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domenica 25 luglio 2021

Ombre - 571

Vinca inaugura oggi il restauro della Via dei Tedeschi. Realizzato dal Cai, dal Comune di Fivizzano, di cui Vinca è frazione, e dal Parco delle Apuane. È la strada costruita dagli abitanti del piccolo borgo apuano durante l’occupazione, per consentire l’approvvigionamento della Linea Gotica. Una costruzione, si dice, che permise agli abitanti di sfamarsi, lavorando in cambio di un pezzo di pane.
Vinca fu vittima di una rappresaglia di più giorni, da parte del “monco” Walter Reder, quello che poi si illustrerà a Marzabotto, con 142 vittime. Tutti quelli che Reder riuscì a scovare in più giorni di rastrellamenti, durante i quali fece bruciare a più riprese il paese.
 
“Manifestazioni da Aosta a Palermo contro il green pass”. Ma quanti sono i no wax di cui ci ingombrano le cronache? Qualche milione? Centinaia di migliaia? Decine di migliaia? No, mille, duemila per piazza. E  ora che negli Stati Uniti le destre fomentano la vaccinazione, rischiano di restare soli.
 
“Manifestazione contro il green pass obbligatorio: a Roma un migliaio di persone in piazza del Popolo”, che ne contiene 200 mila – “Il Tempo”, cioè Giorgia Meloni.
“Il Messaggero” invece, da sinistra, dice tremila: gioca a farci paura?
 
Narra l’inenarrabile Ferrarella, il rappresentante di commercio della Procura di Milano al “Corriere della sera”, in difesa del suo beniamino procuratore Storari, di quando ebbe notizia che una donna in un’auto bianca aveva consegnato al “Fatto quotidiano” le carte della loggia segreta
Ungheria: “Solo pochi giorni dopo la venuta del giornalista” (del “Fatto”, n.d.r.) la GdF aveva ricevuto proprio dal pm Storari l’incarico di acquisire” tabulati, telecamere e “l’elenco di targhe di auto bianche a Roma”.
 
“Tre milioni di italiani rinunciano alle vacanze per paura del covid”,  calcola Confcommercio. “Il green pass devasta l’economia”, dichiara lo stesso giorno Giorgia Meloni.
Lo dichiara alla Versiliana, luogo d’incontri estivi a Marina di Pietrasanta. Per un pubblico talmente numeroso che si è dovuto cercare una sede più vasta. 
 
Dobbiamo dunque a Renzi – a Davide Serra, il suo amico finanziere? – nel libro ora annuale con il quale “si toglie i sassolini”, la notizia che la Rcs, l’editrice di Urbano Cairo, è sotto scacco del fondo Blackstone, dopo avere perduto la causa per la vendita della sede storica del quotidiano. Blackstone pretende da Rcs 600 milioni di danni. Causa di cui gli azionisti Rcs non sanno nulla dai prospetti, e contro la quale non c’è in bilancio alcun accantonamento conservativo.
 
Non si smentisce il Csm nel boicottaggio della riforma della Giustizia Draghi-Cartabia. Con un parere negativo non richiesto, e non deliberato, ma comunicato ai media. Solo che, questa volta, pare che la presidenza non sia onoraria: presidente del Csm è il presidente della Repubblica, e Mattarella ha zittito le voci.
Nel Csm, non si dice per patriottismo, ma si annida tutto il marcio della magistratura. Non da ora,  molto prima di Palamara.
 
La legge Zan? “Un’arma di distruzione di massa”: esagera Marco Rizzo, il capo del residuo partito Comunista, con Carmine Saviano sul “Venerdì di Repubblica”? Sul fatto “bastava aggiungere una riga alla legge Mancini”. Perché allora il ddl Zan? “Ti affidi ai diritti civili solo perché non puoi dire nulla sui diritti sociali”.
 
Una decina di arbitri di calcio di prima categoria truccava le note spese. E speriamo solo quelle.
 
