombre - 837

La Cgil si celebra alla Scala. Non ha più una piazza da riempire?

Fa 120 anni, è un calo fisiologico di testosterone?

Un Paese filoamericano come l’Italia soffre l’inflazione al 4-5 per cento, e ha visto lo spread balzare da 70 a 100 punti, un aggravio di un miliardo, minimo, per le bizze di Trump. Il quale odia l’Europa, dice l’“Economist”, convinto che è nata per “fregare” l’America. Il che – che l’America lo pensi, non solo Trump – è vero da ultimo, prima dei dazi punitivi alla fine della girandola solo delle aziende europee, imponendo il rifiuto dei vantaggi con la Cina della “via della seta”, mentre l’America se ne assicurava di più forti e più redditizi, come è stato annunciato al vertice Trump-Xi.

Non da ora, l’America non protegge e fa guerre dannose all’Europa – Libia, Ucraina, dazi, Iran.


Elkann mette un’altra volta, per la terza o quarta di fila, 250 milioni per rinsanguare la spenta Juventus – se non è corrotta (non si è stupidi per caso). Portata da lui allo sbando con dirigenze incapaci invece del cugino Alberto. Mentre non sa che fare, oltre che perdere, in Ferrari, dove si tiene uno che non s’intende di motori e non sa organizzare (in F1 si vince in team). E appronta tutto per lasciarsi soffiare Stellantis? Un titolo che lo ha fatto (co)proprietario a 27 euro, e oggi va veloce verso i 2 – quando scoprirà che non è più il (co)proprietario? 


Il film “Il mio nome è Carlo” visto in tv da un pubblico record, “alla Montalbano”, crescente nella serata, e per metà giovanile, dice qualcosa di più che un un miracolo della santità a 15 anni. È come per Charlie Kirk, il trentunenne predicatore che ammaliava i giovani ucciso in America un anno fa: gli Zoomers, la Generazione Z, liberi finalmente dagli obblighi di fumo e sesso?, sono piuttosto avidi di spiritualità – checché essa voglia dire.


Dunque, lo stato d ‘assedio a cui l’Inghilterra si stava preparando è rimandato. L’attentato - di Putin? degli ayatollah? - con cinque, poi tre, camion pieni di esplosivo contro la base aerea anglo-americana è anch’esso rinviato, per mancanza di esplosivo. I cinque del commando solo occupavano con camion vuoti la piazza di un villaggio che una agricultrice doveva attraversare, tornando all’una di notte col marito da un festa – ma pare che non fosse brilla. I servizi inglesi sempre si divertono – questa volta, pare, insieme con la Cia. Ma a spese dell’America, dell’Europa, della stessa Inghilterra?


Si presenta la partita Fifa-Uefa come un duello fra Davide e Golia, dove Ceferin (Uefa) è il nostro eroe perché Infantino (Fifa) è antipatico, un amico di Trump. Mentre sono due organizzazioni affaristiche. Concorrenti sui soldi degli sceicchi. Il L’Uefa ha chiuso gli occhi per quindici anni sui bilanci falsi del Manchester City, sponda Abu Dhabi. E continua a tenerli chiusi sponda Qatar, cioè Paris Saint-Germain. Per fargli vincere la Coppa dei Campioni (quella del City nel 2023, ieri, a spese dell'Inter.....col famoso Rodri che non si poteva permettere se ora, a 30 anni, vale 75 milioni).


Non ha vinto nessuno alle suppletive di Reggio Calabria – una settantina di Comuni coinvolti, uno spreco di scrutatori. Eccetto il deputato eletto. Ma si fanno analisi e diagnosi, si differenziano, si moltiplicano. Davvero la politica è ridotta a poca cosa.


La revisione del processo Poggi si presenta come un tributo alla giustizia, che sempre trionfa. Mentre è un caso di malagiustizia. Il condannato era stato assolto sia in Tribunale che in Appello, è la Cassazione che lo ha voluto condannato. Si può condannare al carcere, con accuse infamanti, penalmente per motivi formali, procedurali? Forse quando c'erano gli assolutismi. Per non parlare delle prove taciute dai Carabinieri, sia pure per superficialità.
 
Non si può votare la lege contro l’antisemitismo in Parlamenti perché non si può criticare il governo e lo Stato di Israele. Che sembra un controsenso, il  sostegno a questo Israele: identificare Israele con Benjamin Netanyahu, Benzalel Smotrich, Itamar Ben-Gvir, tre macellai. 
 
La sinistra diserta il papa in Francia per ragioni ideologiche. Macron pure, per ragioni laiche. E così il papa, col suo seguito di un milione a cerimonia, è lasciato ai Le Pen. Conta pil l’odio anti-religioso che del fascismo – se i lepenisti sono fascisti.
 
È perfino ridicola la preoccupazione degli inventori di IA, gente naturalmente al di sopra della media, sui comportamenti della loro creatura. Quando gli "incidenti" sono "decine di migliaia". Sono macchine, ottuse, perché magnificarle?
 
"Il Foglio" avverte: "Copenhagen avverte: 'Guerra ibrida per dividere gli alleati' ". Perbacco. L'hanno scoperto in una pausa delle ricerche su chi ha sabotato il NordStream 2, quattro anni fa?
 
Si celebra mestamente l'intestazione di Malpensa,  l'aeroporto milanese, a Silvio Berlusconi perché imposta dai familiari. Che avrebbero molti motivi per onorare la memoria del fratello/padre, p. es. avere democratizzato l'estrema destra, neofascisti e leghisti eversivi - oltre che avere mandato a Bruxelles Emma Bonino e Mario Monti - oltre al cosiddetto "Milan di Sacchi", che invece era di Berlusconi ( Sacchi in Nazionale non ne azzeccava una). Ma "loro" non sanno pensare politica.
 
Che la metà degli italiani siano poveri, in uno dei Paesi più ricchi del mondo, poveri per il fisco, fa ridere i polli. Ma lo sono legalmente, per diritto. Senza che nessuno metta in discussione questo Stato. Gli italiani saranno pure furbi per antonomasia, ma allora anche stupidi - la metà che paga le tasse.

"Putin attacca il Sud Europa", dal Baltico cominciano gli allarmi. La sindrome russa asfissierà l'Europa - questo è solo l'inizio. Dal Baltico alla fascia slava. L'allargamento "dovuto" (Prodi) della UE all'Est è un nodo scorsoio al collo dell'Europa.
 
Gli Huthi, che ridicolizzano l'arciarmata Arabia Saudita, mentre fanno i diplomatici con l'Europa (non bloccano le petroliere e i container), non erano stati dichiarati "decimati" dal governo americano e dal presidente Trump a marzo 2025, con i bombardamenti?


 

 

 

 

lunedì 28 settembre 2026

Appalti, fisco, abusi (250)

“Ridurre l’Irpef per il ceto medio”, parla bene il governo – alla vigilia delle elezioni. Dopo aver portato la fiscalità al 42,9 per cento, record nell’Europa continentale.

 

C’è lo scandalo, rituale, dell’Irpef, che pochi pagano – tutti poveri nella ricca Italia. Il governo per primo è indignato. Ma cosa ha fatto - questo governo come i precedenti -  per cambiare le procedure di accertamento dei redditi reali? Niente. Solo aggiorna le statistiche dell’evasione, per indignarsi meglio.


L'Inps riduce le pensioni, dopo venti e trenta anni di trattamento. Le "ricostituisce". E le riduce non di poco, di 100 e 200 euro. Mentre il governo vanta migliorativi. L'"Inps risponde" non risponde. E il numero verde tronca la chiamata, dopo attese di mezz'ora. Nel silenzio dei media e dell’opposizione - "Il governo non l'ha detto".


Nelle case popolari 16 mila famiglie morose. Solo a Roma. Su  48 mila. “Per un volume complessivo di 700 milioni. A vantaggio di 16  mila famiglie". Coperte dall’Isee? Che è falsificato – non controllato.
 
Si moltiplicano i "piani casa”, del governo, della Bei,  di chi passa. Di costruzione di alloggi e residenze per studenti a buon mercato. Contro il caro affitti. Che saranno pronte fra cinque anni come minimo.
 
Singolare piano del governo: tra i nuovi alloggi 59 mila sono le case popolari da ristrutturare, oggi inagibili. Cioè abbandonate.
 
L’Ater di Roma, l'azienda comunale per l'edilizia popolare, del Comune, è in causa col Comune per 67 milioni che non intende pagare. E cioè, più o meno, l’Imu. 
 
Si moltiplicano i lavori infiniti del Giubileo con i fondi del Giubileo. Marciapiedi per nessun pedone.  Sopraelevazioni - per ridurre la carreggiata del traffico? Per eliminare i posti macchina-parcheggi? Per distribuire soldi – finite le vacche grasse delle piste ciclabili (340 km, più 185 appaltati), non utilizzate e per lo più piste di erbacce e rifiuti. Sono ricomparse pure le fioriere: giganteschi vasi di cemento armato, con piantine che seccheranno tra un mese e nessuno curerà. L’appalto per l'appalto (per smaltire le fioriere, boom subito crollato con la giunta Rutelli venticinque anni fa?). La corruzione a cielo aperto sembra inverosimile, ma a Roma si può.

venerdì 18 settembre 2026

Appalti, fisco, abusi (249)

Prima era il Comieco, il consorzio per il riciclo degli imballaggi a base cellulosica, insomma di carte e cartoni, a non ritirare i rifiuti, che invece si moltiplicano con la diffusione delle vendite online. Creando l’impensabile inquinamente da cartone. Ora è il Corepla, il consorzio per le plastiche – è anche sotto inchiesta giudiziaria, per truffa nel trattamento. Decisamente, la transizione è partita male.
 
