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sabato 13 giugno 2015

Classico Wittgenstein, architetto

Un bellissimo libro, pieno di foto significative di Wittgenstein negli anni viennesi, da marinaretto a giovanotto impomatato incravattato. Dell’alto, elegante, bello, avventuroso padre Karl, finito mecenate delle arti. Della sorella amatissima Margaret sposata Stonborough. Per la quale progettò e realizzò una villa iperrazionalista a Vienna, nella Kundmanngasse. Con pignoleria – l’altra sorella amatissima, Hermine, ricorderà: “Mi sembra di sentire ancora il fabbro che gli chiede: «Mi dica, signor ingegnere, è molto importante per lei un millimetro? », e ancora prima che abbia finito di parlare Ludwig che gli risponde un «si» così sonoro ed energico  che quello quasi si spaventa”. Della casa sullo strapiombo che si costruì manualmente sul lago vicino a Sogenfjord in Norvegia. Degli innumerevoli marchingegni meccanici elaborati leonardescamente, come esercizio di fantasia e a uso dei bambini di scuola quando decise di farsi maestro elementare.
Un omaggio, ma con una lettura erta. Lo studioso olandese, specialista di psicologia cognitiva, da decenni impegnato su Wittgenstein, propone di legare l’iperrazionalismo della Kundmangasse con la filosofia di Wittgenstein. Non tanto col “Trattato” quanto con le “Ricerche filosofiche”, con la non univocità dei linguaggi. Assunto arduo, anche se la grande costruzione gliene offre più appigli, affascinanti.
Wittgenstein seguiva Looos. Ma Loos era apodittico nel rifiuto dell’ornamento, dell’abbellimento. Wittgenstein pure, ma senza semplificare: era anzi attento ai particolari minimi, effetti di luce e di cromie, comodità di uso e agibilità. Di ogni dettaglio – di ogni “parola” – “minuziosamente configurato”, facendo un’“individualità” che si ricompone nell’insieme. La casa come una frase, insomma, un’opera, un mondo.  “Nel silenzio della villa approdando nuovamente alla imperturbabilità del classico” – in architettura, e in filosofia?.
Paul Wijdeveld, Ludwig Wittgenstein architetto, Electa, remainders, pp. 184, ill. € 19
opra della mischia, intercalati da incitamenti alla Croazia. Lo sdegno concentrando sulla svastika in campo, di cui la Croazia è vittima.

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