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domenica 8 gennaio 2017

Letture - 287

letterautore

Borowczyk – Remota programmazione al Filmstudio, poi totalmente dimenticato, ha almeno due film culto. “Gotho, l’île d’amour”, tragedia di mosche e tradimenti. E “Blanche”, storia inebriante e come s’immagina l’amore, che stimola un moto d’attrazione fisica proprio quando il marito geloso punisce la moglie inquieta murandola. I film della gelosia incarnata. Forte tonico è la gelosia, non c’è rimedio.

Comico – Il primo che vuole andare al potere è Grillo. In Italia. “È stato Fo il primo comico predicatore”, fa sapere Grillo. Ma Fo non era uomo di un paritto, non ha mai cercato di crearne uno.
Un comico si era candidato in Francia, Coluche. Di cui wikipedia così riassume la vicenda: “Il 30 ottobre del 1980, in un periodo critico per la Francia, in cui la disoccupazione e linflazione galoppavano, durante una conferenza stampa presso il “Théâtre du Gymnase” annunciò di volersi candidare alle elezioni presidenziali del 1981. Tutti pensavano stesse scherzando, anche se in seguito perfino alcuni intellettuali del calibro di Pierre Bourdieu, Félix Guattari e Gilles Deleuze presero a sostenerlo calorosamente; abbandonò il progetto a causa delle forti tensioni scatenate dai sondaggi a lui favorevoli (alcuni dei quali rilevarono fino al 16 per cento dei consensi). Il suo collaboratore René Gorlin fu assassinato, ed egli ricevette anche delle minacce. Per questo motivo, nell'aprile del 1981, annunciò il ritiro della candidatura.
Nel 1983 Coluche ricevette l’Oscar francese come miglior attore comico. Nel 1985 recitò con Grillo, nel film “Scemo di guerra”.

Editore puro – “Io credo nei giornali”: così Urbano Cairo si è presentato ai nuovi dipendenti della Rcs nel pranzo annuale che allestisce per gli auguri di fine anno ai dipendenti. È in effetti la prima volta, dopo quarant’anni, che la Rcs (“Corriere della sera”, “Gazzetta dello sport”, i maggiori quotidiani italiani, e periodici di varia natura) ha un editore-editore, dai tempi dei Rizzoli: nel mezzo è stata di proprietà della Fiat e delle banche. Cairo è del resto l’unico editore “puro” oggi su piazza. Carlo De Benedetti, padrone della maggiore concentrazione editoriale, L’Espresso-la Repubblica-La Stampa, è un uomo di finanza di vari interessi, molto proiettato anche sulla politica.
È solo in Italia che i giornali hanno sempre faticato a trovare un editore “puro”, interessato cioè al mercato giornalistico.
I due temi sono analizzati in dettaglio da Giuseppe Leuzzi, “«Il Mondo» non abita più qui” e “Mediobanca Editore”. Il primo libro analizza l’anomalia italiana, ed espone la ricerca e il fallimento dell’editore “puro”, attraverso il progetto “la Repubblica”, derivato da “l’Espresso” e “Il Mondo” di Pannunzio. Il secondo dettaglia la manomissione, al limite del ludibrio, del maggiore editore di giornali, la Rizzoli-Corriere della sera. A opera non della P 2, che pure ci tentò, ma del miglior capitale italiano, Mediobanca, Agnelli, il “salotto buono” milanese. Archeologia, i due libri sono del 1989 e del 1997 - rispetto allo sbracamento successivo di tutta l’informazione, con minime eccezioni. Ma i due editori, Liguori e Seam, ce li hanno ancora in catalogo. Alla Rizzoli-Corriere della sera fu distratto in appropriazioni di vario tipo un patrimonio di 1.300 miliardi di lire, 700 milioni di euro, cifra iperbolica per un gruppo editoriale. 

Mein Kampf – Alla prima pubblicazione tedesca dopo la guerra – pubblicazione ufficiale e non pirata - ha venduto in undici mesi 85 mila copie. Benché si presenti indigeribile: integrale in edizione critica, con un apparato che lo triplica di lunghezza, fino a 2.000 pagine, al prezzo di 360 euro… Ce n’era proprio bisogno.

Novecento – Non ce ne liberiamo. Se non per la parte sostanziosa, ce ne restano i cascami. Non c’è altro, se non un tardo Ottocento: un po’ di verismo, in versione periferie e degrado, neo neo realista; un po’ di scapigliatura – a danno dei minori invece che delle ragazze povere: qui un po’ di novità c’è; un po’ di biografie dolorose; un po’ di denuncia della corruzione; e molta corruzione, editoriale e di scrittura (loffia, cosa vuole il mercato). Allora alla deriva da Parigi, oggi dagli Usa – se ne presentano perfino in anteprima, in inglese, i capolavori su cui gli editori puntano, per un successo a prima uscita, prima che il passaparola li blocchi.

Pirandello – “Dal Mediterraneo al Giappone, che con «Rashomon» riscrive il «Cosi è se vi pare». C’è un effetto mondiale che prende il nome dal grande drammaturgo siciliano. L’ha inventato lui col suo pensiero probabilistico” – Walter Pedullà, “Il mondo visto da sotto”, 33.
È un fatto, che si sottovaluta.

Non è un caso che Pirandello cominci a modellare la contemporaneità, dopo una stagione quasi verista, partendo dal saggio sull’umorismo. Dove s’interroga, più che concludere. Ma in cuor suo, forse inconsciamente, ne ha mediato la natura divisori più che attiva e costruttiva: irridente, destruens.
Uno, nessuno e centomila, e i personaggi in cerca d’autore sono una reinvenzione, in senso drammatico e tragico, di materia tradizionale, dal mito e fino all’operetta e al cabaret, e ora agli “Ocean Eleven”: quello che è quelo che non è è un “classico”. In chiave di tragedia, come in “Edipo”, e più di commedia, e anzi farsa. “Il pipistrello”, l’operetta di Johan Strauss jr., è un susseguirsi di personaggi che sono quello che non sono – una tramina derivata specificamente da una commedia parigina, “Le Reveillon”, di Meilhac e Halévy (a sua volta derivata da una Posse, una farsa, del berlinese Roderik Benedix). Pirandello eleva la burla a metafisica: ne recupera le tensioni tradizionali, di stampo filosofico, chi siamo e cosa facciamo, storicizzandole, in vesti borghesi invece che astrattamente tragiche.. 

Posse – La posse spagnola, il gruppo, la banda, cui si è ispirata in Italia molta musica di protesta (wikipedia elenca una cinquantina di formazione posse), è in tedesco tutt’altro: buffoneria.

Registi – Che fine ha fatto Antonioni? Anche Germi. Lattuada, perché no. Perfino di Rossellini, poco se ne sa.
E Luchino Visconti? Lui è in regola, ma resta per “Il Gattopardo”, in chiave Sud – fissare un certo Sud.

Selvatico – “Salvatico è quegli che si salva” (Gozzano). Nella selva?

letterautore@antiit.eu

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