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giovedì 12 dicembre 2019

Ombre - 491

“Il piano verde di Ursula von der Leyen: 260 miliardi l’anno per cambiare l’Europa”. Un affarone, altro che la luna: ce ne sarà per tutti.

Truffa milionaria del gruppo ospedaliero San Donato alla regione Lombardia, tre il 2014 e il 2018, quando lo stesso gruppo era proprietario del “Corriere della sera”. Una truffa riconosciuta dal gruppo ospedaliero, che ha già cominciato a pagare  danni. Ma il puntiglioso cronista giudiziario del “Corriere della sera” dimentica in ottanta righe di dire che “la famiglia Rotelli” era proprietaria del giornale.

Per la Procura di Milano, nello scandalo della truffa arcimilionaria sui farmaci del gruppo ospedaliero Rotelli alla Regione Lombardia la colpa non è dei truffatori ma della Regione, che allora era presieduta da Maroni, un leghista: omessa vigilanza. Curioso, no? Ma Milano è al di sopra di goni sospetto..

Non c’è gesto o detto di Salvini né ufficio o fondazione della Lega che non vengano indagati o perquisiti. Non per delitti maturati ma alla  ricerca di un delitto. È la maniera cui la sinistra si è ridotta per fare politica – la sinistra dem, ex compromissoria, non un esempio di onestà.

Salvini del resto è colpevole come Renzi, adesso che si è smarcato dal Pd. Renzi a opera dei giudici di Salvini a Firenze. Salvini a opera dei giudici (ex?) Renzi a Milano e Roma. Lo scandalo non finisce mai, ora in competizione, la giustizia politica. Di cui gli italiani prodighi si gratificano. Ma non è un lusso, sa di sporco, puzza.

“Incentivi ai negozi accesi di notte”, a Roma. Si inverte la politica del risparmio energetico adottata nel 1973. A opera dei grillini. Che predicano la decrescita felice. Nel mentre che si varano politiche “tutto verde”.
Si accendono le luci dei negozi per la sicurezza, dicono. Invece di sostituire le lampadine rotte dei fanali pubblici?

La squadra milanese che capeggia il campionato italiano è sconfitta in casa da una squadra spagnola che schiera le riserve. In una partita decisiva per al squadra italiana, e superflua per quella spagnola. Si fanno molte chiacchiere sull’Italia.

“La Germania ci sta aiutando”, può dire al forum Med Dialogues il ministro degli Esteri libico Mohammed Thaer Siala, la Germania dopo l’Italia: “ problemi vengono da altri paesi, per esempio la Francia”. E questa è l’Europa unita: mercantilista, da imperialismo straccione, sfruttare i problemi del vicino.

Non è da ora che la Francia tenta di soppiantare l’Italia in Libia come zona d’influenza. Ci provò Mitterrand con Gheddafi, ma poi non poté vendergli i caccia Mirage cui Gheddafi puntava e la cosa finì. Mentre l’Italia riguadagnava concessioni e influenze attraverso gli Stati Uniti: meglio atlantici, anche con Trump, che europei?

Sarkozy, che voleva fare il De Gaulle o il Mitterrand, ci riprovò facendo arrivare Gheddafi a Parigi col suo circo – la tenda, le guardione, i costumi fantasiosi. Questa volta fu Gheddafi a non mollare il petrolio. E allora Sarkozy gli fece il golpe e lo uccise. Con la benedizione  di Bernard Henry Lévy, il filosofo.  

Si misura infine, dopo venticinque anni di abbandono, il deserto di Bagnoli, 250 ettari dietro Posillipo. Di cui si fa finta di nulla. Per anni ci hanno detto che Bagnoli era una città delle scienze, parco scientifico, parco naturale, parco dello sport, centro idroterapico. Come oggi a Taranto, con i parchi giochi e i,campi di mitili al posto dell’acciaieria. La decrescita sicuramente, ma quanto infelice?

L’area di Bagnoli ex Italsider è servita per venticinque anni a una cinquantina di progetti di ristrutturazione, tutti pagati dal Comune di Napoli e dalla regione Campania. Una mammella d’oro per gli studi di ingegneri e architetti. Senza bisogno di lavorare.

“Non vi preoccupate, tanto in Italia non c’è legge e non si paga nulla”, è l’assicurazione di uno scafista egiziano ai suoi figli, che ha associato nell’impresa. Lo racconta su “la Repubblica” Alessandra Ziniti per averlo saputo dal pool della questura di Ragusa specializzato nella caccia agli scafisti. Una testimonianza, presentata come vera, che fa aggio sulle decine e centinaia di pezzi e commenti pro immigrazione libera dello stesso giornale. A che gioco giochiamo?

“Quando li arrestammo”, narrano a Ragusa a “la Repubblica” della squadra familiare di scafisti egiziana, “il padre disse ai ragazzi: «Io in Italia ho commesso di tutto  solo una volta sono andato a finire in carcere ma ci sono rimasto pochi giorni poi mi hanno rimandato in Egitto”. Senza pagare il biglietto di ritorno. Questa è proprio propaganda pro Salvini.
Ma è vero che la giustizia italiana è questa, sabotatrice.

“Nascoste sulle Alpi le basi segrete di Putin” è la rivelazione di “Le Monde” sulla destabilizzazione dell’Europa da parte di Mosca. L’Europa non funziona, si sa, perché Putin la destabilizza.

Le basi segrete russe si situano fra Chamonix, Evian e Annemasse, zona privilegiata prealpina: una “quindicina di agenti specializzati in omicidi, e con solida formazione militare”. Dalla Brexit alla Catalogna, è tutto opera loro. Di che consolarsi.

Germania, Francia e Gran Bretagna accusano l’Iran all’Onu di aver contravvenuto agli accordi sul nucleare. Allora, ha ragione Trump?

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