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lunedì 17 settembre 2018

I dolori delle Autorità


Le Autorità  di settore, create nel 1995 per “mettere nelle mani di esperti indipendenti la regolazione di settori particolarmente importanti (ad esempio le comunicazioni, l’elettricità e il gas, i trasporti, la ‘privacy’)”, in realtà per controllare i settori privatizzati nell’interesse degli utenti, hanno “subito una duplice erosione da parte del legislatore e da parte dell’esecutivo”, commenta Sabino Cassese sul “Corriere della sera”. Da una parte “il Parlamento ha abbondantemente legiferato in materie che erano state rimesse alle Autorità”. Mentre “il governo ha autorizzato le autorità indipendenti per chiedere pareri e fare accertamenti”.
No, sia la legiferazione del Parlamento sia “l’“uso” delle Autorità da parte del governo sono leciti. Le Autorità sono sotto accusa perché costano molto. E perché vigilano poco, dalla Consob in giù. Se non per fare gli interessi settoriali, delle imprese e non degli utenti. Con un commistione variegata, di consulenze, secondi lavori, scambi di occupazione, appalti di favore.
Ogni utente ne può fare la prova, specie con l’Agcom (telefoni) e con l’Autorità per l’energia (gas e luce), settori di abusi di ogni genere.

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