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lunedì 2 febbraio 2026

Come ridere in serie, freddo

Una miniserie, sei episodi di mezz’ora, che non ha fatto in tempo a debuttare, un paio di mesi fa, ed  è già in lavorazione per un seguito - si punta al successo con il successo, una tecnica di marketing. Un mockumentary, un finto documentario della vita in una redazione impossibile, collegata alla pubblicità della società madre che si propone di rifuggire. Con equivoci a cascata.
Il problema principale di un episodio è perché i cessi pubblici si chiudono. Segue un episodio in cui due redattrici tampinano il funzionario che ha deciso la chiusura. Un terzo è una derivata in materia di cessi: le “mani pulenti” (guantate) al bagno invece della carta igienica che l’azienda proprietaria del giornale vende intasano le fogne. Da qui la necessità di uno show pubblicitario riparatore, per il quale è necessaria la battuta di un bambino, e quindi la lotta feroce per imporre al provino il proprio bambino. Nel mezzo l’acquartieramento provvisorio della megadirigenza nella redazione, di fronte alla quale il direttore s’inginocchia.
Non critica sociale, non satira, non umorismo inglese, non umorismo surreale: un misto di realtà (prodotti dannosi, pubblicità, provini, eccetera) demenziale. Un umorismo affermato, dai “Blues Brothers” Belushi e Aykroyd. Freddo.
Uno spin-off  di “The Office”: il gruppo della filiale di Scranton, Pennsylvania, della Dunder Mifflin, è ora al lavoro al “Toledo Truth Teller”, storico quotidiano del Midwest, Ohio, in declino, che prova a rilanciarsi con un nuovo direttore. Con una redazione “etnica”, italiana, ispanica, asiatica, afro etc., per pubblici diversi? Sabrina Impacciatore è la co-protagonista, una invadente Esmeralda Grant, già direttrice del giornale che fa la guerra al nuovo, impacciato (deve andare sempre al bagno, che non sa aprire), e incapace.
Greg Daniels-Michael Koman, The Paper, Sky, Now

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