Non
c’è giudice americano che faccia la fronda a Trump, e quindi ora ce ne sono moltissimi, che non venga
registrato dai giornali italiani. Mentre in America non hanno rilievo –
fanno parte della “dialettica” politica. La giustizia è sopravvalutata da noi? No,
è uno strumento di potere molto più potente.
Si
pubblicano le fotine dei sei capi di Stato invitati da Xi a Pechino come quelli
da album delle figurine. Una cosa, insomma, poco seria. Senza dire che è un G 7
alternativo, e a connotazione molto forte,
l’Eurasia. E poi, tre di loro non sono anche pilastri dell’Occidente, India,
Turchia e Pakistan –ma nessuno se li fila? Una robetta, forse, non è.
Per
la serie “Gialli Italiani” Massimo Lugli rievoca sul “Foglio” l’assassinio
della contessa Alberica Filo della Torre a Roma, in casa sua, in camera sua.
Una caso semplice (era stato il maggiordomo licenziato) su cui invece è stato
montato un “caso mediatico”, con sospetti su tutti. “Gli inquirenti volavano
alto con l’immaginazione”, invece di lavorare: “Vent’anni di indizi trascurati,
reperti dimenticati, intercettazioni mai
ascoltate, elementi sottovalutati”. Era l’anno dopo il delitto, sempre
irrisolto, di via Poma. È difficile difendere i giudici.
“Ieri
Donald è comparso con la nipote Kai, smentendo le fake news sulla sua morte” – riferito senza ironia. Come delle
giudici Democratiche che si divertono a lanciare freccette contro Trump (il
Donald della “notizia”) postando sui social fototessere lusinghiere – immagini
di capigliature, raramente di occhi. Prese tremendamente sul serio, come tante
Perseo. La Great America ha anche un alto leggero, l’Europa non più – non capisce?
Non
ci si crederebbe ma i governanti tedeschi si fanno pagare le spese per fitness, beauty, e viaggi privati.
per cifre considerevoli: la beauty
del cancelliere Merz (soprattutto abbronzatura) è costata 12.500 euro in un trimestre,
quella della ministra dell’Industria Reiche 19.264, 76 euro. L’ex ministra
degli Esteri Bearbock, presidente o segretaria dei Verdi, quindi anticonsumista,
benché pingue e un po’ trascurata. si è fatta pagare 137 mila per un anno di
“stilista personale”. Senza scandalo. Neanche uno sberleffo.
“Costa
come Kopmeiners” uno che poi si è dimostrato un flop, “con uno stipendio inferiore solo a Vlahovic”, che è lo
scandalo del campionato italiano, può ironizzare la “Gazzetta dello Sport” della
rincorsa della Juventus di Elkann a un calciatore di cui il Paris Saint-Germain
tenta di liberarsi da tempo, Kolo Muani. Che di fatto costerebbe non £”come” ma
“più” del fallimentare Kopmeiners, 60 milioni – e vuole otto milioni, netti, a
stagione. Tutto quello che Elkann tocca muore. Eccetto le fortune personali.
Si
fa poco scandalo dell’immobiliare fiorentino – un caso analogo in tutto, anche
le date, alla Nuova Urbanistica sotto accusa a Milano – perché le cubature
gigantesche in deroga (156 appartamenti di lusso invece della vecchia sala dei
concerti e del Maggio Musicale) sono state autorizzate da Renzi sindaco, e poi
dal suo delfino Nardella, perché si vuole Renzi candidato a grandi cose, anche
se senza voti. Il ”cubo nero” fiorentino serve giusto a evitarci la pagina
quotidiana di Renzi che pontifica – ha abbattuto alcuni governi, ma con questo
il giochetto non gli riesce.
Oppure
non si dice per rispetto all’architetto del cubo, benché di lusso, Fuksas? Che non
è senza difese: non si può fare nulla di nuovo a Firenze, è subito “scempio”.
Lo skyline però non ha un valore, anche architettonico, anche immobiliare?
