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sabato 27 gennaio 2018

Un Traiano per l’Europa

“Creare l’Europa” c’entra poco con l’imperatore Traiano. E anche con l’impero romano. Ma una cosa diversa questa mostra per i 1.900 anni della morte dell’imperatore la dice. Nella puntigliosa ricostruzione didascalica, nei reperti in esposzione, nei (pochi) calchi della colonna Traiana commissionati da Napoleone III un secolo e mezzo fa e finalmente visibili, a altezza d’uomo. L’impero romano era “terribile”, come è ora d’uso (s)qualificarlo, ma terribili erano anche i suoi nemici. Quelli di Traiano erano i Daci, ed è tutto dire, erano crudelissimi e non morivano mai – e poi i Parti in Siria.
Un altro aspetto trascurato di Roma, che la mosrra lambisce, è la condizione femminile. Traiano, figlio di un senatore romano di Spagna, imperatore per adozione, per le enormi capacità militari, viveva in una modesta casa sull’Aventino, accudito dalla moglie Plotina e dalla sorella Matidia. Donne modesta e di grand caapcità politica, così ricodate dai contemporanei, e dal figlio adottivo Adriano, che seppero condurre al comando senza scosse - l’aver cresciuto Adriano è altro merito non da poco.
La mostra si apre con al rappresentazione di un trionfo: i suoni, le scenografie, i tributi, un tripudio. Ma si presenta umbratile, come a voler dare un senso ordinario dell’impero. Forse a eco dell’Europa di oggi. Ma Traiano era uno che pensava e operava in grande. il grande porto di Roma, un foro, i mercati, un acquedotto portano il suo nome, il rifacimento del Circo Massimo, la Colonna di 30 metri sotto cui è seppellito. Forse il titolo della mostra è augurale: un Traiano per l’Europa?
Traiano. Costruire l’impero, creare l’Europa, Mercati di Traiano, Roma

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