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giovedì 28 giugno 2018

Appalti, fisco, abusi (124)

“Bamboo e ortica, l’abito è più verde”. Etro si diverte, ma ci prende per scemi? Troppo spesso la campagna verde sa di presa in giro, dal parco verticale, con gli alberi su per i piani, ai rivestimenti erbacei in plastica. Molti i falsi nel business verde.Questa una prima lista.
L’incredibile serie di involucri alimentari in plastica imposta da Bruxelles  Col tocco finale della busta biodegradabile per la spesa, da pagare a parte. Per smaltire le riserve di borsoni in plastica – totalmente in adatti a fare la spesa, arrivando a contenere dieci e più kg., non trasportabili a mano. 
La commistione di materiali diversi negli imballaggi, plastica-carta-scontrino fiscale, che rendono impossibile il riciclaggio.
Gl insetticidi anti-zanzara che dichiaratamente sterminano le rondini, i rondoni, i balestrucci, le cince, le capinere, le api e le farfalle – e gli uomini no?
I fitosanitari che sono insetticidi. 
Il vino migliorato con i solfiti.
Tre stazioni di servizio di primario marchio che nel  fraggio di 50 m. espongono questi tre prezzi nella stesa mattinata della benzina verde: 1,62, 1,79, 1,92. I margini sono tali che si può “pazziare”.
Il diesel che va fuori legge, dopo quaranta anni di utilizzo verde privilegiato, in quanto il filtro antiparticolato, contro le polveri sottili, è insufficiente – è sempre stato insufficiente.
Il biocarburante nel gasolio: il 15 per cento di biocarburante obbligatorio nel diesel  causa una sovrapproduzione di elementi incombusti. Che si disperdono nel motore e nell’aria.
La benzina senza piombo riduce gli ottani e sovrapproduce residui e resine.
Con e senza piombo, le benzine hanno la stessa percentuale di aromatici. Che non sono tossici, ma non raccomandabili.
Invece del piombo o del benzene, la benzina verde contiene come additivo antidetonante, per aumentare il numero di ottani, l’MTBE, Metil-t-butil-etere. Che è meno velenoso nell’atmosfera, ma è solubile in acqua, a differenza degli altri additivi, e inquina le falde acquifere.
L’olio per motori verde contiene lo zinco ditiofosfato (ZDTP). Che non ha controindicazioni, ma se casualmente in contatto con l’MTBE diventa un gas nervino.
Molte le situazioni di privilegio camuffate da ecologia.
Capalbio, isola verde in Maremma, è cinquanta km. di inquinamento. Per la differenza di emissioni di CO2, anidride carbonica, tra una macchina che deve cambiare marcia ogni pochi metri sull’Aurelia per i limiti variabili di velocità e una che farebbe lo stesso percorso in sesta in autostrada.
Senza contare gli incidenti, anche mortali. Questo per favorire una comunità che vive in una campagna brulla, senza un albero all’orizzonte, che evidentemente non pianta, e passa i quattro mesi estivi al fresco dell’aria condizionata: Ambiente?
La favola della raccolta diversificata della spazzatura, un modo come un altro per i Comuni di finanziarsi, Senza effetto sull’ambiente, se non il riciclo della carta e, in parte, della plastica.
Si pagava una volta per la raccolta del ferro, pagava chi lo raccoglieva, ora si paga chi lo raccoglie
Lo stesso per l’erba: si facevano ricchi appalti negli aerodromi, e nei parchi comunali, per lo sfalcio dell’erba. Un uso ora sostituito dai mangimi. Che si potrebbe sostituire, con grandi vantaggi, utilizzando lo sfalcio come biomasse. Ma le biomasse non possono partire: sarebbe comodo ricavare energia dal trattamento dei rifiuti decomponibili, ma non si può – nessuno vuole l’impianto.
Peggio per il compostaggio, riutilizzo dei decomponibili  alla portata d tutti, che tanto aiuterebbe i condomini a tenere in ordine gli spazi verdi condominiali, oltre che a risparmiare, ma non si può.
Si paga peraltro cara la raccolta differenziata, nel presupposto che il riciclo riduca l’indifferenziata e l’inquinamento. Una beffa doppia.
Il diesel auto va in pensione perché inquinante dopo decenni di sconto fiscale, pagato cioè dai contribuenti, in quanto meno inquinante.
Lo stesso, a costi abnormi, avviene per gli “oneri di sistema”, che sono la metà della bolletta elettrica. Ognuno sovvenziona, pagando il kWh il doppio, le fonti di energia cosiddette non inquinanti: fotovoltaico, eolico, biomasse, di cui non si sa il contributo reale all’approvvigionamento, e comunque per qualche verso esse stesse inquinanti. Dei pannelli solari non si è ancora individuato uno smaltimento non inquinante, a fine ciclo. Dell’eolico è a tutti nol’inquinamento sonoro e paesaggistico. Le fonti alternative sono allo stato solo una rendita gigantesca, pagata dai contribuenti, per produttori, dall’Enel in giù, sull’onda dell’autonomia energetica e non dell’ecologia. Per affrancarsi cioè dagli idrocarburi, che sono di importazione. Che
però non affrancano, e non potrebbero. .

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