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martedì 1 novembre 2016

Secondi pensieri - 283

zeulig


Antisemitismo – Colin Wilson, “ La filosofia degli assassini” , lo mette in rapporto con “ un appetito di bellezza frustrata”. Tanto in Hitler quanto, precedentemente, in Lovecraft. Di cui Wilson legge la corrispondenza (la “folle esecrazione fisica” degli ebrei nella metropolitana di New York, le “esecrabili orde asiatiche che trascinano le loro sozze carcasse lungo le strade per cui muovevano un tempo gli uomini bianchi”), insieme con “Il richiamo di Chtulu”  - “una serie di incubi che gli servono a mitigare l’esecrazione che la moderna civiltà occidentale gli suscita”. Analogamente in Hitler, che fu formato all’antisemitismo da Chamberlain, come molti tedeschi, ma amava Wagner e Nietzsche, l’idealizzazione del passato  germanico cioè e della Grecia classica. Contro il materialismo della “tecnica”, e lo svilimento della tradizione e bellezza nella modernità, a opera di un ebraismo che vi presiederebbe perché sradicato . “Una volta Hitler fece notare (a Hermann Rauschning) che se Goethe non lo dilettava moltissimo, doveva però ammirarlo per questo suo verso: «Da principio fu l’azione»”. Conclude Wilson: «Bramare e non agire ingenera pestilenza», disse William Blake nell’esprimere la stessa idea”. Un po’ forzato - resta che Hitler leggeva Goethe.

Capitalismo – Può essere “ascetico” anche di fatto, per esperienza storica. Molti asceti vengono da famiglie mercantili, tra essi san Francesco, i Borromeo eccetera, e nel luteranesimo. Molti imprenditori vengono da famiglie di pastori di fede, per esempio Cecil Rhodes – ma specialmente nel calvinismo.

Evoluzione – Un fatto è indubbio: è stato l’impulso evolutivo, al cambiamento (curiosità) se non al miglioramento (etica), a muovere la civiltà. Verso meccanismi comunque complessi , se non migliori.
Diversa è l’evoluzione fisico-chimica, della materia, che è piuttosto un adattamento.

Fondo della cosa – È il tao cinese, dharma indù. Indistinto quindi, e per lo più benevolente: si vede quello che si vuole vedere.

Indiscrezione – “Le indiscrezioni seguono, come ombra, ogni segreto”. Lo argomenta Pessoa, ma è il motorino d’avviamento di Kafka. Le indiscrezioni sono inconcludenti - a loro volta enigmatiche: il segreto alimenta se stesso. L’indiscrezione ne amplia l’ombra: non “libera”, non risolve, ma complica.

Luteranesimo – Non digerisce Aristotele. C’è una lunga tradizione luterana di avversione ad Aristotele. La filosofia aristotelica – la scolastica – è per lo Spener, il teologo iniziatore del pietismo, che si ispirò al puritanesimo inglese, il più grave malanno per il cristianesimo”. Ogni altra filosofia è migliore, in specie la platonica.

Opinione pubblica – È la credulità. Senz’altro: al fondo non resta niente dio più.
È su questo che gioca la stampa scandalistica. Specie in ambito anglosassone, che pure si porta culla del giornalismo obiettivo. Il film-tv della Bbc, che qualche mese fa faceva cominciare la terza Guerra Mondiale - nell’ambito dell’antislavismo di ritorno in Gran Bretagna, parte del rinnovato sentimento sciovinista - con l’invasione russa della Lettonia, suscitò lo sdegno nazionale. L’emittente vanta un sondaggio secondo cui due terzi degli intervistati erano a favore d un attacco nucleare preventivo contro la Russia – un buon venti per cento in più dei favorevoli alla Brexit, anche se non sapevano per cosa votavano.
La Bbc aveva proposto la sua produzione  come cinema-verità, “tagliato” per indurre una sindrome bellica - più sindrome più successo. Una preparazione di molti mesi. Un war game con una war room, riprese da telecamere “nascoste”, come se carpissero dei segreti, e dialoghi costruiti su frequenti e lunghe conversazioni con gente del mestiere, militari, diplomatici, politici, analisti, strateghi, repubbliche baltiche. L’illusione del vero è stata accresciuta facendo partecipare ai giochi ex ammiragli, generali, ambasciatori, conosciuti per il loro precedente ruolo. Ma il pubblica è stato al gioco.

Progresso – Si fa – si produce – nella differenza. Se tutti fossero belli-e-buoni si sarebbe nel problema di Hume e le donne tutte belle: perché alcune sì, le poche, e le altre no? Se tutte le donne fossero belle come la più bella, le troveremmo normali, di nessun interesse.
Discende dalle diseguaglianze.

Razionalità – Max Weber la propone  (“L’etica protestante e lo spirito del capitalismo”) come razionalizzazione dell’irrazionale. Non per coerenza interna cioè. Quindi multipla e indefinibile?
“Una cosa non è «irrazionale» in se stessa ma da un dato punto di vista razionale”.
Anche gli esempi che Weber porta – in polemica con Brentano, che questa indefinitezza gli rimproverava  - confermano che Weber era per la flessibilità: “Per l’irreligioso è «irrazionale» ogni condotta religiosa della vita, per l’edonista lo è ogni condotta ascetica, anche se, misurate secondo il loro fine ultimo, costituiscono una «razionalizzazione»”.

Scongiuro – È mediterraneo. Usa anche in Grecia. E nel mondo arabo-islamico, contro ogni evento negativo, anche solo potenziale, anche sen non di implicazione diretta, immediata, una disgrazia di cui altri siano vittime, un evento temuto. Con un formulario.
È un modo di tenersi compagnia, moltiplicando gli spiriti, anche avversi.

Tolleranza – Si ipotizza e si sviluppa contro il calvinismo e il puritanesimo anglicano. Sempre molto diffidenti contro la cultura: poesia (superstizione), feste, teatro, arte religiosa, letteratura amena , danza, canto. Oltre che contro la conversazione, ostentazione vanitosa del superfluo.  Shakespeare più volte prende a partito i puritani, per la loro intolleranza.
Lo stesso nell’etica sociale. Fuori dell’etica personale, di massima libertà, nella divisione sociale del lavoro il puritano inclina a schiavizzar il lavoratore dipendente, che deve impegnarsi sempre, eccetto qualche ora la domenica da dedicare all’ufficio sacro. E bene, a maggior gloria di Dio. Il popolo è anche teorizzato meglio povero, per restare fedele a Dio.
Nasce per questo, per essere  nato sotto questo segno protestante, il lavoro alienato in fabbrica, dove al lavoratore si richiede nient’altro che la prestazione fisica. Non un adempimento, una partecipazione, un’intelligenza. Che è durato fino al fordismo – la catena di montaggio - e oltre. Fino all’applicazione delle teorizzazioni di Abraham Maslow – ritornate via Giappone – del coinvolgimento del lavoratore nel processo produttivo.

zeulig@antiit.eu

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