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sabato 4 novembre 2017

L’illusione di Lucy-in-the-Sky

L’Lsd, che l’uno ha inventato e l’altro ha voluto provare, è una piccola parte della corrispondenza. Edita già in medias res, una cinquantina d’anni fa, quando l’Lsd mieteva vittime, in un famoso volumetto, una delle prime cose di Marcello Baraghini e Stampa Alternativa. Qui Jünger scrittore emerito, e Hofmann, vero svizzero, visionario pratico, chimico di punta dela Sanzodz, inventore dell’Lsd, il composto psichedelico, che  fa viaggiare la fantasia, si scricono di tutto, le famiglie, lel signore, le feste, le mostre e le letture, i doni scambiati, e ogni altra familiarità. Insomma, tranquilli padre di famiglia.
Alla parte Lsd, l’epoca sarà stata della libertà su cauzione. Albert Hofmann faceva assaggi con Jünger, il chimico delle passioni, che viveva a Wilflingen nell’Alta Svevia ospite degli Stauffenberg, patrocinate dall’industria de-le droghe elvetica, che aveva già esplorato gli sciamani e i funghi di Castaneda, al fine di creare sostanze per la mutazione delle coscienze sul modello di Eleusi, dove il fluido iniziatico si estraeva dalla segale cornuta, ed era nato l’Lsd. Potrebbe già “Castaneda” essere stato un chimico filosofico della Sandoz? La Sandoz sosteneva pure Michaux, il poeta belga. Se n’era fatto quindi il libro sull’Lsd, in cui il dottor Hofmann si presentava convinto, tecnico, impegnato al bene dell’umanità.
Lsd, il nome si fa venire dalla canzone dei Beatles “Lucy in the Sky with Diamonds”. Ma non era vero il contrario - senza spese per la Sandoz? Alla fine, o al fondo, l’uomo è convinto che l’industria ha ragione.
Questo è un volume buldozzerianamente erudito del Literaturarchiv di Marbach, che custosidisce meritoramente le carte di molti scrittori tedeschi, con un nugolo di curatori. Non inutile, piché la parte sul’Lsd si rilegge con altro senso. Un volume anche di culto, per i cultori delal psichedelia – che però è in abbandono. O allora un altro aspetto della figura di Jünger, che tarda a emergere, specie in Germania, ma resterà forse il gigante del Novecento tedesco.
Provare la droga è un classic della “esperienza” tardo ottocentesca europea, sulla traccia di Baudelaire, Nerval, e il maledettismo. Ci provarono, per descriverne gli effetti, Benjamin e Aldous Huxley, oltre all’“antropologo” “Castaneda”. E per consume privato, o modica quantità, per pasatempo, o per “fare esperienza”, innumeri scrittori, da D’Annunzio fino a Elsa Morante – alla quale si devono due poesie nel nome dell’Lsd, “La sera domenicale”, “La smania dello scandalo” (edite sotto il titolo “Il mondo salvato dai ragazzini”).  Jünger fu un cultore si può dire costante della materia, senza farsene sopraffare. La raccontò e la sperimentò più volte, specie nelle frome originarie, naturali e non chimiche - la mescalina, il peyote, i funghi, quelli allucinogeni sono almeno duecento, le muffe. .
Ernst Jünger-Albert Hofmann, Lsd. Carteggio 1947-1997, Giometti & Antonello, pp. 184 € 21

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