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venerdì 24 maggio 2019

Cronache dell’altro mondo (35)


Si discurte in America se e come fare la guerra all’Iran. Come se si potesse fare la guerra all’Iran. Tante università e tanti scienziati politici che ci danno lezione, non sanno dov’è e cosa è l’Iran.
Cinquanta psichiatri hanno dichiarato Trump pazzo.  Ma il ruolo e la metodologia della della psichiatria negli Usa è inquestone: cosa è la follia, e chi è il pazzo?
L’America benpensante si illude e si consola che sia stato Putin e eleggergli Trump. Che non è vero, e non poteva essere vero. Ma è vero che l’America ha condizionato molte elezioni altrove, per esempio in Italia. Più volte. Anche con molti soldi.
Michael Avenatti, un avvocato a percentuale, si era illustrato ricattando Trump per conto di una pornostar. Sull’onda del ricatto si era anche messo in lista per fare il presidente degli Stati Uniti – o almeno, in quella veste lo ha presentato il “Corriere della sera”. Ora si scopre quello che si sapeva, che è un truffatore. Con vari processi a carico, col rischio di 300 anni di carcere – che significano trecento anni di carcere?
Una delle truffe di cui Avenatti è accusato è essersi intascato 300 mila dollari dell’anticipo di una casa editrice alla sua assistita pornostar per le memorie. Le memorie di una pornostar, che è andata a letto con Trump, valgono milioni. Di solo anticipo.
La pornostar di Trump non è la prima, tutte le donne che hanno avuto un rapporto con un candidato presidenziale, poi lo ricattano. Il ricatto normalmente si conclude con una transazione: il ricattato paga. Ma questo estingue l’adulterio: cioè, se l’uomo paga l’amante o la prostituta per tacere, il matrimonio è salvo.
Il produttore Weinstein paga 44 milioni di dollari alle donne che lo hanno accusato di violenza carnale. La violenza non c’è stata perché la responsabilità penale è stata derubricata. L’uomo, grasso e piedipiatti, si vede anche male come stupratore. Semplicemente ha pagato due milioni ogni rapporto. E questa è tutta la morale.

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