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giovedì 16 novembre 2017

Secondi pensieri (326)

zeulig

Antisemitismo – Nonché topos letterario, come le tante generalizzazioni correnti, nazionali, regionali, tribali, fu tra le due guerre anche tema di pensiero. Di una differenza, per lo più negativa – le due o tre considerazioni critiche dei “Quaderni Neri” di Heidegger su un “pensiero ebraico” non sono isolate e non sono eccessive. Simone Weil torna più volte sull’ebraismo – tal quale, senza distinzioni - in termini negativi nei “Quaderni”, quando, negli anni 1940-42, della sconfitta e la barbarie, costantemente deprecava il mondo romano e ebraico come quelli che avevano distrutto la lezione greca e quindi la civiltà. Di più deprecava la Bibbia, per averne fatto infine la lettura integrale, coi racconti di distruzioni e violenze di ogni genere. Una delle tante citazioni: “Non si facevano statue a Yahweh, ma Israele è la statua di Yahweh. Questo popolo è stato fabbricato come una statua di legno, a colpi d’ascia. Popolo artificiale”. O: gli ebrei “sono tenuti assieme da una terribile violenza; non assimilabili, non assimilatori”.

Decostruzionismo – Fu anticipato dal Medio Evo arabo? Lo scettico Al-Ghazzali (in realtà persiano) fu autore di una testo tradotto come “Destructio Philosophiae”. Provocando la reazione del dogmatico, razionalista, idealista Averroè (un berbero), che gli oppose una “Destructio destructionis philosophorum”.       

Fuga – Si penserebbe uno stato indesiderabile – instabile, incerto, faticoso. Ma non è più praticato (emigrazione, trasferimenti, dromomania, esotismo) che la fissità o stabilità? Il moto è lo stato fisico più stabile – lo stato di quiete è la morte fisica.

Morte – L’esaltazione della morte è un teatro politico. Del Tercio come della Resistenza, e ora della Crisi – nella sintesi di Severino: “Già alle origini dell’Occidente, con i greci, la storia diventava impossibile. I greci hanno scoperto il carattere radicale del nulla”, i greci costruttori di colonie e imperi: Vivere tra il nulla e il nulla è in realtà morire, e questo è l’atto supremo di conoscenza”. Il nichilista è miglior cristiano lo diceva Oscar Wilde, in altro senso.
È teatro commerciale, anche.

Amore-morte è una forza per l’anagramma.

Ozio - L’ozio è tema romantico, da Schlegel e Carlyle, il filosofo dei vestiti, a Trockij – il cerbero del lavoro obbligatorio l’uomo dice “ozioso”, e ne fa “una qualità”. Per questo non riuscì a Bertrand Russell, logico operoso. Sì invece a Montaigne, per essere uno stile di vita, e a Savinio, il traduttore di Luciano e delle “Dame galanti”. Nonché al signor Keuner di Brecht: “Mettersi a riposo è un lavoro, e deve riuscire”.

Il riposo va ordinato.

L’ozio, ha stabilito Friedrich Schlegel, è il fine di una vera vita romantica - non la fine? Ma è pure un fatto. Un santo Farniente si festeggia alla Napoule, tra Cannes e Fréjus, a Pasquetta, per sette giorni. Lafargue, che fondò dopo le nozze con la figlia di Marx prediletta il partito Operaio francese, deve la fama a un “Elogio dell’ozio”. Una santa Farniente era all’epoca un’immagine di Èpinal, sdraiata sul letto a celebrare l’ozio, che, col sonno, dà la felicità. A Roma era “tempo donato allo spirito”.
Ford ha inventato il lavoro a orario e la civiltà dei consumi, per poter dire che il capitalismo è ozio e non sfruttamento. Mentre estendeva la fatica al tempo libero, e moltiplicava il lavoro, per moltiplicare i guadagni, suoi e degli altri - i consumi sono l’arma surrettizia contro l’onesto sindacalismo, che voleva far lavorare di meno.

È appropriazione del tempo. Per questo può generare angoscia, fra gli anziani e i giovani, per l’incapacità di sostituire al tempo obbligato un tempo libero.

Progresso – L’idea di progresso “la si è creduta associata alla concezione scientifica del mondo, mentre la scienza le è contraria esattamente come la filosofia autentica”. La quale “insegna, con Platone, che l’imperfetto non può produrre qualcosa di perfetto né il meno buono qualcosa di migliore” – Simone Weil, “I Catari e la civiltà mediterranea”. Cancellando desiderio, ambizione, Prometeo, progetto, proponimento, o in una parola, la speranza? Simon Weil può essere stata influenzata dall’epoca, il 1940-4, della sconfitta e la minaccia. Ma si spiega con una singolare negazione: “Ciò che è migliore di noi non possiamo trovarlo nel futuro. Il futuro è vuoto, e la nostra immaginazione lo riempie.” Che è il progresso. Anche se “la perfezione che noi immaginiamo” non può che essere “a nostra misura”, e quindi “è altrettanto imperfetta che noi stessi”.

Ragione – È multipla, come la verità. Adattabile anche – oggi questo, domani l’opposto. Circostanziale.

Socrate – Cinico più che scettico, sparito per questo? Irridente più che ragionativo. Sarà più ragionativo (umano) il Gesù dei Vangeli, non impassibile (intoccato) di fronte al male – al male e poi al dolore. Della verità e la vita mal sopportate invece dai cinici, con senso di trionfo.

Storia – Si può vedere come una macina, del bene e della verità. Se il cammino dell’uomo è sulla via della verità e del bene, la storia provvede a sparigliare sempre le carte – o a depurarle?

Hegel, che tutto fa storia, la negherebbe, se, come vuole, “ciò che è razionale è reale, e ciò che è reale è razionale”. Da mo’ che sarebbe finita.

“L’umanità corre eternamente nella sua storia per la stessa ragione per cui corre un uomo su un suolo cosparso di carboni ardenti”, G. Rensi, “Autobiografia di un intellettuale”.

Aggredirla è normale, ammesso che sia la strada della virtù, e sondarla pure. Rensi, ib., per dimostrare che la storia è dell’assurdo, elenca una serie non eccezionale, e tuttavia effettiva, di “moti o tendenze anomale, dementi, viziose, dannose… sicure del trionfo” dove e quando irrompono: “Il dionisismo, le altre ondate selvagge di fanatismo religioso, l’anarchismo, il bolscevismo e altri moti affini, o in altro campo il tabagismo e il cocainismo”.

Verità - È, sarebbe, figurativamente un punto unico. Come lo raffigura Rensi, “La mia filosofia (Lo scetticismo)”: “Un punto unico, centrico, esattamente come il centro del bersaglio, matematicamente inesteso, vale a dire che non lascia luogo a latitudine, scarti e deviazioni”.

zeulig@antiit.eu 

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