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mercoledì 28 luglio 2021

La solitudine di Salvini, sorvegliato speciale

Salvini ne ha vinta una, le Europee del maggio 2019, e le perde tutte. Il governo prima, col Papeete e l’assurdo passaggio delle consegne al Pd, e poi Bologna, Firenze e mezza Italia – prossimamente Roma, Torino, Milano. Ha creato problemi per i candidati ovunque – per esempio anche a Roma, dove il voto era vinto in partenza e invece Michetti non andrà al ballottaggio. Si direbbe senza flair politico. Se non peggio, vista la non qualità delle scelte, oltre che per Roma, anche per Milano e altrove.
Capitalizza sulla fedeltà, il leghista si direbbe trinariciuto. Ma ha perso l’onda. Ora perfino sotto la concorrenza - non attiva, non ostile, per delusione - di Giorgia Meloni.
Era il Centro, il primo partito storico e il primo per consistenza, con ben il 34 per cento dei suffragi,  ha provato a fare la destra. Ma non sa come. Per il vaccino, contro? Per l’assistenzialismo, contro – nessun rapporto con gli imprenditori? E non sa con chi: Trump? Putin? Le Pen? Orbàn? Con l’Europa, contro? Le prova tutte, nessuna gli riesce. E non ha, caso unico, più nessun legame internazionale.
Vinse tutto quando aveva a consulente, o consigliere, Steve Bannon , uomo certamente di destra ma accorto gestore elettorale – ha perfino fatto eleggere Trump. Con lui è rimasto a mezza strada, tra Washington e Mosca, senza mai incontrare Trump o Putin (ma dalle loro superstrutture, si direbbe a naso, da allora sorvegliato speciale).

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