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mercoledì 15 novembre 2017

Appalti, fisco, abusi (112)

Metà della bolletta elettrica è di “oneri di sistema”, paga le fonti di energia rinnovabili – la “materia energia” non va oltre un quarto del costo. Va cioè a profitto dell’industria che le produce, una delle più floride sul mercato – si lavora poco, si guadagna moltissimo, con beneficio nulla o trascurabile sull’aria e l’ambiente. .Un’industria cui si consentono ricarichi stratosferici. Tanto più che oltre la metà delle rinnovabili viene da impianti idroelettrici ammortizzata da decenni.

Gli oneri di sistema non sono legali, benché passati truffaldinamente dal Parlamento. E sono controproducenti economicamente, come stili di vita e educazione ai consumi. Non è educativo far pagare metà del prezzo a beneficio di alcuni gruppi e alcuni affaristi. Non lo è far pagare come imposta di scopo metà del prezzo di un bene. Ma il richiamo non interessa alle associazioni “a protezione” del consumatore,  Adoc, Adiconsum Codacons, etc.
Le associazioni consumeristiche sono il vero problema delle tariffe in Italia, dove ogni sorta di abuso viene perpetrato: in tutti i settori e in tutte le fasi del mercato danno l’idea di essere al soldo delle utilities.

Le associazioni consumeristiche si fanno ora forti della retromarcia delle utilities sul mese di 28 giorni, cioè sui canoni annuali aumentati surrettiziamente di un mese. Ma il mese lunare in bolletta non è di ora, è vecchio di almeno un anno. È ora d’attualità perché le utilities trovano comodo tornare alla vecchia fatturazione –qualcuna anche a due mesi, come usavano, invece che a un mese (è più comveniente dal pujnto di vista organizzativo) – dopo che nell’ammuìna hanno aumentato tutti i canoni (Tim, semplicemente, lo ha raddoppiato).

Si può vendere un prodotto (sciroppo, bevanda, dolcificante, perfino l’aria) con la parola miele senza che ci sia del miele dentro. Lo consentono  i regolamenti europei.

Si puo’ produrre olio d’oliva – non extravergine, ma pur semrpe olio d’oliva – con solo il 4 per cento di vero olio d’oliva. Lo consentono i regolamenti europei.

Si esce dal supermercato, in regime di raccolta differenziata e protezione ambientale, con decine di  involucri di plastica, anche tre per ogni prodotto. Li richiede l’Europa.

L’enorme packaging prodotto dai supermercati è articolato per confluire nell’indifferenziata, il rifiuto urbano che va in discarica, intrattabile: plastiche incollate alla carta, o al vetro, vetro e carta, vetro e plastica. Più l’enorme bigliettazione in carta-non-carta – ricevute, scontrini, promozioni.


Si riducono le pensioni per rientrare dal tasso d’inflazione programmata, risultato superiore di un punto rispetto a quella poi effettiva. Il recupero è di qualche euro al mese, ma si fa pesare tutto insieme sul rateo di novembre. Senza avvertire i pensionati – quella buona metà dei pensionati Inps per i quali dieci euro sono il 2 per cento dell’assegno.

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