“Comieco: C’è un dato, nel 31esimo Rapporto Annuale di Comieco sulla raccolta e il riciclo di carta e cartone in Italia, capace di rendere concreta una cifra altrimenti astratta: le oltre 400mila tonnellate raccolte nel Lazio nel 2025, se pressate, occuperebbero un volume quasi pari all’intero Circo Massimo”. Una volta si tagliava un bosco per fare un giornale, che durava un giorno. Ora che si ricicla, anche il giornale, non c’è più limite allo spreco.
 
“Sempre più mezzi a due ruote, sempre più rischi e decessi”. Da motorino.  A Roma circa 400 mila circolano ogni giorno – 14 romani ogni cento quotidianamente usano il due ruote. Pagando “il prezzo più alto sulle strade: la metà dei morti per incidente stradale, secondo i dati Istat-Aci, sono su due ruote”. Molti di più gli invalidi, più spesso a vita, paraplegici – si sa, anche se l’Aci non li conteggia. Per una circolazione che il Campidoglio a fine Millennio favorì a due ruote – si arriva prima, si parcheggia ovunque. Obbligando il Policlinico a sdoppiare e triplicare il padiglione del Pronto Soccorso.

giovedì 10 settembre 2026

Merkel s’è mangiata la rendita, Germania (e Ue) a nudo

Molto sdegno e nessuna analisi, se non di maniera, per il trionfo dell’estrema destra tedesca nella Sassonia-Anhalt - che potrebbe essere ribàltato fra una settimana in Meclemburgo e a Berlino.  Grande vittoria in un piccolo Land. Ma è anche vero che non viene per caso o all’improvviso, è il culmine di un’ascesa politica ben annunciata: in soli quindici anni, quindi eccezionale, fino al 27-28 per cento dell’opinione nazionale. Chi ci prova a spiegarlo, oggi Mario Monti sul “Corriere dela sera”, arretra di fronte al nome sacro di Merkel. Mentre la verità semplice è questa, che i quindici anni trionfali di Merkel, all’insegna dell’egemonia tedesca (crisi bancaria, crisi del debito, Ucraina, immigrazione, gas), hanno prodotto o moltiplicato i nazionalismi: Merkel rideva anche della Francia, oltre che dell’Italia, governando con i “no” l’Europa, o altrimenti con il troppo poco troppo tardi. Forte di una Germania che cinque anni prima di lei, al tornante del millennio, era la malata d’Europa, con 5 milioni di disoccupati, effetto della globalizzazione. E la verità,  dietro la vittoria di Afd, è che ora torna a esserlo - dopo che Merkel si è potuta giovare nei sui quindici anni delle leggi Hartz 2003-2005. Di un governo socialista, anche se se le fece disegnare da una commissione di “esperti”, che un Peter Hartz, manager Volkswagen, presiedeva: praticamente la liberalizzazione del mercato del lavoro, per contrastare la globalizzazione-delocalizzazione. E che ora paga per questo - un partito socialista forte di 150 anni praticamente sparito.
Ora la stessa Germania si ribella a se stessa. È come se. Perché la rendita dei quattro decreti Hartz non basta più e bisogna intaccare il capitale. Spariti i socialisti, in via di sparizione i democristiani, altre politiche bisogna cercare.
In Germania come già in Europa. La produzione ristagna, il reddito reale si riduce, e si minacciano guerre non si sa perché. Perché il voto dovrebbe essere entusiasta invece che risentito?

 

sabato 5 settembre 2026

Ombre - 835

“L’ex conduttore: «Di Pasquale mi è molto fedele»”. Non fedele, molto fedele - si dice dei cani. L’ex conduttore è Ranucci, Di Pasquale è Claudia Di Pasquale. Ranucci perfido lo ha detto per azzopparla? Nobiltà del giornalismo? Anzi, del giornalismo democratico? Dei bassifondi.  Muta del resto lei, Di Pasquale - i cani guaiscono, latrano, abbaiano, agitano la coda.
 
“È semplice”, dice il presidente Mattarella, novello mugnaio di Saint Souci (quello di “c’ è un giudice a Berlino”): “La Ue ha successo, giochi le sue carte”. Si muova, prenda coraggio, prenda forza.
In astratto, è così. Poi la Ue è Bruxelles.
 
“Con un presidente democratico non tornerà il libero scambio”. La globalizzazione è finita. Ci vuole un ex sindaco di New York, De Blasio, per dire anche in Italia quello che si sa anche solo a una prima occhiata - basta darla. La globalizzazione gli Usa – non Trump – l’hanno imposta 35 anni fa, e gli Usa, non Trump, la dichiarano perenta: hanno disseminato molto benessere ma troppa potenza, incontrollabile, per il mondo.
 
“Raid in Giordania, soldati Usa uccisi”. Non è un titolo di oggi ma del 29 gennaio 2024, due anni e mezzo fa. Una guerra endemica. Di cui l’America non viene a capo.
 
“«Avrete casa sulla spiaggia». Tra gli ultrà che già disegnano nuove colonie nella Striscia”. Come dire: nulla di nuovo sotto il sole - ammesso che i coloni siano “ultrà”.
Manca l’“assalto alla chiesa italiana a Istanbul”, con molto terrore e un morto, per completare la prima pagina del “Corriere della sera” del 29 gennaio 2024. Ma è rimediabile.  
 
Trump bombarda Hormuz, ogni pochi giorni, e la benzina sale. È come se. Naturalmente non è vero. Ma altra ragione per questa guerra non c’è.
Non solo la benzina, salgono anche i titoli energetici in Borsa: l’Eni è raddoppiato di valore – quasi oppiato, dopo una vita di Borsa piatta.
 
La coppia anglo-australiana che aveva scambiato l’Abruzzo per la natura potrà rivedere i figli, che le sono stati sottratti da un anno, ma a rate, poco tempo ogni pochi giorni, e sotto sorveglianza sociale. Il ridicolo, in coppa all’assurda ferocia. Nel nome della legge. Perché la famiglia vive senza le ciocie? E per di più parla ostrogoto? Ora, però, questi giudici abruzzesi, perché li paghiamo noi, non potrebbero pagarseli gli abruzzesi? Perché Salvini non fa una devolution giudiziaria, ciascuno paga per i suoi?
 
“Ceuta, il j’accuse di Sanchez: per il premier spagnolo «reti russe e israeliane» avrebbero fomentato l’assalto di luglio con una menzogna. Dubbi anche sul voto in Islanda”. Se Sanchez non è solo – il presidente del governo spagnolo è in caduta libera - per Putin è fatta: l’Europa già vaneggia.
 
“Il governo esibisce un pil 2026 dell’1 per cento”. Esibisce, cioè non ce l’ha. Si può cadere nel ridicolo per affermare la propria identità politica. Nel caso progressista. Cioè nell’irrilevanza: la sinistra mantiene ancora i suoi voti, ma non ha più gli argomenti. E questa la vera novità, non il populismo. Ovvero che il populismo sa di cosa parla, di cosa si parla, nel Paese, tra i lavoratori.
 
Ogni volta che c’è uno scandalo alla Rai, come questo di Ranucci, per quanto inverosimile, subentra presto la noia, e un senso di viscido. Di un’azienda viva, che ha una programmazione buona e anche ottima, p.es. di film (a sostegno dei film italiani), e incappa sempre nello squallore - cioè produce squallore. Per la sottopolitica, di cui si vuole preda, peraltro indefettibilmente democristiana (si vede dalla carriera delle donne). Come si fa a non sostituire un Ranucci, che scandalo è questo?
 
Malen non è, non può essere, un calciatore da due reti e mezza a partita. È avvantaggiato dal gioco di Gasperini. E poi è una mezza tacca, un acquisto in saldo di gennaio. Mentre la Juventus, per dire, ne comprava tre o quattro, di soli centravanti, al doppio del prezzo, senza utilizzarli, essendo dei brocchi. Perché i contratti sono opachi? Quali sono i veri rapporti tra direttori sportivi e procuratori, che hanno tutti sede nei paradisi fiscali?
 
Si spendono lacrime, nei giornali italiani, per “il principe Harry”, un poveretto che, forse perché orfano, si vestiva da SS, con Megan Markle, un’attricetta americana che ci riprova, a sfruttare la Mecca britannica, dopo un primo affondo sfortunato. La coppia, sfruttato in America il glamour della duchessa americana, licenziata da Netflix e Spotify per scarso rendimento, ci riprova a Londra. E allora? L’Inghilterra è ridotta così male?
 
“Il voto a destra è un consenso che arriva in maniera maggioritaria da chi ha poco studiato”. Statisticamente sarà vero, ma politicamente? Una frase non dal sen fuggita ma studiata che rivela la vera natura del Pd, nella persona del suo presidente, che pure è vecchia gloria Pci. Un consesso inventato da Prodi per rifare la Dc, con i voti del Pci.   
 