Trump
e Putin contro l’Europa”, il candido
Mario Monti al “Corriere della sera”. Sempre la solfa vittimista: l’Europa è bella,
brava , buona, gli altri tutti cattivi. E forse anche un po’imbe(ci)lle? Dopo
essersi fatta “mantenere” dagli Usa militarmente per quasi ottant’anni. Per poi
andare a sfidare la Russia in Ucraina, “per la democrazia”, col battaglione Azov. Monti è il tipico europeo, un intellettuale
introspettivo, armato di sue verità.
Pizzaballa
- benché in tenuta sacerdotale - contro Netanyahu, si penserebbe: non c’è partita.
E invece no: Israele sbaglia a puntare la chiesa, che è rimasta la sua sola,
per quanto stanca, difesa, a causa dei trascorsi. Ora, fra le tre religioni di
Abramo, la partita potrebbe farsi 2-1, lo schieramento millenario – al di sopra
delle massonerie, più o mano laicali e\o finanziarie.
L’ultimo
“ordine esecutivo”di Trump, il divieto di bruciare la bandiera, è risentito in
America come un’intrusione sulla libertà di espressione. In Italia è un reato,
previsto dal codice penale, senza scandalo per nessuno.
Oppure
sì, ne fanno scandalo i media dei belli-e-buoni, compresi quelli di Riffeser.
Perché ormai nessuno ha nemmeno un’infarinatura di diritto?
Le
Ong della rotta Misurata-Lampedusa vogliono insistentemente che l’Italia rompa
i rapporti con la Libia. Il che non è possibile, e non è auspicabile. Sarebbe
anche contrario agli interessi umanitari delle stesse ong (vogliono che i
cosiddetti migranti del mercato degli schiavi partano liberamente, “all’avventura”?).
E dunque? Stupidità non è.
Che
il vescovo di Milano chieda un’intervista al “Corriere della sera” per giustificare
la Nuova Urbanistica, affaristica se mai ce n’è stata una, cioè per assolvere i
maneggioni, passi. Ma che il sindaco, il suo partito, la giunta comunale, il
consiglio stesso non facciano nemmeno una discussione, anche solo per dirsi nel
giusto, questo non dor ebbe preoccupare? Il silenzio della politica a Milano è
sordido: a tratti si vuole la città dell’illuminismo (ma giusto per rubare la
primazia a Napoli), mentre è ben la città dei Bava Beccaris, Mussolini, Brigate
Rosse, e sempre dell’Opera del Duomo.
Urla
razziste a Liverpool contro un calciatore del Bournemouth, Semenyo. Partita
sospesa per qualche minuto, intervento della polizia, fermo dell’urlatore,
scandalo. Poi si scopre che a urlare è stato un disabile iu sedia a rotelle, e
niente si è più saputo. Succedeva a Ferragosto. Mentre sarebbe stato (molto)
interessante analizzare la cosa. Il politicamente corretto è proprio un
ottundimento del cervello – poi si dice che siamo caduti in un’epoca MAGA,
trumpiana.
Per
la serie “Gialli Italiani” Massimo Lugli rievoca sul “Foglio” l’assassinio
della contessa Alberica Filo della Torre a Roma, in casa sua, in camera sua.
Una caso semplice (era stato il maggiordomo licenziato) su cui invece è stato
montato un “caso mediatico”, con sospetti su tutti. “Gli inquirenti volavano
alto con l’immaginazione”, invece di lavorare: “Vent’anni di indizi trascurati,
reperti dimenticati, intercettazioni mai
ascoltate, elementi sottovalutati”. Era l’anno dopo il delitto, sempre
irrisolto, di via Poma. È difficile difendere i giudici.
“Ieri Donald è comparso con la nipote Kai, smentendo le fake news sulla sua morte” – riferito senza ironia. Come delle giudici Democratiche che si divertono a lanciare freccette contro Trump (il Donald della “notizia”) postando sui social fototessere lusinghiere – immagini di capigliature, raramente di occhi. Prese tremendamente sul serio, come tante Perseo. La Great America ha anche un alto leggero, l’Europa non più – non capisce?