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martedì 21 giugno 2016

Niente exit, siamo europei

L’assassinio di Jo Cox ha rovesciato le intenzioni di voto in Gran Bretagna al referendum sull’Europa: da 6-4 a favore dell’0uscita a 6-4 a favore della permanenza. Un ribaltamento immediato, senza altri fatti nuovi, né ripensamenti o ragionamenti politici: d’istinto.
L’opinione pubblica è più che mai instabile, e anzi volatile. I referendum sono più che mai antidemocratici. Incanalano la volontà generale entro le tracce di minoranze di minoranze, le élites. Modernamente intellettuali invece che di censo o di potere, ma sempre ristrette e maneggione.
L’opinione è al limite un effetto immagine, o di slogan. Comunque di gestione dei mezzi di comunicazione: la volontà generale è più che mai espressione dei media. Che hanno un padrone, hanno a cuore solo l’affare, e come obiettivo di escludere la politica.
La politica ha peraltro perso la funzione di mediare. Non nel senso democratico, di spuntare le punte estreme, le minoranze assolutiste. Non ci sono più corpi intermedi né istanze sociali o culturali a mediare i vari interessi nell’ambito di una collettività più ampia. Nazionale o, nel caso, continentale.

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