La ong tedesca Sea Watch, sanzionata dall’Interno per non avere consegnato sei naufraghi soccorsi nelle acque territoriali libiche alle autorità libiche, risponde: “Non riconosciamo le autorità libiche”.
Riconosce i trafficanti libici che le segnalano con SOS i gommoni e le carrette che immettono in mare.
Non riconosce le autorità libiche come non riconosce quelle italiane. Ma non per anarchia, poiché si finanzia col governo tedesco.    


venerdì 21 agosto 2026

Ombre - 834

“Ancora suicidi tra i soldati israeliani: la guerra di Gaza uccide anche chi la fa”. Lo dice solo l’“Avvenire”, “quotidiano dei vescovi”, quindi “di parte” – Israele non ama i preti (ma ama qualcuno, a parte se stesso?) – e la cosa finisce lì. Ma il fatto c’è: “nel 2025 i militari che si sono tolti la vita sono stati 22, quest’anno sono già 18. E il dato ufficiale eclude i congedati”.
Più i “disturbati”: “si stimano in 50 mila gli ex soldati che hanno bisogno di assistenza psicologica”.
 
È impacciata la presidente del consiglio dovendo parlare di finanza con “Affari&Finanza”. Pensava di controllare il sistema bancario, regolandolo da “Roma” (da Siena e con Caltagirone), e si ritrova una Milano che si prende tutto. Per di più di sinistra, dichiarata: l’Intesa del ferocissimo Bazoli, e Unipol degli “abbiamo una banca”. Ha detto no a Unicredit per Bpm perché Unicredit è presieduta da Padoan, ex minstro Dem, e ora si ritrova senza Bpm, in mano ai francesi, e senza Mps – né le prede di Mps, né la banca stessa. La classica favola dell’apprendista stregone.
 
Non ha fatto male il duo Meloni-Giorgetti in economia, ha contenuto il debito e, fra le turbolenze  di Trump, l’inflazione. Ma ingenuo, perfino troppo, sulle questioni di potere – di cui voleva farsi l’arbitro. Delle banche sapendo solo ripetere che devono pagare indefinite supertasse - in un mondo che necessita di supercoefficienti, precisi al decimale, inderogabili. Per la vecchia mentalità, “le banche sono ladre”? Nel 2026? A volte Meloni fa tenerezza.
Non sa nemmeno giovarsi, Meloni, dei contrasti – irrimediabili, perché campanilistici – fra la mega finanza Dem e la Toscana dell’eravamo “i primi e i migliori”, Dem per riflesso condizionato.
 
“Zelensky fatica a trovare un nuovo ambasciatore a Washington”. “Caccia italiani abbattono un drone nei cieli lettoni”. “Il veicolo ucraino deviato dalla guerra elettronica russa aveva sconfinato”. Non ce la raccontano giusta. “Caccia italiani” quanti, una squadriglia? A caccia di droni? È così del resto da trent’anni: l’Ucraina piantata nella Nato e nella Ue per antagonizzare la Russia è progetto americano, dell’ex segretario di Stato Brzezinski, scritto e spiegato ne “La grande scacchiera”.
 
Il 21 luglio il sindaco di Bologna indice una manifestazione per chiedere “verità e giustizia” sulla morte di Abderahim Fakir, cioè contro la polizia. Il 13 agosto la polizia ha individuato venti autori delle minacce a Lepore per quella manifestazione. Che, “come visibile attraverso gli stessi post finiti nel mirino, hanno agito utilizzando il proprio nome e cognome, senza ricorrere all’espediente di profili falsi”. La polizia ne ha individuato uno al giorno. Compitando?
Forse un sindaco dovrebbe essere persona seria e capace.
 
Ognuno ha avuto una reazione al post in cui Ranucci si vuole un martire, come i giudici Falcone e Borsellino. Tutti, eccetto i giudici. Non uno che abbia richiamato il conduttore alla misura. Nemmeno il segretario del sindacato dei giudici, l’Anm.Che forse non sa leggere?
 
“Aldo Moro parlò per ben sei ore”, ricorda Paolo Franchi su formiche.net, “per argomentare sull’utilità di un’alleanza di centrosinistra. Ma non lo fece solo per le sue spiccate doti dialettiche, ma perché dietro c’era un pensiero, uno studio e una visione. Ciò che adesso non accade”. O non l fece per prenderli per stanchezza? Certo che dai sei ore ai social….
 
“La fede, unico antidoto ai fallimenti amorosi”, campeggia sulla prima pagina del reprint “Corriere della sera” del 26 febbraio 1996, non un secolo fa. Di Francesco Alberoni, fine sociopsicologo laico socialista. Oggi non sembra vero, per il socialista, e per la fede. L’Italia è un’altra, ma fatta di niente.
 
Nello stesso reprint Massimo D’Alema flirta con Lamberto Dini, ex Banca d’Italia, ex uomo di Berlusconi, poi di Scalfaro contro Berlusconi. È per fare che? E non solo con Dini, il Pds ex Pci flirta con Bossi: “Senza la Lega si perde”. La nuova politica è marcia alle radici.
 
“Quello che posso dire è che mi auguro che Unicredit possa continuare ad avere solide radici italiane”, è il commento di Meloni  all’acquisizione di Commerzbank. Dopo avergli impedito di rafforzare le radici italiane con Bpm, affermando che le radici di Unicredit non erano italiane.
Forse vuole solo scindere le sue responsabilità da quelle di Giorgetti, della Lega, che pensava di avere in tasca Bpm. Ma sarebbe peggio, questi distinguo tra partiti di coalizione, come una volta tra correnti, è il giochino democristiano più stupido.
 
Medaglia di bronzo
Al bonzo Giogetti
Dal cancelliere Merz
Per la banca Commerz
Che poteva e non volle
Il golden power
Sempre viva i bonzo
Che non si può dire sbronzo.
 
I Comuni restaurano le sale di cinema abbandonate. Con mutuo. Giusto per il ricordo – non si fa più il cinema, e se si va pochi ci vanno. Modernariato. Un po’ caro per il cittadino. Ma un incentivo anche, certo, all’immobiliare. Non è abbastanza ricco.

mercoledì 19 agosto 2026

Le sanzioni (dazi compresi) le paga chi le mette

“I governi di tutto il mondo ricorrono sempre più spesso a politiche economiche” restrittive o nazionaliste (geoeconomiche), “come divieti di esportazione, sanzioni finanziarie e dazi doganali, per raggiungere obiettivi non economici. I benefici di queste politiche geoeconomiche possono essere significativi, consentendo di conseguire uno scopo geopolitico senza minacciare o impiegare la forza militare, e senza gli elevati costi umani ed economici della guerra. Forse il mondo dovrebbe accogliere con favore questa tendenza.
“Tuttavia, le politiche coercitive possono essere costose per le nazioni che le impongono. Per quanto possa essere allettante utilizzare le politiche economiche a fini coercitivi, a volte i benefici non giustificano i costi.”
Un breve excursus storico segue, del “mercantilismo” o geoeconomia, dal Quattrocento agli imperi coloniali, ancora  primo Novecento, e fino alla guerra fredda. Succeduta dall’apertura delle frontiere economiche, e al trentennio di maggiore crescita mondiale della ricchezza nella storia. Dopodiché la geococonomia si è fatta valere di nuovo (in realtà sempre praticata, vigorosamente, dalla Cina, l’economia che più ha beneficiato dell’apertura dei mercati, che ha sempre praticato e continua a praticare la geoeconomia, il protezionismo, con la finanza pubblica (sovvenzioni defiscalizzazioni, premi,  etc.) e con, soprattutto, la manipolazione del cambio monetario.
La geoeconomia è un indirizzo forse auspicabile, finché evita le guerre guerreggiate. Ma costoso, in termini di carovita e quindi di reddito, per i molti: “L’attrattiva delle politiche geoeconomiche può essere evidente, sebbene sia difficile misurarla. Molti obiettivi geopolitici sono difficili da quantificare, e persino da concepire in termini monetari. Quanto vale la sicurezza nazionale? Qual è il valore di isolare un avversario, consolidare un’alleanza, scongiurare un potenziale attacco, evitare una guerra disastrosa?” Ma, se i benefici sono aleatori, i costi invece sono sicuri.
“Sebbene i benefici delle politiche geoeconomiche possano essere intangibili, molti dei costi sono di natura più direttamente economica e quindi più facilmente analizzabili. I responsabili politici, gli analisti e i cittadini dovrebbero riflettere sui compromessi in gioco, su ciò a cui un Paese potrebbe rinunciare imponendo sanzioni o dazi doganali per scopi geopolitici. Ciò non significa che tali politiche debbano essere evitate, ma solo che sia i benefici che i costi debbano essere presi in considerazione”..
Il monito è seguito a sua volta da un calcolo dei costi e dei benefici.
Friden è specialista di Economia Politica, titolare a Harvard della cattedra di International Peace,
capo dipartimento Studi Politici alla stessa università.
Jeffry Friden, The Cost of Geoecomic Coercion, Imf “F&D”, “Finance&Development”, in lìbera lettura (leggibile anche in italiano, Il costo della coercizione economica)
 

martedì 11 agosto 2026

Ombre - 833

È dunque vero, e fa spavento più che sgomento, che il sondaggio di Lavitola per il lancio in politica del suo amico Ranucci è stato messo a punto con l’expertise di Paolo Mieli e Stefano Cappellini, come dire il “Corriere della sera”, con mezza Rai, e “la Repubblica”. Senza scuse e senza ma dei due. Il Grande Giornalismo a livello di faccendiere sa proprio di putridume.

Con due personaggi del genere Lavitola/Tavares e Ranucci, anche se senza colpe, "Report" ci avrebbe prosperato a lungo: una vicenda tipo, con gli ingredienti della trasmissione.


Stellantis in caduta libera, sotto i 5 euro e prossima ai 4, un terzo-un quarto del suo valore di crociera. Quando inverte il trend, di modelli e di vendite, dopo tre anni di sofferenza. Una evidente manovra speculativa. Che Elkann però non contrasta - non difende la quotazione, non difende il marchio, non difende il (suo) patrimonio. È proprio vero che dove mette le mani fa danni, dalla Juventus alla Ferrari.


“Carcere, fabbrica d’insicurezza”, può titolare Ferrarella sui tanti impegni per umanizzarlo, tutti disattesi. P.es. “l’annuncio di un ddl sull’ampliamento delle detenzione domiciliari in comunità per i tossicodipendenti si è trasformato in una «prospettiva pluriennale»”. Si ha paura di governare. A destra come già a sinistra. In Italia.
 
Non senza ragione, però. In Italia la “gente” dice sempre no – si vede ai referendum.
E perché si fanno in Italia tanti referendum – il Paese al mondo che ne ha fatti di più? Per non governare  (decidere). Gli italiani non sono gli svizzeri, che saranno antipatici ma sono stati democratici per due secoli e mezzo – di fatto da sette o otto secoli.
 
Un generale a quattro stelle per Vannacci a sindaco di Milano, grado massimo - seppure in quiescenza da qualche mese. Per di più dei Carabinieri. Qualche interrogativo bisogna porselo. Vannacci non era dei Carabinieri ed era a due stelle, ma solo per essere molto più giovane, ed è rimasto in spe per due o tre anni dopo le sue furiose polemiche.
 
Niente funerali di Stato, senza nemmeno camera ardente nei palazzi comunali, niente “eroismi” né “santità” scomodate per Guccini. Che forse di tutti i morti recenti è il più vicino di tutti a tutti – “il fratello maggiore che ci ha regalato la voglia di capire”, Eduardo Cicelyn. Non era “in linea”.
 
Rispetto totale per i turpi capitalisti immobiliari Investire Sgr, che vogliono espropriare lo SpinTime a Roma, “135 famiglie sul marciapiedi, 450 persone, 150 bambini, 27 nazionalità diverse”. Di più, una “comunità”, in esercizio ormai da 13 anni. E niente, nemmeno un insulto. Non si evoca nemmeno che Investire è della banca romana Nattino. Perché? Perché Finnat ha facilitato a suo tempo la liquidazione del patrimonio immobiliare (molto cospicuo) del Pci?
 
Devis Dori, diplomato in pianoforte, avvocato di professione, parlamentare 5 Stelle-Verde, propone che la Giunta della Camera per le autorizzazioni a procedere, investita dalla Procura di Roma della richiesta di autorizzazione alla disamina della corrispondenza (whatsapp) tra l’onorevole Delmastro e il ristoratore ora carcerato Capoccia, prenda visione dei whatsapp prima di decidere. Cosa che non si può – lo sanno anche gli studenti di legge, i più neghittosi: la corrispondenza è inviolabile. Li paghiamo perché?
La Giunta è chiamata a decidere sulla leggibilità della corrispondenza, non a leggere la corrispondenza per decidere. L’on.Dori presiede la stessa Giunta - ma dove li prendiamo?
 
“Gentile signora Aspesi, la secondo lei nota “underdog” dove terrà la MIGLIAIA di vestiti di cui fa quotidianamente sfoggio?” “Migliaia di vestiti. Questo è il problema. La Signora si sente in dovere di cambiarne tanti”. Roba da “signora mia”. Al mercato? No, l’interrogante si chiama Cereda, e si dice maschio, la risposta è di Aspesi, giornalista, seppure 97nne, e lei si, femmina. Su “la Repubblica”, il settimanale del venerdì. 
 
Curioso reprint  del “Corriere della sera”, per i suoi 150 anni, di un numero, domenica 2 agosto 1998 (ristampato il 6 agosto), in cui non è successo nulla, e l’apertura è “Clandestini: rivolte e un morto”. O è un “amarcord” di quando il quotidiano e il ministro dell’Interno, che era Napolitano, raccomandavano calma con gli immigrati - “Saremo rigorosi, non possiamo accoglierli tutti”, dice Napolitano nel titolo.
 
Non c’è giorno ormai, ormai da molti giorni, che in Ucraina non cada una testa per corruzione. Anche di molto importante – molti i collaboratori stretti di Zelensky. E non cadono “alla sovietica”, o alla Xi Jinping, per eliminare avversari scomodi – molti quelli a cui Zelensky ha appena dato o confermato la fiducia. Non è normale.
Ma tutto questo non fa opinione –mai un commento. Anche questo non è normale.

sabato 8 agosto 2026

La benzina costa caro a Trump

Trump vittima dei petrolieri era da vedere. Uno che ha fatto tutto per loro. Permessi di ricerca e produzione à gogo, in ogni area di mare e di terra. Senza più nessuna più limitazione ambientale. Con un regalo di 50 miliardi pubblici a fondo perduto  nel bilancio 2026. E una guerra per rincarare il petrolio. E loro ringraziano vendendo la benzina il dieci, il venti, e anche il cinquanta per cento più cara. E invece succede: “Ingrati”, tuona Trump, sul suo social e su X. Perché non abbassano i prezzi della benzina, anzi – con la scusa della guerra - la vogliono sempre più cara.
Sfugge a Trump anche l’ultima “ragione” della sua guerra insensata all’Iran – la ricapitalizzazione dell’industria petrolifera con uno zoccolo del prezzo del petrolio greggio sempre più alto e robusto?  Di fattole compagnie petrolifere non determinano il prezzo alla pompa dei carburanti –per la benzina non più del 5 per cento delle pompe è gestito dalle compagnie petrolifere – quelle che producono e raffinano. Ma la benzina è in America tema sensibile.

domenica 2 agosto 2026

Ombre - 832

Non è (era?) mal pensato il disegno spagnolo di sovvenire al buco demografico con immigrati latinos già formati, con la Ley de Nietos di luglio (la cittadinanza ai nipoti degli emigrati, come fa l’Italia). Ma dopo avere regolarizzato gli immigrati illegali, e figli, con soli cinque mesi di Spagna – mezzo milione-un milione, le domande affluiscono, di arabi e africani. Una pacchia, da qui Ceuta.
Non ci sono antidoti per la denatalità e l’immigrazione selvaggia? Sì, basta una politica dell’immigrazione – l’hanno fatta gli Usa per oltre un secolo, con consolati e visti d’entrata.
L’Euroa “non esiste” anche in questo, che pure è semplice.
 
Si gareggia agli Europei di nuoto a Parigi come all’Olimpiade due anni fa, nella Senna. Anche se un nuotatore su tre nel 2024  è finito in ospedale. Soprattutto i fondisti, che vanno avanti e indietro per ore. I nuotatori hanno protestato e protestano, con le loro associazioni e con gli organizzatori. E niente, il nuoto fa audience tv solo nella Senna, e perisca chi capita. Ma si vuole uno sport.
 
Beatrice Venezi lamenta, in conversazione alla Versiliana, la prevalenza dell’odio femminile nei social mobilitati contro la sua nomina alla Fenice: “La solidarietà femminile funziona al contrario, come pettegolezzo”. Non è una novità. Ma niente è cambiato.
 
Crédit Agricole che dice, papale papale, Bpm-Mps “non s’ha da fare”, in lombardo, in meneghino, che capisca anche la Lega, è pura commedia dell’arte. Solo la Lega, un leghista che si è eletto perfino ministro del Tesoro, Giorgetti, non lo capisce, forse. Aveva detto no a Bpm-Unicredit, perché Unicredit “non è italiana”, sic (ma lui non sa l’inglese), e ha dato il Banco ai francesi dichiarati. Tutta stupidità?
 
Perché l’instancabile Lo Voi, Procurarore romano, non indaga al Tesoro, su eccesso di potere e mancate esercizio del dovere di sorveglianza, su Mps e Bpm? Perché sa già che scoperchierebbe una pentola che non vuole scoperchiare.
E niente anche a Milano: il Procuratore Viola, iperattivo, sul caso dorme? Della banca più lombarda e più milanese, dopo la ex Cariplo, regalata ai francesi. E chi bada ora al “territorio”?
 
“Riconoscimento facciale, monito Ue”, “Intelligenza Artificiale, monito Ue, “accise sui carburanti, monito Ue” (monito Ue, sulle accise?). Non c’è battito di cigli in Italia che non susciti, per i giornali, un monito Ue. Indigenza professionale senz’altro, è un modo di dire  – non c’è l’analogo in altri giornali, di altri Paesi, che pure hanno con Bruxelles contenziosi molto seri, la Francia, la Spagna, perfino la Germania. Non inoffensiva: è l’origine – e a ben guardare la sola causa – del sovranismo indistinto anti-Ue, dell’Unione percepita come una burocrazia antitaliana.
 
È simpatico il presidente del consiglio spagnolo Sanchez, e poi è anche l’ultimo socialista in Europa. Ma manca sempre le occasioni. L’alluvione a Valencia due anni fa. Ora gli incendi, sempre attorno a Valencia, e a Madrid – se ne sta in vacanza. Mentre, per di più, la paura cresce che il socialismo spagnolo finisca come quello peruano di Alan Garcia, tra illeciti e condanne – tutta persecuzione giudiziaria non può essere.
 
La Russa che ogni paio di giorni candida Meloni al Quirinale ci è o ci fa? È elementare che le candidature a distanza si fanno per trombarle. Soprattutto quelle “con tutti i titoli”. Per non dire che Meloni non ha l’età, e forse nemmeno la voglia – con la necessaria perizia giuridica. Portare un moderato al Quirinale, lo capiscono tutti, si fa non pompandolo – è una contraddizione.
 
Si concelebra Piera Detassis con il “Corriere della sera”, che le dedica una pagina: “Io, la prima donna alla guida dei David. Così li ho rinnovati”. Nel senso di rilanciati – i David di Donatello, una delle organizzazioni premiali del cinema italiano, con i Nastri d’argento. Nel senso che li ha assegnati all’ex Pci, indefettibilmente, titoli e protagonisti, maschi e femmine. Per otto anni – non un premio non “in linea”. Tanta ortodossia sembra sciocca, ma è la verità del cinema.
 
Prima i campanili ora i campanacci – delle vacche in montagna. Disturbano, e sicuramente i residenti vinceranno le cause. Campanili e campanacci sono serviti per comprare casa con lo sconto, data la “servitù”. Ora bisogna rivalutare i cespiti. È così che cambiano le civiltà, per niente.
 
È curioso nel reprint “Corriere della sera” della vittoria al Mondiale di calcio romano nel 1934, il tono per nulla enfatico delle varie prose celebrative, e delle titolazioni. Anche Mussolini appare, non spesso, negli occhielli e i catenacci delle varie cerimonie, come “Mussolini” e non il “Duce”. Gli “anni del consenso”, il fanatismo di massa, è proprio datato, 1936-1939, della bugia dell’impero.
 
“È stato ritrovato senza vita nella sua casa a Washington Daniele Compatangelo, corrispondente de La 7 a Washington  e presidente dell’associazione giornalisti esteri nella capitale americana”. È il giornalista a cui Trump aveva confidato: “Meloni mi ha chiesto un selfie, mi ha fatto pena”.
L’audio dell’intervista non c’è. Ma Meloni non ha fatto causa a La 7: ha paura di Cairo?

Meno Cina per gli Usa, più Resto del Mondo

La cura Trump ha funzionato ma non molto. Gli sbilanci nelle partite correnti (beni e servizi ) con la Cina sono cresciuti nel 2025. Quelli del Resto del mondo, quello degli Stati Unirti invece si è ridotto – ma si è accresciuto col Resto del Mndo.
“Nel 2025, i saldi delle partite correnti globali sono ulteriormente aumentati, principalmente grazie alla Cina, dove il surplus delle partite correnti ha registrato il maggiore ampliamento degli ultimi venticinque anni. Tale aumento è stato in parte compensato da una contrazione negli Stati Uniti e nell'area euro.
“Il surplus delle partite correnti della Cina è aumentato di circa 300 miliardi di dollari lo scorso anno, il maggiore incremento in termini assoluti almeno dal 2000, raggiungendo circa lo 0,6% del PIL mondiale. Mentre il deficit delle partite correnti degli Stati Uniti si è ridotto di 69 miliardi di dollari, il suo saldo è rimasto di gran lunga il più elevato al mondo, pari a circa lo 0,9% del PIL globale, superando i surplus combinati di Cina e area euro”.
In sé, gli sbilanci nelle partite correnti non sono un male, né un bene. Né i dazi: “Storicamente, le barriere commerciali in vigore in passato non hanno avuto un impatto chiaro sui saldi aggregati delle partite correnti”. Inoltre, “la valutazione dell'impatto delle misure recenti è complicata da altri fattori, tra cui il boom dell'intelligenza artificiale”. Tuttavia qualcosa già si vede chiaro, della nuova politica commerciale americana: “È evidente che le barriere commerciali hanno portato a una marcata riconfigurazione dei modelli commerciali, con un forte calo delle importazioni statunitensi dalla Cina accompagnato da un aumento delle importazioni statunitensi dal resto del mondo”.
Con grafici e tabelle storiche.
IMF, Global current account imbalances widened further in 2025, External Sector Report, free online, leggibile anche in italiano)

lunedì 27 luglio 2026

Se il Tesoro affida le banche al Crédit Agricole

E dunque, Crédit Agricole con minima spesa si prende due banche in uno. E che banche: Bpm e ora, attraverso la fusione che si prospetta con Mps, del gruppo senese, ricco di Mediobanca e di Generali. Il risiko italiano si conclude a favore del colosso francese. Su indicazione e per volontà del ministero dell’Economia.
Sarebbe finita diversamente se il Tesoro, il ministero dell’Economia, non si fosse intromesso. Se la Lega, il ministro Giorgetti, non avesse impedito l’acquisizione di Bpm da parte di Unicredit. Agitando un inesistente golden power, un non expedit del governo. Giustificato con la “proprietà” straniera di Unicredit – che non c’è. E con una proiezione di Unicredit sul “territorio” insufficiente – anche se è la seconda banca italiana per attivi. Un non expedit molto mazoniano, pretestuoso (e illegale, in termini giuridici).
Un errore? Troppo marchiano. Non da ministero del Tesoro-Economia, che è forse il meglio della burocrazia italiana. È un tentativo della Lega di costituirsi un “sua” superbanca? Non col Crédit Agricole. E neanche un indirizzo di politica economica. Il Tesoro, consenziente o promotore Giorgetti, ha gestito lo scivolamento di Bpm verso l’Agricole invece che verso Unicredit, e ora, attraverso i poteri di indirizzo che ha su Mps, dello stesso complesso Mps-Mediobanca-Generali, verso Bpm, cioè Crédit Agricole.
Sembra insensato e lo è. Ma per quale motivo? Escludendo la corruzione.   

martedì 21 luglio 2026

Ombre - 831

Nella quotidiana “apertura” anti-Trump sul sito di “The Atlantic” il pastonista Graham – o Nichols, altro scrivano (se non è pseudonimo) addetto anti-Trump - enumera dozzine di reati dei quali Trump è stato accusato nella prima presidenza, malgrado i quali è ancora in sella. Se ne meraviglia, cioè, non si chiede se le accuse erano sballate. E non dà buona impressione, anche a essere anti-Trump. Il giornalismo di denuncia, in effetti, politico cioè ma non dichiarato, è insopportabile giornalismo, perché, curiosamente, giornalismo vuole dire informazione – il cui sottinteso è “corretta”.
 
Pagelle mediocri per la Spagna calcio campione del mondo. Leggermente migliori per gli argentini, gli avversari della Spagna nella finale – che non hanno mai giocato, hanno solo contenuto la Spagna per 107 minuti, 124 coi recuperi. Il portiere dell’Argentina è l’unico che ha l’8.
Come si fa a giocare per due ore senza mai tirare in porta, almeno una volta? Sarà anche questo calcio, ma come ha fatto l’Argentina ad arrivare in finale?

Paginate sul siluramente in Ucraina del ministro della Difesa Fedorov e sulla piazza che protesta contro il comandante militare Syrsky, senza dare, mai, neppure in piccolo, la ragione. Che Fedorov ha privilegiato la guerra tecnologica degli ultimi mesi, rubando la scena a Zelensky, e riducendo il reclutamento forzato. Mentre Syrsky ne è il sostenitore. Al punto di rifiutarsi di incontrare il ministro della Difesa. Avendo creato resistenze diffuse e tafferugli in piazza contro i reclutatori, p. es. a Leopoli.

“Nel dicembre 2024”, scrive su “L’Economia” Guido Santevecchi, corrispondente (ex?) da Pechino, “l’autorevole Gao” (Shanwen, capo economista di una banca d’investimenti statale), “parlando a una conferenza negli Stati Uniti aveva sostenuto che la crescita del pil cinese negli ultimi due o tre anni era stata probabilmente meno della metà delle cifre ufficiali”. Immediata “scomunica del Partito”.  A gennaio 2025 un linfoma, e ora la morte: la Lunga Marcia è inarrestabile.
 
“Al momento circa 600 milioni di cinesi vivono con circa 1.000 yuan al mese (meno di 130 euro)”, Santevechi riesce a infilare nel “pezzo”. E già che c’è, in chiave di obituary, si fa forte ancora di Gao Shanwen: “Le imprese di proprietà dello Stato cinese sono le gambe del partito Comunista”.
C’è ancora la censura – al “Corriere”, s’intende, in Cina si sa che non c’è? Avere un Santevecchi, così pieno di cose da dire, e non utilizzarlo, il dissidio dev’essere troppo.
 
“Dal Botswana al fronte”,  molti giovani africani sono stati arruolati da Putin per combattere Zelensky, naturalmente con l’inganno. Il governo del Botswana protesta. Questa sembra inventata, dal controspionaggio russo: questa volta i servizi britannici, della Russia da sempre specialisti, potrebbero avere esagerato: quelli del Botswana, e gli altri africani assoldati da Putin, non possono essere camuffati. Il “servizio” giornalistico infatti conclude, facendo aggio sull’ìgnoranza dei giornalisti, che “il Botswana, ricco di materie prime”, e anche ben governato, democratico. Mentre non è ricco – dell’ex Sud Africa è il bantustan più povero, ed è un regno tribale.
 
Leonardo Del Vecchio si compra i giornali di Riffeser, “Nazione, “Carlino, “Giorno”, nomina Orfeo direttore, e subito i giornali, moderati, diventano una piccola “Repubblica”: non c’è interstizio anche locale che non abbia le stimmate del democristianesimo di sinistra – sistema di potere che si presume democratico, aperto, liberale, e invece è arcigno e duro. Tutto cambia subito: celebrazione del G 8 di Genova, Trump bestia, il trucco delle preferenze (elettorali), il gioielliere assassino…. Con gli stessi giornalisti – solo qualche collaboratore è cambiato, p.es. Bruno Vespa, ma perché non se la sentiva o perché lo hanno allontanato?
 
Perché Trump se la prende con la Cina, che gli truccherebbe il voto di novembre? Tutti ridono, e invece un perché c’è: il cinese Xi si rifiuta di aiutare Trump a uscire dal pantano Iran. La Cina si riforniva di petrolio in Iran. È, era, la cliente quasi totalitaria, e quindi la vittima maggiore della chiusura di Hormuz. Però non fa nulla. E, si può aggiungere, è destino che l’America debba sempre sbattere contro i “musi gialli”, in Corea, in Vietnam, e ora a Hormuz? Certo, ne sanno una più delle praterie.
 
Sulla “Nazione”, unico giornale che se ne ricorda, prima della “svolta” Del Vecchio, lo storico Andrea Spiri ricostruisce e in fondo celebra “Craxi-Psi, 50 anni di svolta” – “Il 16 luglio 1976 Craxi fu eletto segretario, e il socialismo divenne riformista”. Con altri buoni momenti di buon governo, dopo quelli del primo (vero) centro-sinistra, anni 1960.
Che differenza con Stefania Craxi, che al Senato fa la manutengola dei figli di Berlusconi, A  che fine non si sa.
Craxi-crisi, nomen omen? Di Craxi la memoria non deve restare buona: prima affossatore del Psi, ora di Meloni?
 
In certo senso ammirabili “la Repubblica” e il “Corriere della sera” che a giorni alterni s’inventano una pagina su e per Matteo Renzi, che ormai rappresenta solo se stesso – forse. Un election manager non saprebbe fare meglio. “la Repubblica” fa perfino tenerezza, che venerdì s’inventa,  ultimo exploit di Orfeo direttore, una pagina in cui Renzi discetta in inglese, lose-lose,win-win, all-in, climate change, pro-pil, pro-pal. Già famoso per il pidgin english – in realtà suoni “smozzicati”, direbbero a Firenze (appresi in Arabia, quando fu ricco testimonial del Rinascimento saudita).
 
Però, inventarsi un candidato, da parte del giornale ex di Scalfari e del “Corriere della sera”, un apartito, giusto il vangelo di Scalfari, a ogni elezione, Montezemolo, Della Valle (sic!), Cottareli, ora Renzi, o Calenda, è un esercizio futile, ma tanto più dev’essere una prova di giornalismo, per i redattori e i direttori dei due quotidiani, inventarsi il niente.
 
“Il pil rallenta ancora”, Cottarelli lo calcola. Ma non rallenta da trent’anni, dagli anni 1990? Non per altro, per burocrazia, fisco, alto costo dell’energia (la più cara d’Europa). E per la democrazia debole – la manomissione della politica. Cose note, notissime. Rimedi? Nessuno – o altrimenti con l’apertura di altre falle. L’Italia è un paese ricco, ma di patrimonio: il reddito non basta più, intacca il capitale – un Paese di ricchi improduttivi.
 
“Non  stiamo impedendo questa fusione o acquisizione”, di Unicredit con Commerzbank, “né abbiamo mai tentato di farlo”, fa sapere il cancelliere tedesco Merz – “quello che abbiamo sempre sostenuto è che le modalità con cui Commerzbank è stata presa di mira non incontrano la nostra approvazione”. È vero: il governo tedesco aveva tutto il diritto di esercitare il golden power, e non lo ha fatto. A differenza dell’Italia di Giorgetti, che non vi aveva alcun diritto e lo ha fatto, a protezione della “sua” banca. La Repubblica, benché ottantenne, è sempre di “sottogoverno”.
 
Il reprint del  “Corriere della sera” del Mondiale di calcio 1938 vinto dall’Italia sull’Ungheria, è un tripudio di “osanna”, una mostra di stupidità sbalorditiva. Negli  “anni del consenso” (De Felice). Incontestabile, ma non spiegato. Questo reprint a distanza, in anastatica, invece lo spiega, come nessuno storico- sociologo ha finora fatto: la stupidità esiste.
 
Nel medesimo reprint si danno le notizie dai fronti spagnoli, vittoriose ma non lusinghiere per le truppe italiane, ridotte a 5 e 17 righe, camuffate da“eroica resistenza”. Ma di questo la colpa non è solo italiana. È proprio delle “notizie di guerra” : la guerra non è mai persa, alle brutte si resiste, eroicamente.
 
Malinconica più che marziale la sfilata di Macron col suo capo di Stato Maggiore sulla camionetta “post-bellica” per gli Champs-Elysées, per appropriarsi della difesa europea. Sparando parole con Zelensky e altri prim’attori della famosa difesa. L’Europa è così, tutta chiacchiere. Ma la Francia semper ci aggiunge di suo, la gloriola. Profanando pure il 14 luglio.
 
La vera battaglia della Francia si combatteva, lo stesso 14 luglio, la sera con la Spagna al Mondiale di calcio nord-americano. Una Francia svogliata oltre che, forse, incapace. Di atleti – nessuno nato in Francia, giusto la perfidia dell’ex premier spagnolo Rajoy – solo ricchi di soli, grazie agli sceicchi di Parigi.
 
Il giorno stesso si scopre che la Francia è la maggiore acquirente di gas russo. Malgrado le sanzioni che invece promuove – armiamoci e partite? Di gas di cui non ha bisogno, che poi rivende ai tedeschi.
S i sa che le sanzioni sono inefficaci, solo un espediente per affari poco puliti – la crescita di un ricco girone di mediatori, pagato dai consumatori con il caro-prezzi. Ma con Putin si va oltre: la Francia si fa merito di avere fermato, una volta in sei mesi, un anno, un carretta russa che funge da nave petroliera, in ossequio alle sanzioni. Nel mentre che commercia il gas russo, a spese dei tedeschi (e, sui prezzi, anche dell’Italia).
 
Ci s’infogna nella tragicomica vicenda Ranucci-Lavitola come  in uno scoop di “Report”. Corteggiamenti, travisamenti, trabocchetti (in genere a spese degli addetti stampa di onorate società, messi in mezzo e poi traditi da cinici reporter – cinici, insomma, gente di rispetto, dell’informazione).
Infognarsi è il verbo giusto, perché “Report” è maleodorante? E vuole farlo sapere –è fatto per odorare male?
 

lunedì 20 luglio 2026

Cronache dell'altro mondo - social (413)

I social sono il principale veicolo pubblicitario negli Stati Uniti. Più della metà degli americani si informa da fonti in rete. Tre su quattro di questi in forma prevalentemente di video – un mezzo in crescita rapidissima, il suo utlizzo cresce a grande velocità.
I contenuti che trasmettono ansia e paura sono i più visti. La viralità dei messaggi si lega alle paure, la rabbia, l'odio che riescono ad accendere.

Cronache dell'altro mondo - monopolistiche (412)

Il mercato dei media è in America fortemente concentrato. Quello online, come si sa, da pochi soggetti, Meta, Google (You Tube), Microsoft – con Amazon per quanto concerne la pubblicità. Ma sono concentrati anche i media tradizionali.

Il 40 per cento di tutte le emittenti tv locali è controllato da tre gruppi.
Nel 1996, presidente Clinton, un regolamento separò, per le nuove imprese in rete, il piano giuridico (la testata) e i contenuti (messaggi) scambiati sule relative piattaforme. Avviando un
processo di concentrazione. Nel 1980 cinquanta imprese controllavano il 90 per vento del mercato dei media, nel 2020 ne bastavano solo sei.
 
 


domenica 19 luglio 2026

Trump e la "Pravda" all'ora del mercato

Si esuma Caligola, l’imperatore che disprezzava il Senato (quello che voleva fare senatore il cavallo), a proposito delle intemperanze di Trump. Se non che Caligola era un imperatore, il terzo dopo Augusto e Tiberio, di una serie cioè non rodata, era della famiglia giusta, pronipote di Augusto, via la nonna materna Livia, ma aveva problemi fisici, ed è anche vittima dello “storico” Svetonio, a un secolo o due dopo la morte. Mentre Trump è uno che ha vinto due elezioni,   presidenziali, praticamente da solo. La seconda volta facile, avendo gareggiato in pratica contro un presidente incapacitato. Ma la prima con un capolavoro politico: contro l'eredità di Obama presidente amato, e l’ingombrante carriera politica di Hillary Clinton, che infatti lo sopravanzò di due milioni abbondanti nel voto, seppe orchestare il bilanciamento con i voti statali, che nell’architettura costituzionale molto elaborata degli Stati Uniti “difendono" gli Stati poco popolati. L’ultimo arrivato ma non l’ultimo della classe, insomma.

Se si vuole avvicinarlo a qualcosa è piuttosto al regime sovietico. Che era democratico,”molto democratico”, con comitati e direttivi a ogni livello, ma decideva uno solo. Ha chiamato Truth, verità, il suo gionalino online, come la verità, Pravda, sovietica. Da dove manda e comanda ogni mattina le sue decisioni.

In linea anche l’uso dei “Truth-Pravda”: questa decretava successi e insuccessi, fino all'eliminazione fisica, quella decreta chi vince a Wall Street – se paga: chi paga bene può avere anticipazione di quelle che saranno le decisioni di Trump in giornata, e regolarsi anticipando acquisti e vendite. Due “verità” entambe di mercato, uno politico e uno finanziario. Trump non è di buona famiglia, come lo era Caligola, ma non è scemo.
L’opinione pubblica (giornalismo) al tempo della “Pravda” non esisteva. Al tempo di “Truth” è solo opinione pubblica – Trump parla incessantemente con i gi
ornalisti, anche mentre entra al bagno – e cioè niente, rigaggio.

“Truth”, la verità, è la “Pravda” di Trump. Quella sovietica imponeva la verità del dittatore, “Truth” quella di Trump, che è pur sempre uomo importante. La “Pravda” sanzionava, anche brutalmente, “Truth” può dare dritte importanti in Borsa. Trump semplicemente si vende le dritte in anteprima, basta pagare.
 

Sarà un altro calcio

“E stato un Mondiale epocale”, può titolare ”Il Sole 24 Ore”, “il calcio non sarà più lo stesso”: poco meno di 12 miliardi di ricavi, un nuovo mercato sportivo negli Stati Uniti, un diverso business dei Grandi Eventi, e pubblicitario, fisico e mediatico.
Solo in Italia, e senza la Nazionale, le partite trasmesse, non sempre in orario comod prime time, hanno raccolto una media di 4,6 milkioni di spettatori, una audience da gande spettacolo. Con un investimento ad ampio orizzonte, già solo per costruire stadi a grande capienza, e comodità, con aria condizionata e riscaldamento, e l’adozione, o “invenzione” del calcio come (ennesimo) sport nazionale..
Che era un’idea di Kissinger, anche questa - per questo si fece amico già negli ani 1970 dell’Avvocato Agnelli. Gli Stati Uniti sono un’altra dimensione. Al confronto con l’Europa poi specialissima. Investienti solidi e intelligenti, invece dello stitico calciomercatino che ci afflihgge – Firenze, che ha auvot un assaggio di questa mentalità dostrtutiva, col Viola Park voluto e pagato da Rocco Commisso, ancora non se ne rende conto (non sa che farsene).

lunedì 13 luglio 2026

Ombre - 830

 "Hormuz vale più della bomba atomica”: dunque gli ayatollah, che il tonitruante Trump minaccia ogni giorno di sterminare, lo prendono per i fondelli. Con una presa di giro che però è più che reale: Giove tonante capitolino (di Washington, D.C.) ha fatto una guerra con cui ha mandato in crisi l’Europa (inflazione, riarmo, tensioni). Solo per rilanciare l’industria petrolifera Usa? Per fare un favore elettorale al suo compagno di merende Netanyahu? 

L’Europa vittima di questa guerra è la verità dei fatti. Che però non si dice. Anzi con mea culpa europei, e richieste di perdono - “Trump, non lo faremo più“ (che cosa?).


“Fino al 2019 l’Europa era la prima destinazione dell’Ide, Investimenti diretti esteri", spiega su “l’Economia” Lucilla Aleotti, vice-presidente di Confindustria e azionista di riferimento del gruppo farmaceutico Menarini, di proiezione mondiale: “Dopo, col Green Deal e la proliferazione normativa gli Ide sono crollati, da 450 a 150 miliardi. Fra il 2019 e il 2024 la Ue ha varato tredicimila leggi. Servono 1.425 ore solo per leggerle. Succede solo qui”. È tutta stupidità?

S’inframezza la lunga sfida Jannik Sinner-Sasha “Alexander” Zverev a Wimbledon col cancelliere tedesco Merz ospite, con la moglie, del principe ereditario William. Una gita domenicale con la prospettiva di una possibile, comunque auspicata, vittoria del “tedesco” Zverev. Ospite di William in ricordo dei trascorsi tedeschi della famiglia che ora si chiama Windsor? Ci fosse andata Meloni, saremmo qui ancora a rifarle le bucce. E certo, non avendo marito, magari non sarebbe stata nel palco regale.

Si fa a Istanbul un vertice Nato in cui il tema è: gli europei si discolpino della mancata assistenza alla’America contro l’Iran. Mentre avrebbe dovuto essere l’inverso: come mai l’Europa è vittima di una guerra sconsiderata che l’America ha fatto all’Iran? Per di più solo – forse - per consentire a un politico screditato, il primo ministro israeliano Netanyahu di vincere, forse, le elezioni. Poi dice: perché si fanno le guerre?

La crisi Nato viene letta in termini di Usa troppo impegnati, con la spesa militare e con i morti, e di Europa latitante. Mentre è l’Europa che dovrebbe rimproverare agli Usa l’unilateralità. Anche insipiente (piani strategici? Stati Maggiori? Cia e servizi collegati?. E forse solo nepotistica (ma chi è questo Kushner?). Il fatto è che non c’è un’alleanza, ma solo un gruppo di “volenterosi”, gli europei, su cui gli Usa possono contare quando vogliono. E una base avanzata “americana” verso la Russia, il Medio Oriente e ora l’Indo-Pacifico. In cui gli europei non contano niente.


“L’altro giorno”, lamenta su “la Repubblica” il notista tv Dipollina, “nell’arco di tre ore si è passati da «L’Italia del tennis si prende il mondo intero» a «Beh, certo,in fondo c’è solo lui… Che, poi, italiano mah, insomma…”. Lui è Sinner. Ma gli italiani pensano come il notista vuole che pensino? Sinner è un bravo ragazzo – la foto che circola, di un magrolino coi pantaloncini corti, la mano di Djokovic paterna sul capo. Rosso, coi suoi problemi, fisici e psicologici, chi non ci impone,della già terribile (bombarola) Val Pusteria, tirolese cioè, con l’italiano seconda lingua. Ma bravo cittadino. Come Nanni Moretti, anche lui della Val Pusteria.

Il curioso di questi campioni di Montecarlo è che tutti poi preferiscono l’inglese.


I Verdi tedeschi, il partito che con i Liberali più si dissangua da qualche anno a gonfiare l’estrema destra di Alternative für Deutschland, corrono ai ripari con un “manifesto degli uomini” – dei maschi. Con effetto solo buffo. Un manifesto che è il problema delle sinistre, di reagire invece di agire. Cioè di agire senza misura, per ideologia, per poi seguire l’avversario.
Questa è una delle “lezioni” tedesche. L’altra è che l’“estrema destra” è “tutti noi”, un partito antisistema, prima che di destra o di estrema destra, come il furbo Vannacci e la sua corsa in folle testimoniano e spiegano. Come spesso siamo noi, che non ne possiamo più – di “correttezza”, unanimismo, stupidità.
 
“Casa nel bosco, i bambini ascoltati tre ore dai magistrati”. Dopo dieci mesi di confino nel business dell’accoglienza. Magistrati di che, “interrogare” dei bambini di sette e nove ani per tre ore, dopo averli brutalmente privati dei genitori? Perché questi magistrati non sono loro in prigione, sequestrare dei bambini? Perché nessuno li processa?
Ma dove li prendono? Non sarà l’Abruzzo imbarbarito, che deve arricchirsi con le rette dei bambini?

Il principe Harry, Hugh Grant e Elton John devono pagare 50 milioni (?? sarà un errore di stampa?) di sterline di “spese legali” per non aver vinto la legittima causa per diffamazione contro  i giornaletti scandalistici inglesi – ah, la libertà d’informazione. Che li aveva di fatto diffamati, con “campagne” spregiative, basate su notizie false. Ma i giudici di Londra hanno evidentemente le polveri bagnate – vuoi avere un “Sun” alle costole? Falla come vuoi, è sempre aggiustizia.


Anastasia Berezovska, attentatrice pasticciona di Montecarlo, è freddata al rientro a Kiev da un agente dello spionaggio ucraino. Tal quale come l’assassino di John Kennedy, Oswald, fatto freddare da un “passante”, Jack Ruby. Mentre Zelensky in Turchia, al vertice Nato, può assicurare: “Apparteniamo all’Alleanza”. Chi si somiglia si piglia.

L’assassino assassinato non è tema d’informazione. Si 

penserebbe ma non lo è, nemmeno per caso, nessuno si arrischia anche sembrerebbe ovvio. C’è un ordine?
Si fanno in compenso paginate sugli Ermolaev a Montecarlo, marito e moglie o compagna (insinuazione, tipico dei servizi, che sono sempre di bassa lega), vittime dello Hur, la Cia ucraina. Anche questo è strano, c’erano pagine già pronte su questi illustri sconosciuti?


Si raccontano gli Ermolaev, con abbondanza di particolari piccanti, come se fossero un’eccezione nel panorama ucraino – dove sono corrotti anche i collaboratori di Zelensky. Già il giorno dopo il “Corriere della sera” è in grado di farlo – tralasciando il fatto che Ermolaev è in coma, e alla moglie o compagna sono state amputate le gambe: ben due servizi il quotidiano milanese dedica, di una Chiara Barison, e dell’“informato” Olimpio, al “Battaglione Monaco”, che non è la quinta colonna ucraina nel mondo, ma un gruppo di ricchi ucraini che ha lasciato l’Ucraina – da sterminare tutti?

