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domenica 4 gennaio 2026

Le radici aeree della memoria

Alcune presenze riemergono insistenti

Un texano colto e sensibile è un albero dalle radici aeree che sia templi-ce e robusto. Tale è Alan Lomax, che per primo nel 1954 percorse l’Italia con pazienza per creare un archivio della musica tradizionale, registrando tremila danze e canti in un centinaio di paesi e città, dando un suono alle raccolte di Pitré, Raffaele Corso, il barone Lombardi Satriani, con Diego Carpitella, gnomo gentile:
- Il caso - dice Alan, quieto sessantenne - ha voluto che fossi la prima persona a registrare la cultura popolare, una specie di Cristoforo Colombo musicale di ritorno. - In Italia e in Europa, per otto anni. Filosofo, direttore degli archivi folk della biblioteca del Congresso, texano di prognato e pettorali, prima che il Texas sparasse a Kennedy. E di famiglia: suo padre John Avery già faceva a fine Ottocento archeologia popolare. Là dove il popolo si trova. Insieme hanno girato le borgate e le prigioni del Sud degli Stati Uniti. Hanno riscoperto cajun e zydeco, e scovato Leadbelly, Muddy Waters, Aunt Mollie Jackson, portandoli alla radio. E Woody Guthrie, padre di Baez e Dylan. Ma non ce l’ha più con Dylan, con i cui agenti si picchiò a Newport, per la chitarra elettrica nel folk e il blues bianco:
- È un’altra musica – dice.

Il ritorno dell’uomo salvatore

In una Citroën 2 Cavalli da vecchi fricchettoni, rossa, una mamma giovane ma inquieta porta la sua bambina in fuga ogni volta che in un posto si trovava bene. In fuga questa volta per una ragione buona, da un padre che non ne ha mai voluto sapere ma ha ora bisogno della bambina per uno dei suoi loschi affari, ha bisogno della patria potestà.
Non sapendo dove nascondersi, la madre inquieta torna a casa, in Calabria, per tentare da lì, da un aeroporto remoto, un espatrio in qualche modo anonimo verso un Paese lontano, la Norvegia, la Finlandia. E qui un primo angelo salvatore di palesa nel vecchio zio, Frassica, “grande attore”, “diplomato all’Accademia di Reggio Calabrie”, “premiato a Tindari”. Il secondo, più accattivante e rassicurante, è Francesco Arca, avvocato tourné piccolo e ricco Bezos. I cattivi naturalmente saranno vinti. Ma non dopo averci fatto godere gli splendidi dehors di Fiumefreddo Bruzio sotto Cosenza, con vista mare – e il suo caffè Convivio, il primo gestito in Italia da ragazzi problematici.
Le fuggitive sono Marianna Lancellotti - che con la “cugina” Chiara Tron spolvera una perfetta cadenza calabrese – e la piccola Elena Sophie Senise, che dopo la serie di successo “Costanza” è ormai un’attrice, detta i tempi. Ma il film conferma la tendenza “riprendiamoci lui”, il maschio: come un addio all’uomo inutile o comunque delinquente, ora la salvezza viene dagli uomini, dai maschi - anche da loro, ma soprattutto da loro.
Fabrizio Costa, Seduci&Scappa, Rai 1, RaiPlay