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Amleto – Un po’ spagnolo, argomenta Gadda critico teatrale, a proposito della “Celestina" (la “Tragicomedia de Calisto y Melibea”, in italiano tradotta nel 1506 come “La Celestina”), opera di “Juan Ruiz arciprete de Hita”. Argomentando, un po’ filologico, un po’ critico (ironico) della filologia: “Se la italianizzata ‘Celestina’ venendo a mano allo autore della ‘Mandragola ’, e a quelli della ‘Cortigiana’ e del ’Candelaio'”, cioè se la commedia ebbe diffusione in Italia, con i rifacimenti dell'Aretino e di Giordano Bruno, “una traduzione in inglese (già esistente verso il 1530) dové cadere sott’occhio anche al Marlowe e allo Shakespeare. Direi che il lungo monologo di Calisto angosciato e quasi impazzito (atto XIV scena 8) include l'embrione tecnico di quello di Amleto. Anche nel motivo tipicamente amletico-clinico-sintomatologico dell’'esaurimento nervoso'. Se pure vi sono dominanti ragioni e preoccupazioni giuridiche (per la casata, per il punto di onore: e contro la ingiustizia della giustizia) che lo Shakespeare trascende ma non dimentica (the laws dela.y, the silence of office: le more della legge, i soprusi della burocrazia)”.
La recensione-saggio su “La Celestina”, scritta per “Il Mondo”-Firenze, n. 2, 21 aprile 1945, ripresa nelle raccolte “I viaggi, la morte” e “Radiodramma per modo di dire e altri testi sullo spettacolo” è recensione non di uno spettacolo ma della traduzione di Corrado Alvaro.
Gadda recensore di teatro ritorna sull'"Amleto" a proposito della rappresentazione di Squarzina e Gassman nel 1952 con un saggio lungo ed elaborato, pubblicato sul periodico “Giovedì” - ripreso in “I viaggi la morte" e poi in "Un radiodramma per modo di dire. Scritti sullo spettacolo”: "Certo, l’anima del principe di Danimarca giganteggia sopra la normale statura degli umani…. Direi che in Amleto è percepibile anche la componente «antimachiavellica» dell’anglicismo del puritanesimo e della riforma”.
Best-seller – È l’ultima ratio? “Sono stato contattato dagli eredi di Albert Einstein”, spiega James Patterson, scrittore per eccellenza di best-seller, che mi hanno chiesto di scrivere un libro che lo facesse conoscere ai bambini rendendolo divertente. Poi si sono fatti vivi gli eredi di Muhammad Alì che volevano una storia sul fatto che non era un bravo studente perché aveva un disturbo dell’apprendimento”.
Greci-albanesi - Oggi su opposti fronti su tutto, la Macedonia del Nord o l'entrata dell'Albania nella UE, erano ordinariamente confusi dai viaggiatori, all'epoca del Grand Tour, in Calabria e in Sicilia. Il "prussiano" von Rath, p. es., gli albanesi fa normalmente greci - della grecanica Bova dice: "Bova è il capoluogo degli insediamenti greco-albanesi" (mentre gi albanesi stanno nella parte opposta della Calabria).
Guerra – “Tutti gli imperatori sono un po’ parenti”, Gadda fa argomentare a una “sentinella ungherese” nell'adattamento di una satira ungherese primo Ottocento che ha intitolato “Un radiodramma per modo di dire”, “anche se si picchiano di quando in quando. Anzi, dopo essersi mollati botte da orbi, quando sono stufi e gli viene in mente di fare la pace, per fare la pace si scambiano dei bigliettini con su scirtto: «Caro fratello....».
Intuizione - È, era, femminile? "Nel Detection Club dell'era di Christie c'erano delle regole, una delle quali era: 'L'intuizione femminile non deve essere usata per risolvere il delitto""- Lucy Foley "La Lettura" ("Miss Marple infrange questo stereotipo").
Marx – “In fondo era figlio del primo romanticismo”, dello Sturm-und-Drang - Alberto Rollo, amante e studioso del primo romanticismo, a Jena: “Anche lui aveva avuto una giovinezza in cui la radicalità del pensiero lo rendeva simile ai beniamini del primo Romanticismo”.