Mosca accusa i paesi baltici di discriminare e perseguitare le minoranze russe. Che è vero, ci sono leggi in proposito. Sky Tg 24 decide di verificare, unica testata, ma poi nasconde il servizio a metà bollettino, in edizione pomeridiana. Che storia ci raccontano? Soprattutto, come è possibile tanta,  generale, costante, unanimità? Ma è Orwell.

domenica 12 luglio 2026

Appalti, fisco, abusi (248)

D’improvviso si scopre che un autovelox su cinque è illegale (a Milano 1 su 2, anzi epggio, 10 su 17). Si scopre quello che tutti sanno, che il controllo della velocità è un falso scopo: è di fatto un mezzo, nobile, per estorcere denaro. Che i Comuni, specie in Toscaca e limirofi, lo hanno sempre usato “a trucco”, non per la sicurezza ma per fare cassa (con postazioni mascherate, o un passo dietro un ridoto limite di velocità).
Un business evidentemente esteso a parenti e conoscenti, per l’acquisto di autovelox illegali. Con tangenti attaccate?


Il casello in entrata di Autostrada non funziona (in genere la porta telepass\biglietto, giallo\blu), e Austrade carica il massimo della distanza che si può calcolare all’uscita, se registrata. Senza previa contestazione: carica gli 80-90 euro, e l’utente se la veda lui.


L’addebito Autostrade fa dopo sei mesi, a differenza dei pedaggi che addebita in tempo reale. In modo che l’utente stenti a raccapezzarsi: cosa ho fatto sei mesi fa a quella data ora? Che non possa ricostruire un come o un perché dell’errore contestato. E si faccia un complesso di colpa? Non è esagerato pensarlo, tanto assurda è la contestazione. Mentre Autostrade "sa" che quella porta, quel casello, non funzionavano quel giorno a quella ora, ma ci tenta, e ci riesce - il suo addebito non si può impedire.


Un comportamento scorretto e perfino illegale, contro cui non c’è rimedio. C’è un’Autorità sugli autotrasporti, ma fa capo all’Anas, figurarsi – non prevede nemeno le modalità di accesso.
 
Unipolpass, utilizzato dopo analogo addebito con Telepass, è altrettanto inefficiente. Risponde che c’è solo da pagare. Se si vuole, si può fare una segnalazione - non un ricorso, che ha valore legale (procedure, termini): “Autostade in genere impiega sei messi a rispondere”. Sembra un’estorsione, tra "compari", e lo è. Ed è vera, non è inventata.
 
 

lunedì 6 luglio 2026

Ombre - 829

Il bullismo di Trump, considerato che i suoi numerosi messaggi social sono proposti e redatti da una non piccola squadra di consulenti all’immagine, non è temperamentale come si dice, è voluta: ogni tanto vuole, gli serve, “fare i titoli”, con Meloni in piccolo, o col papa, Zelensky, la Ue, la Nato. Sarebbe “strategico”, nel caso Meloni, se volesse far vincere in Italia il Pd, “i comunisti”- curiosamente, mette a disagio tutti i corrispondenti da Washington, anche gl anti-meloniani. E non è personale – Trump è un apatico, a parte se stesso, incompassionate. Si parla di Meloni, del papa, di Xi il Buono, degli europei ingrati per non parlare di Iran, di Hormuz, di Ucraina?
 
Non si può sapere, non c’è sondaggio possibile, ma non è folle pensare che Trump si aliena, in Italia e nel mondo, più gente col trattamento imposto alla Fifa sul centravanti della nazionale americana che con le sue intemperanze, invettive e aggressioni – specie se il team Usa andrà avanti stanotte nel torneo. Lo sport è un linguaggio semplice, tutti capiscono tutto. Senza la guerra fredda, sarà bastato Trump a rigenerare il “cattivo amerikano” degli anni 1970, perdente e facinoroso.
 
“Familiari, collaboratori, funzionari, 126 indagati fedelissimi di Sánchez” in Spagna: “Sono più dei deputati socialisti”, del partito del presidente del consiglio spagnolo. L’Italia facilmente si associa alla Spagna, che però è un altro mondo. Ha una spina dorsale. L’Italia è quella dell’“invito a comparire” del giudice Borrelli col “Corriere della sera” – “basta la parola”, uno sguardo furbo, un ghigno: mafiosa più che giudiziosa.
 
“Ultimo raccoglie a Roma per il concerto 250 mila persone”. Giovani. Di cui 160 mila da fuori Roma. A un prezzo medio del biglietto di € 66 – minimo 49 massimo 99, più sovrapprezzo prevendita. I Beatles se lo sognavano, ed erano i Beatles. Ci contentiamo di poco? Perché saranno ricordati questi anni 2000 – sul piano umano c’è aria di niente?
 
Dunque, senza smentite, un milione di investitori che avevano acquistato la memecoin di Trump hanno perduto in 18 mesi 3,8 miliardi di dollari. Trump ci ha guadagnato invece, 800 milioni. Senza scandalo. L’America decisamente è un altro mondo.
La sua criptovaluta Trump aveva lanciato il 16 gennaio 2025, due giorni prima dell’Inauguration Day, giornata di forti emozioni. Battezzandola World Liberty.
 
Il Canada, 40 milioni di abitanti, celebra i dieci anni della legge sull’eutanasia con 100 mila morti. Più che per diabete e alzheinmer messi assieme: un morto canadese su venti è stato fatto morire. È il T 4 di Hitler, non c’è dubbio, il programma di eliminazione. Spontaneo e assistito quanto si vuole, ma basato sullo stesso principio: l’esistenza difettosa è inutile.
 
“Il Sole 24 Ore “sceglie di celebrare i 250 anni dell’indipendenza americana col debito: “Il debito Usa verso i 40 mila miliardi”. Con “interessi passivi oltre i 1.000 miliardi di dollari”. È un segno di debolezza, o di potenza?
 
Curioso l’avventurismo di Giorgetti, che si arroga il potere di decidere gli assetti bancari. Con l’uso insistente della moral suasion, che non gli compete, e col minacciato uso illegale del golden power. Come già il governatore della Banca d’Italia Fazio. Che vi aveva titolo, ma subì all’epoca da Intesa,  nella persona di Bazoli (Intesa più “Corriere della sera”), una guerra culminata - da buon Dc di sinistra contro un Dc di destra – con l’arresto. Curioso che l’intromissione illegale del ministro non sia contestata da Intesa-Bper. Come già non lo fu da Unicredit.
 
Curioso anche che la Lega, che non conta più nulla politicamente, ed è un partito politico e non una banca, possa farsi una superbanca tramite Mps (Mps-Mediobanca-Generali-Bpm) senza che sia criticata. Non una sola critica. Non dai mezzi d’informazione, non dalle banche che disinvoltamente colpisce, Intesa ora dopo Unicredit – che pure sono le più grandi. È bastato legnarle sugli utili, per due o tre anni consecutivi?
 
“Nessun danno erariale” dalle Park Towers, i due grattacieli del costruttore Bluestone in via Crescenzago a Milano, di 81 e 59 metri di altezza, realizzati come “ristrutturazione edilizia” di un magazzino di due piani, con semplice Scia, e quindi assolti con lode dalla Corte dei Conti i funzionari comunali che, diversamente dalle altre pratiche, quella Scia non aprirono: “Non c’è colpa”. Senza scandalo: la giustizia, quella contabile per prima, ha la faccia di bronzo.
 
In alternativa, il trio contabile delle Park Towers, i giudici Canu-Vinciguerra-Berruto, si fanno passare per “resistenti” - al governo Meloni. La Resistenza in affari mancava. Nel caso, però, bisogna dire, con strafottenza: “Non c’è colpa”, spiegano, al Comune di Milano, in base a una mini-riforma Foti, cioè del governo Meloni, che  vincola la “colpa grave” per “danno erariale” a  casi precisi. Furbo, il trio Canu-Vinciguerra-Berruto. 
 
“Olmert: “L’offensiva di Gaza è una guerra senza scadenze”, un titolo troneggia sul “Corriere della sera”. Vent’anni fa Olmert era primo ministro israeliano ad interim, rimpiazzava il “falco” generale Sharon malato. Da Sharon a Netanyahu Israele non sembra averci guadagnato molto, sta sempre lì, in armi, in Libano, a Gaza, in Cisgiordania.
 
“Gattuso: senza scandali non avremmo mai vinto”, il commento di “ringhio” per il ventennale del  Mondiale 2006, che il “Corriere della sera”-reprint mostra in prima pagina: “Tutte le nostre squadre avevano e hanno dei problemi con la giustizia sportiva, noi abbiamo dato qualcosa di più per questo motivo”. L’Italia vince difendendosi. Ma dalla giustizia?
Certo, la giustizia “sportiva”. E non era ancora ai livelli del Procuratore Chiné.
 
Manca l’Italia al Mondiale nord-americano, ma di più manca la Cina. Un continente. Che tanto ci ha speso, con Lippi, Cannavaro e altri allenatori, e qualche campione in disarmo. Il presidente Xi ha sbagliato a sceglierli italiani?
 
Anche a Montecarlo, dove l’attentato era mortale, si fa finta di nulla, con le “azioni” terroristiche per mano ucraina. Come per altri assassinii, in Russia. E il famoso attacco sottomarino al gasdotto tedesco NordStream, che la Germania aveva voluto in mare per evitare i paesi Baltici e l’Ucraina.  Si sottovaluta l’Ucraina, non sarà un vicino facile.
La vittima predestinata si fa valere che è un riccastro corrotto. E i segretari di Zelensky?