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martedì 11 dicembre 2018

Appalti, fisco, abusi (134)


Dopo quattro mesi di false piste, il punto alificante della “manovra” (bilancio pubblico 2018) sarà non la riduzione ma l’aumento delle tasse. Per la riduzione delle deduzioni fiscali, e lo sblocco delle imposte locali, patrimoniali (Imu, Tasi), e addizionali Irpef (comunale, regionale). Si consolida il record italiano della pressione fiscale.

La pressione fiscale aumenta anche indirettamente, per la crescta dello spread, la valutazione differenziale dei titoli del debito pubblico sui mercati dei titoli.  Che i risparmiatori pagano in tre modi. Per la riduzione di valore del capitale investito in titoli pubblici e la conseguente illiquidità degli stessi. Per gli accresciuti oneri bancari, sul debito (prestiti, mutui) e anche sugli attivi (spese di gestione). Quali sottoscrittori di titoli e fondi delle banche stesse.

Dal lato spese, il bilancio pubblico presenta solo uscite improduttive. Per primo il finanziamento fino a seimila euro per chi compra una macchina da 28 mila euro. Il reddito di cittadinanza non di discosterà dalle provvidenze in essere per la povertà: pensioni sociali e di invalidità,  bonus spesa e social card.

Di tutte le grandi opere, che dovrebbero rinnovare e adeguare le infrastrutture dell’Italia, solo lo stadio della Roma va realizzato. Un progetto immobiliare speculativo, in area da bonificare, e con accessi da costruire. Per spese iniziali di urbanizzazione di “almeno” 300 milioni. Con forti connotazioni corruttive, del costruttore del progetto, Luca Parnasi, e della proprietà della Roma calcio.

La chiusura di un conto corrente alla Bpm, ex Banca Popolare di Milano, ha preso otto mesi nel 2017.  Malgrado (a costo di) contati quasi settimanali. Senza un punto di riferimento nel personale. Per un costo finale di 247 euro. La chiusura di un conto corente a Intesa Sanpaolo ha preso già quattr mesi, in analoghe condizioni, senza termini e\o procedure previste o prevedibili.
Sono procedure normali per l’organo di vigilanza, la Banca d’Italia. 

Nessuna conseguenza penale, nemmeno d’ufficio, per responsabilità oggettiva, per le banche che hanno defraudato correntisti e risparmiatori. Anche se nelle banche sostanzialmente fallite, fino alla Vicenza, si vendevano bidoni a ragion veduta, non per errore o incapacità. Colpa di nessuno, solo del risparmiatore.

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