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giovedì 13 febbraio 2020

Il califfato del Vecchio della Montagna

Il califfato nel dodicesimo-tredicesimo secolo. In Medio Oriente, a cavaliere tra Siria, Iraq e Iran. Di fondamentalisti volentieri martiri. Una ricerca appuntita di storia dell’islam che, involontariamente, anticipava negli anni 1950 quanto è avvenuto nel decennio scorso – e ancora  avviene, seppure in ridimensionamento.
È la vera storia del cosiddetto Vecchio della Montagna. Del ridotto tra le asperità al confine tra Siria, Iraq e Iran, attorno a una serie di “castelli”. Creato dai Nizariti, una setta di derivazione sciita-ismailita – a differenza del califfato di al Baghdadi, di derivazione sunnita-wahabita-salafita. Imprendibile, e attivo con pratiche terroristiche, in aree anche remote, come l’Europa, per un secolo e mezzo.
I Nizariti, una setta piccola, furono subito forti per aver creato un loro Stato. Nel quale l’eresia fu talmente radicata, fanatizzata, che nel 1164 potevano proclamare il paradiso in terra, o “resurrezione” (Qiyama). Esentando i fedeli dalla legge, la Sharia, avendoli decretati già in terra a una vita spirituale immortale.
Un libro non semplice, tra teologia e filologia. Non un reportage di fatti diversi, di attentati, suicidi, massacri. Non un film d’azione, il volume è di ricerca accademica, attento a ricostruire il complesso dottrinale del nizarismo, con l’analisi dei testi della setta confrontati a quelli del “nemico”, il mainstream islamico.
Hodgson è lo storico più accreditato dell’islam, benché abbia pubblicato poco e sia morto giovane, di appena 44 anni, nel 1958. Grazie alla sua storia dell’islam in tre volumi, “The Venture of Islam: Conscience and History in a World Civilization”. Con la quale allarga per primo tra gli studiosi contemporanei lo sguardo dall’islam arabo a quello persiano e indiano. Alla “Persianate Society”, che modellò il pensiero e la pratica dell’islam dal periodo di Mezzo in poi, dal Nono al Tredicesimo secolo.
Hodgson è anche un precursore della moderna “storia mondiale”, fuori dagli schemi dell’“eurocentrismo e dell’“orientalismo”. Contestava in particolare la nozione di “eccezionalismo occidentale”. Spostando la “divergenza” (preminenza) europea dall’Umanesimo, nel Trecento, alla rivoluzione scientifica del Seicento.
Americano, quacchero, fu influenzato da Massignon, il sacerdote orientalista francese, per l’empatia verso l’islam. E da John Woolman, un quacchero del Settecento, per la critica all’eurocentrismo.
Marshall G. Hodgson, L’ordine degli assassini, Adelphi, pp. 522 € 32


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