Il ministro del Lavoro Orlando fa il viso dell’armi agli industriali che volevano la ripresa dell’attività in sicurezza, con i vaccini. Fare il viso dell’arme all’industriale è ancora il marchio  di fabbrica della sinistra? Cioè, Orlando è di sinistra, uno che espone i lavoratori ai no wax, ai neghittosi, e ai menefreghisti?
 
Un governo di larghe intese, insomma di unità nazionale, non sa decidersi di imporre il vaccino a categorie che lavorano a contatto con il pubblico: gli insegnanti, i sanitari, i commessi, i camerieri, i cuochi, eccetera. Anche se la Costituzione lo impone – imporrebbe, la Costituzione, come si sa, è opinabile.
 
Agli europei di pallamano su spiaggia le nazionali norvegesi si rifiutano di indossare il bikini regolamentare e indossano i pantaloncini. A maggio le giocatrici tedesche di beach volley Karla Boger e Julia Sud hanno minacciato di non giocare in Qatar, dove la federazione locale pretendeva i pantaloncini. È l’unione delle razze, le norvegesi qatariote?
 
Maria Chiara Carrozza, già ministra di Letta, da Letta messa a capo del Cnr, chiama subito alla direzione generale un altro Dc di stretta osservanza, il direttore generale di Roma Tor Vergata – la vecchia risposta di Andreotti alla Sapienza che votava rettori Ruberti e Tecce, di sinistra. La ricerca è Dc pura e dura – l’energia invece (Eni, Enel)) pure, ma alla Renzi, con aperture.
 
Social changes, organizzazione americana riconducibile al partito Democratico, ha finanziato nel 2019 le campagne elettorali anche in Italia, alle Europpe e alle Regioali. Ma due su tre dei candidati che ha sponsorizzato non sono stati eletti: un patrocinio a perdere?
 
Esce nel silenzio compatto – con la sola eccezione del “Corriere della sera” - il libro denuncia del professor Donati, specialista di doping atletico, 400 pagine, sulla trappola tesa ad Alex Schwazer dalla Wada, oggi World Athletics, per escluderlo dall’Olimpiade brasiliana. Un intrigo condannato già in Tribunale, che Donati fa risalire agli interessi (cinesi?) dentro la Wolrd Athletics. La purezza nello sport ha un costo.
 
Pogacar per contro vince il Tour “volando”, con prestazioni che non hanno nulla di “umano”, di valori muscolari, respiratori, di peso, di agilità, riscontrabili, misurabili. Come già l’americano Armstonrg vent’anni prima, che vinse  nove Tour di fila sempre drogandosi.
Si sa ma non si interviene: bisogna creare il campione, che ispiri le folle per qualche anno, poi, quando se ne sarà trovato un altro, si può sempre procedere contro il precedente, come con Armstrong.

Pogacar che non è una novità.  Nel Tour precedente aveva girato nelle quattro tappe di montagna più velocemente di ogni altro campione nella storia – tutt’e quattro le tappe e le montagne a velocità record.
 
Il calciatore brasiliano Léo Sena, in forza allo Spezia, no wax, insieme con un altro compagno di squadra, brasiliano anche lui, positivo, ha infettato mezza squadra e tutto lo spogliatoio tecnico della squadra ligure. Il danno è milionario – in termini di ritardata preparazione, con conseguente difficoltà in campionato e probabile retrocessione.
Ma il calcio non è gioco di squadra? Sotto la forma della libertà di giudizio, il virus ha infettato la libertà di comprendonio.
 
Malan, senatore valdese, lamenta che la protesta dei vescovi sulla legge Zan sulla base del concordato Italia-Santa Sede sia rimasta inascoltata. Tacciono i cattolici, i tanti al governo. Sono per l’aumme-aumme?
 
La Uefa multa lo Spezia per quasi mezzo milione, e ne inibisce il mercato per due anni. Per lo stesso problema, compravendite al di fuori del fair-play finanziario, ha multato il miliardario Manchester City per tre-quattrocentomila euro. Il City è di proprietà di uno degli sceicchi arabi con i quali il presidente della stessa Uefa, Ceferin, è in affari, milionari.

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