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mercoledì 14 dicembre 2016

Il mondo com'è (286)

astolfo

Appaltatore – Specializzato in opere pubbliche è la figura chiave della corruzione, dall’antica Roma (il “pubblicano”, che appaltava la riscossione delle tasse sul suolo pubblico) a Stendhal (in “Lamiel” è già d’uso, nella Francia di Luigi Filippo, dividersi “equamente” gli appalti), e allo snodo centrale dell’incontrollabile spesa pubblica improduttiva in Italia. Grazie anche a una funzione giudiziaria corriva, al coperto della molteplicità e della macchinosità.
Nel mercato privato ricorre in forma di immobiliarista, e cioè di creatore-sfruttatore della rendita urbana, di cui Trump è l’epitome e il coronamento - come, per tornare all’antica Roma, lo fu Crasso. Specializzato in attività private, ma senza disdegnare il pubblico, è il creatore e utilizzatore massimo della rendita fondiaria, che è il motore primario dell’accumulazione di capitale e conseguentemente al centro della politica. Direttamente, da Crasso a Trump, e indirettamente, per il potere enorme di condizionamento. Prima dell’avvento delle banche d’affari e dei fondi speculativi, quando non vi è connessa.

Coincidenze – Il giorno dopo aver visto “Mon roi”, il film di Maïwenn, quattro persone s’incontrano con le stampelle. Subito la mattina, in una mezz’ora. Tutte donne. Tutte sui quaranta. Suggestione? Forse, ma non tutte le mattine, in pochi minuti e in ambiente ristretto, di quartiere,  s’incontrano quattro persone più o meno della setssa età, più o meno con lo stesso handicap fisico.
Aldo Nove su “Sette” lo stesso giorno ricorda “I Ching”, il libro dei mutamenti cinese. Che accosta ai Tarocchi. E allo sport, come una delle forme del gioco imprevedibile, forse la più imprevedibile – cita Maradona (ma ora c’è anche Messi), Muhammad Alì, e il “giocoso e irriverente numero uno del tennis mondiale, Djokovic” – ora non più giocoso. Su “I King” Jung ha costruito una corposa teoria, sulla rilevanza del dettaglio e dell’incidentale – “l’enorme importanza del caso” – come alternativi alla ratio, al solito occidentale e scientifica, limtata, etc... Non fosse che la Cina, di oggi come di un tempo, se fa uso del “libro dei mutamenti”, è oggi come ieri inflessibile e velocissima organizzatrice e costruttivista.
Philip K. Dick usa “I Ching” come ispirazione ogni mattina per ricominciare a scrivere, in più di un romanzo. Lo stesso san Francesco cercava ispirazione – la cosa da fare – anche lui ogni mattina aprendo a caso le Scritture. La pratica è del resto antica anche in Occidente, sotto il nome si “sortes vergilianae”. La divinazione in genere non è estranea all’Occidente, e fu in grande uso nella Roma repubblicana e imperiale, ancella e corona della politica. Una divinizzazione obliqua del reale.

Complottismo – Ne fa la summa, non in senso ironico o critico, il filosofo Heidegger, nel taccuino “Riflessioni XII”, ora in “Riflessioni XII-XV”, pp. 133-37: la Macchinazione è invasiva. È l’opinione pubblica, è la storia (storiografia), è “ideale”, “dottrina”, “realismo”. “La Macchinazione non solo permette, bensì anche richiede la creazione dell’opinione e l’interpretazione di volta in volta in maniera conforme alla macchinazione stessa”. E lo fa senza riguardo ai principi che magari ha appena invocato: “Le indignazioni morali diventano ridicole e soprattutto non «servono» a nulla”. Si contrasta il realismo con l’ideale, e viceversa, si dileggia l’ideale col realismo.  Che sono formule vuote: “La credenza di agire «realisticamente» è altrettanto infantile quanto il predicare «ideali supremi»”.
La Macchinazione è però essa stessa un complotto. Il filosofo ne parla criticamente perché è assolutamente certo che la Macchinazione sia in atto.

Islam – Vuole farsi accettare antagonizzando, sfidando. Di fatto non vuole farsi accettare o convivere, vuole primeggiare. E non per i buoni motivi: non c’è un solo paese islamico democratico, né retto costituzionalmente, in base alla legge. C’era la Turchia, ora non più. Non c’è un solo paese islamico a ricchezza condivisa, diffusa, sulla base delle leggi e di una fiscalità equa, benché alcuni siano ricchi e ricchissimi.
La cosa non si dice, ma la percezione ne è diffusa. Il supermercato vende i fichi secchi fioroni “delle isole dell’Egeo”, sottinteso della Grecia, così tutti li comprano, mentre sono della Turchia, ma non si può dire, nessuno li comprerebbe.
L’islam è simpatico alle donne, ma anche questo dà fastidio, agli islamici e agli antipatizzanti: l’islam si vuole antifemminista.

Libido – È di sant’Agostino prima che di Freud. Del “De Civitate Dei”, al cap. XIV. 17, è “disobbedire alla volontà”: “Prima del peccato in effetti, come dice la Scrittura, «l’uomo e la dona erano nudi e non avevano vergogna». Non è che la loro nudità fosse loro sconosciuta, è che non era indecente. Perché allora la libido non faceva muovere le loro membra contro la loro volontà”. È la scoperta del peccato. Ma ne è anche il motore surrettizio, sant’Agostino dice entrambe le cose. Senza il peccato la sessualità si sarebbe alla generazione, senza la compulsione della libido: “Ciò che è stato creato a quel fine avrebbe fecondato il terreno della generazione come la mano feconda la terra… L’uomo avrebbe versato il seme e la donna l’avrebbe accolto nei suoi organi genitali al momento e nella misura in cui era necessario, grazie al comando della volontà e non sotto l’effetto del’eccitazione della libido”. Dopo, è stato diverso: “Quando ebbero perduto la grazia, punendo la loro disobbedienza con una pena corrispondente, una nuova impudicizia si fece sentire d’un tratto nei loro corpi”.

Masterchef – La cucina creativa,(cinque stelle per tutti, fu anticipata nel 1970 da Dorothy Rie Ausenda (1899-1984), sposa americana dell’ingegnere milanese Carlo Ausenda, che per via materna, dalla madre e dalla nonna, aveva ereditato un gusto vivissimo per la cucina, così la ricorda la nipote Monique Roman, poi sposa di Claude Lévi-Strauss: “Aiutata da due donne di servizio, si alzava presto la mattina per preparare i pasti”, nelle residenze di Milano e di Lanzo d’Intelvi. Risotto, funghi, panna montata, le cose più semplici al gusto della nipote venivano elaborate in pietanze finissime dalla zia Doro. “Per fare la salsa, si passava la lama di un coltello sulla superficie dei pomodori e così la pelle veniva via da sola: li sbucciavamo a freddo”. La zia, che “insegnava anche francese e inglese”, sapeva “ricette e combinazioni di sapori le più inaspettate. Nel 1970 ne fece un tesoretto in tre volumi, intitolati «I segreti della cucina»”, pubblicati a Milano da Selezione del Reader’s Digest – il primo anno della gestione di Ludina Barzini.

Peccato originale – È recente, del secondo concilio di Orange. Anticipato da sant’Agostino un secolo prima, ma non dottrina della chiesa fino al secondo concilio o sinodo di Orange, città ostrogota, il 3 luglio 529 – il secondo, un primo era stato tenuto nella città, allora Gallia Narbonense, nel 441.

astolfo@antiit.eu 

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