Molisano – Gadda ci pensava già nel 1945, recensendo la traduzione che Corrado Alvaro aveva fatto de “La Celestina” (v. sopra, alla voce “Amleto” – che avrebbe voluto popolaresca, per dirne meglio lo spirito. “Vedrei divertendomi una ‘Celestina’ molisana, o molisano-romanesca. La frase va spezzata e articolata su moduli reali”.
Pasolini – Fofi, che ha amato molto Pasolini regista (di cui si è occupato, pur litigandoci, per 200 pagine, quante ne raccolte in uno dei suoi ultimi libri, “Per Pasolini”), lo ricorda anche invidioso (“Storie di cinema”, p. 55): “”Ricordo la reazione di Pasolini all'enorme successo di quel film (“Novecento" di Bertolucci, film che peraltro Fofi non apprezzava, n.d.r.) e di ‘La storia’ di Morante: "«Farò qualcosa di più forte, e di più scandaloso, e di più grande successo», E fece 'Salò' e scrisse ‘Petrolio’, un film e un romanzo agghiaccianti, che ebbero una grande risonanza ma non un uguale esito commerciale”.
Prosa- poesia – “I romanzi sono progetti, i versi no, vendono spontanei”, Michel Houellebecq, intervista con Stefano Montefiori, “La Lettura” domenica 13.
Rousseau – Era già in linea con la deep ecology, la più radicale? “Personaggi come Rousseau possono avere un’influenza enorme”, Houellebecq fa dire a un suo personaggio, un tecnico dello spionaggio, in “Annientare”, al § 2 della parte 4: “Si potrebbe anche dire che Rousseau da solo è all'origine della Rivoluzione francese. I miti del comunismo primitivo, dell’età dell’oro hanno sempre avuto un potere di mobilizzazione incredibile”:
Salò-Sade – Pasolini lo diceva un “mistero medievale”. Un mistero che svela nell’intervista già famosa, e ora riscritta, con Gideon Bachmann.
Teatro-nel-teatro - È la dimostrazione che il teatro è l'arte totale? È l'argomentazione di Gadda nel suo "periodo teatrale", post- bellico, della curiosità per le scene, possibile sbocco della sua psicosi "alimentare", dell'indigenza in agguato. Gadda vi si esercitò al suo solito con impegno. A proposito dell'"Amleto" (di Squarzina-Gassmann) argomentando, tra le tante acute notazioni e ipotesi, in questi termini il "teatro-nel-teatro": come esercizio e prova della "superiorità" della scena, che è parola, architettura, pittura, scultura messe assieme e in movimento. Quei guitti assoldati dal "re usurpatore" per distrarre Amleto dalla cupezza, usati invece per denunciare il re, in essi "il genio dialettico e metafisico dello Shakespeare sembra indicare un suprema funzione del teatro e dell'arte in genere, contro l'opinione frivola che l'arte costituisca uno svago, un 'divertissement': il teatro e l'opera d'arte in generale può essere e perciò deve essere l'indefettibile strumento per la scoperta e la enunciazione della verità. Il teatro ci rende consapevoli del bene e del male detergendo dal suo belletto il volto della menzogna, smascherato la vita".
Umorismo – “Credo che l’umorismo, nel suo aspetto migliore, riguardi le cose difficili e accompagni il lettore mentre le attraversa” - Andrew Sean Greer, intervista con Giulia Ziino, “La Lettura” domenica 3.
Gadda ha la “risata ipocondriaca” – a proposito de “La cena delle beffe”, rappresentata a Firenze nel 1945, con Amedeo Nazzari e Rossano Brazzi” (recensita su “Il Mondo-Firenze”, n. 2, aprile 1945, ripresa in “Radiodramma per modo di dire”, p. 55): “”Il teatro dell’epoca (1909)”, di Sem Benelli e del suo dramma, “su paradigmi ibseniani, ne etichettava quasi invariabilmente i casi di repentina follia, amaritudine cosmica, trauma psichici da cornucopia inopinata. Era succeduta, quella risatona berlacca, col progresso delle discipline psichiatriche al vecchio «oh, rabbia!» dei romantici di provincia e del grande melodramma romantico”.
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