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giovedì 23 giugno 2022

Ma la questione energia è una cosa seria

Si va all’allarme energia, per l’estate e poi per l’inverno, alla possibile mancanza del gas, non abbastanza per i consumi, nonché all’aumento spropositato dei prezzi, della benzina e del gas, come all’avventura: per moltiplicare i margini e gli utili delle imprese del settore. Anche a protezione dei cittadino, ma nella maniera meno giustificabile e più costosa, addossando i sovrapprezzi praticati dalle compagnie allo Stato. Niente deve disturbare il business, il mercato, la cui ideologia fa il paio in Italia proprio con Draghi, il presidente del consiglio in carica.
Non si sottrae all’impressione il ministro della Transizione Ecologica, lo scienziato Cingolani. Che palesemente mena il torrone. Molti rigassificatori, per sostituire il gas russo con quello americano, più caro ma pazienza, insomma molto business, cioè molti soldi, ma non una vera politica: del risparmio, delal riduzione dei costi, dell’autosufficienza energetica, nei limiti del possibile.
Molti rigassificatori per esempio in Toscana, per rovinarne le coste, che pure sono pregiate. Uno prospiciente, a Panigaglia, uno galleggiante, una piattaforma gigante, al largo di Livorno, uno galleggiante di dimensioni pantagrueliche, 300 metri per 40, che si vuole ormeggiare nel porto di Piombino, davanti alla città e davanti all’Elba, e un’altra isola galleggiante al largo di Follonica. Impianti non solo enormi, ma comunque inquinanti, anche provvisti delle migliori tecnologie, dell’aria e dell’acqua. Senza contare il rischio di avere un impianto di rigassificazione in città.
Il ministro del futuro Cingolani non prospetta niente, solo un futuro di affari. Come se non ci fosse un problema di prezzi e di quantità, di gas e prodotti petroliferi. Prospetta centrali nucleari pulite, di terza o quarta generazione, come se fossero per domani, mentre – ammesso che siano possibili in Italia, stante il referendum antinucleare, e ammesso che la nuova tecnologia sia effettivamente pulita, cioè non produca scorie – richiederà almeno quindici anni, fra impianti pilota e centrali di produzione, per entrare in funzione. Roba da non credere. Per non dire del gas algerino, della nuova condotta, o azerbaigiano, o israeliano (?), o del Qatar, che sarebbe lì, pronto, per essere bruciato subito e non fra cinque o dieci anni.
Non si parla di altro, solo business, cioè oggi rigassificatori per il gas americano. Centrali idroelettriche? Zero, la più parte sono dismesse. La geotermia, che per esempio in Toscana assicura un terzo dell’energia consumata, e potrebbe raddoppiare girando la chiavetta, non ha investimenti da decenni. Nell’Alto Adriatico grandi riserve sottomarine di gas vengono lasciate allo sfruttamento croato, perché l’Italia, a valle del Po, teme la sussidenza se il gas viene pompato. Se il gas viene pompato dalla Crazia – i giacimenti sono comuni - la sussidenza non c’è? No,ci sono piccoli interessi politici di piccoli sindaci, che si fanno forti dell’ideologia verde, e cavalcano la tigre   - la sussidenza non c’entra, contano i voti, che non sono di scambio i verdi non essendo naturalmente siciliani, e nemmeno calabresi.  

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