Cerca nel blog

domenica 5 agosto 2018

Servizi troll

Sempre meglio che lavorare usava dire dei giornalisti. Si fa ora la caccia al troll, da parte del Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, il servizio segreto italiano, dell’Antiterrorismo, e dei Carabinieri allo stesso fine? Per darla a bere a chi?
“Migliaia di tweet generati da 400 profili la notte tra il 26 e il 27 maggio chiesero le dimissioni di Mattarella e la sua messa in stato d’accusa in Parlamento per alto tradimento”. Che accusa terribile. Ma erano troppi o erano pochi? Se nessuno se li filò – non dissero nemmeno che Mattarella era un porco, in genere lo dicono. I troll sono diffusissimi – l’impressione è che siano la normalità di internet. Ma erano, suggerisce il Dis, sospetti.
E perché non si potrebbero chiedere le dimissioni di Mattarella? Tutti vogliono sempre dimettere il Capo dello Stato, dove è la novità? È tempo di Russiagate, da due anni abbondanti, e il Dis lo trova comodo. Anche sulle elezioni in Italia? Questo non si può dire perché, in fondo, i servizi sono al servizio del governo. Ma sì nel caso di Mattarella, ad abundantiam. “Furono usati anche server dell’Estonia e di Israele”, dice il Dis.
Di Israele dunque. E della Mongolia no? Google è stato scoperto da qualche decennio. E il trollismo è il proprio, purtroppo, per molti, della rete.
Viene il Dis dopo la Cia e l’Fbi, tanto per fare qualcosa? L’America ama il complotto, ma un servizio segreto non è fatto per prevenirlo, invece che per alimentarlo?
Non si può farne la colpa al Dis, una mosca al confronto degli apparati miliardari degli Usa. Ma che senso ha riscrivere quello che i giornalisti, sfaticati, hanno scritto? Due mesi dopo che è stato scritto. Diffondere l’incertezza invece di accertare qualche fatto, prevenire qualche danno.
Non è una novità. Da anni i servizi segreti ci hanno abituati a relazioni che sono rassegne stampa, tarde e stracche. Un anno la ‘ndrangheta, un anno l’Is, un anno l’immigrazione incontrollata, quest’anno i troll. Unarealzione specifica sui fatti italiani mai? Chi sono i mercanti di carne umana Nord Africa, per esempio. O cosa ci fa la Francia in Libia, la Total, Macron, gli agenti francesi (tanti)? Nel 2011 sarebe stato utile sapere che agenti francesi e inglesi preparavano una “primavera” ritardata contro Gheddafi  - o magari sapere chi e per che cosa organizzava le “primavere” arabe (lo sapevano tutti: erano islamiche, coi soldi sauditi). E magari, perché no, intervenire subito quando ci fu l’“attacco troll” contro Mattarella. Senza aspettarne la leggenda metropolitana. E senza farsi pagare per riscrivere, con comodo, una leggenda metropolitana.
L’operazione che i servizi propongono con scandalo è diffusa e anzi normale in rete: assumere varie identità, con vari server. Una, dettagliata e sintetica, appena una dozzina di righe, è in un romanzo subito famoso, “Vernon Subutex”, del 2015, alla p. 127 dell’edizione originale in Livre de Poche – tra donne parigine gelose… Il romanzo è stato letto anche al Dis in ritardo?
Questa, però, non sarebbe male. Se le spie cioè leggessero, non avendo da fare.

Nessun commento: