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martedì 15 marzo 2016

Lo Stato giardino all'italiana diventa xenofobo

Si può anche dire che Sassonia-Anhalt, il Land che ora guida l’oltranzismo antieuro e forse xenofobo in Germania, ha mutato radici con la recente storia comunista, della Repubblica Democratica, di cui era parte. Tanto è un altro rispetto alla tradizione, alla storia per cui si era creato un tratto distintivo nella grande Germania. Che G. Leuzzi, “Gentile Germania”, così evoca alle pp. 264-266:
“Leopold di Anhalt-Köthen, giovane principe di ventitré anni, offrì nel 1717 un posto a Bach. Remunerandolo come il maresciallo di corte, il doppio di quanto prendeva a Weimar. Weimar era un paesino torpido quando Bach vi arrivò a diciotto anni, e poi vi tornò a ventitré. Il Cantor fu il primo tassello del secolo d’oro del ducato: vi s’ingegnò a far cantare il tedesco – si cantava, allora, in italiano. Ma quando, dopo nove anni di onorato servizio, volle andarsene, il duca lo fece imprigionare, e sopravvisse alla vergogna.
“Esattamente un secolo prima di Leopold, Ludwig di Anhalt, detto Luigi, aveva fondato a Köthen, insieme con la Società della Palma per la quale è famoso, un’accademia per la purificazione della lingua, la prima della lingua tedesca, detta Compagnia Fruttifera, di cui si nominò Nutritore, tesaurizzando i tre anni vissuti da studente a Bologna e da cavaliere a Firenze, apprendista del bello e delle arti, che trasfuse nel castello e nel giardino ancora oggi ammirati, nonché membro della Crusca, “l’Acceso”, patrocinato da Bastiano de’ Rossi, e traduttore di Petrarca, iTrionfi. Della Società della Palma fu membro Johannes Valentinus Andreas, alchimista e cappellano di corte del Württemberg, al quale si fa risalire il simbolo dei Rosa Croce, la croce di sant’Andrea con la rosa agli angoli, derivato dal Roman de la rose e dal cielo della Divina Commedia. Del cappellano sarà progenie collaterale il marito astinente di Lou Salome, la filosofa tedesca di Russia, il quale ne ereditò i tratti.
“Il principe Leopold aveva la passione, anch’essa italica, dei libri, la musica e gli oggetti d’arte. Come Luigi prima e poi Franz, dedicò molte energie all’edizione, per promuovere la lettura. Cantava da baritono e suonava il violino da professionista, dilettandosi di viola da gamba e clavicembalo, propensioni che Bach onorò con varie composizioni. La cantata, Neumeister dirà, paroliere preferito di Bach, è l’opera in chiesa. Il giovane Leopold assunse gli ottimi professori licenziati dal re di Prussia Federico Guglielmo, sordo alla musica. Da cui comprò pure il cembalo, e due violini Steiner. E le forze riproduttive di Bach, giunto al settimo figlio, onorò con doni e presenze ai battesimi. I musicisti erano tenuti altrove e remunerati per sacrestani.
“Dopo un secolo esatto Leopold Friedrich Franz, del contiguo dominio Anhalt-Dessau, successore di Leopold, celebrerà morendo la trasformazione del principato in Gartenschaft, stato giardino. Federico il Grande l’aveva snobbato, lo chiamava “princillon”, Napoleone invece l’aveva protetto. Ancora un secolo e nel Gartenschaft Gropius creerà la scuola Bauhaus. Sono le radici che fanno gli alberi”.


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