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giovedì 22 gennaio 2026

Ombre - 808

“Svolta di Trump dopo le minacce”, “Groenlandia, giravolta Trump”, “Lo sbarco in Svizzera con l’aereo sbagliato”, “Donald, la gaffe su Zelensky”. Col prezzemolo Cottarelli, “L’obiettivo è dividersi”.  Si resta basiti leggendo i giornali: è incompetenza? partito preso anti-Usa? Solo “il Messaggero” sa leggere la giornata: “Groenlandia, niente nuovi dazi”. Come è possibile che giornali e tg continuino a leggere Trump come Trump vuole che sia letto, il tipo “capace di tutto”? L’Italia ha perso il senso della politica?
 
“Kuleba: «Fedeli all’Ue senza litigare con l’America. L’Europa dovrà svegliarsi e gestire la sua difesa»”. In due battute la posizione dell’Europa possibile e dovuta. Ci pensa solo l’ex ministro degli Esteri di Zelensky. Si vede non abbastanza fedele al presidente-dictator ucraino, ma diplomatico e figlio di diplomatico. Un po’ pure italiano – dell’Italia come buonsenso - per aver passato qualche tempo a Atripalda, dopo Cernobyl.
 
“«L’obbedienza non dà sicurezza», Carney consacrato come l’anti-Donald”. Tripudio al “Corriere della sera”, dalla prima pagina (Gramellini) alla sesta. Ma chi è Carney? Il primo ministro del Canada.
Una volta si emigrava in Canada per non poter andare negli Stati Uniti. In paese molti (cinquecento?) si stabilirono a Halifax, a portata di barca dal Maine (lo stesso stato dove poi sono sbarcati i somali che ora Trump vuole espellere).  
 
Macron ha un problema agli occhi, e a Davos si protegge con un paio di occhiali a specchio. È arrivato per primo per prendersi i riflettori. Anche questo è, come dire?, normale. Ma che cos’ha da dire? Che l’Europa deve fare la guerra a Trump, i.d. all’America. Lo diceva De Gaulle, per la gloria, da vecchio, tanto nessuno lo prendeva sul serio. Ma Macron, un ragazzetto tanto per bene?
 
C’è un ricattatore, professo, che ruba la posta altrui, Corona. Ma “fa giornalismo” e quindi la legge lo protegge – libertà di stampa. Gli aggrediti devono difendersi, con forti spese di avvocati, perdita di onorabilità – il privato in pubblico è per sé osceno – e perdita della pace.
La legge veramente lo condanna, anche senza processo, la violazione del segreto epistolare si persegue d’ufficio, il famoso art. 616 CP, ma i giudici no. Si assicurano contro Corona?
 
Giovanni Zannini, avvocato, recordman delle preferenze al voto regionale in Campania a novembre, va arrestato, secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere, per corruzione e concussione. Pagata con una “vacanza a Capri a bordo di uno yacht”. Non ora: “I fatti contestati risalgono al 2023”. Ora l’avvocato ha cambiato casacca: prima era del Pd, ma si è fatto rieleggere con Forza Italia. Poi dice che i giudici sono disattenti e fannulloni.
 
Non si divide in nulla il governo Meloni, guerre, scandali, inchieste, ma sulle banche sì. Un leghista alla Consob avrebbe consacrato lo tsunami di Giorgetti e Salvini su Piazza Affari e sulle banche - Mps con Mediobanca e Generali, e Bpm con la fidata Agricole.
Però, certo, la Lega vuol dire Milano: nacque alla grande politica nel 1992 grazie a Milano 1, la circoscrizione dei “belli-buoni-e-ricchi” della città – veniva da un deputato e un senatore, due collegi uninominali provinciali.
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“Uccidere Khamenei non farà cadere il regime”. Briscola! Ma è un titolo di Cazzullo sul “Corriere della sera” in dialogo con i lettori. Dove si dimostra che con i tuttologi, anche senza social, la politica estera è una cosa semplice semplice.
 
E così Banco Bpm cambia lo statuto per “fare spazio ai francesi”. È curiosa la scelta del Banco di darsi ai francesi invece che a Unicredit. Con i quali condivide il “territorio di attività”, esponendosi inevitabilmente al ridimensionamento Antitrust. Solo per salvare la poltrona all’ad Castagna? E perché il governo ha preferito Agricole a Unicredit, il salviniano Giorgetti e la presidente Meloni – al punto di subire una censura da Bruxelles? Non avranno lavorato per Le Pen, la sorella del cuore di Salvini?
 
Richiamato da Bruxelles per l’uso improprio del “golden power” contro Unicredit, il governo fa sapere di avere chiuso la pratica. Questo è quello che si legge, in realtà la Ue attende ancora la risposta. Albuquerque, la commissaria agli Affari Finanziari che ha posto la questione, fa capo al parlamento europeo ai Popolari (centro-destra), la Lega di Giorgetti e Salvini, che ha gestito l’affare Bpm-Agricole, ai Patrioti di Orbàn, che è un reduce dei Popolari. Ma Albuquerque è una politica navigata. Più volte ministro in Portogallo, anche al Tesoro.  
 
Mezza paginetta, taglio basso, per la dataroom di Milena Gabanelli sul “Corriere della sera”, “Soldati israeliani in crisi. Traumi di massa e suicidi”. E niente richiamo in prima - manca solo il “controllo parentale”. A chi fa male, a Netanyahu? È così forte? Il giornalismo che si censura è una novità. Una “room” basata sui dati e le riflessioni del ministero della Difesa israeliano.
 
Ogni giorno sul giornale, a ogni tg, sempre il “tecnico” Calenda, e il tourné influencer Renzi. Come già per Monti, Montezemolo, perfino Della Valle. Briciole dell’eredità di Scalfari e “la Repubblica”, del “bello-e-buono” impolitico che fa giustizia della politica, la megera.
 
È passato un anno dacché Trump è rientrato alla Casa Bianca e non ha licenziato nessuno: nessun ministro, nessun consigliere, nessun collaboratore. Sempre egomaniaco, ma non come, per questo aspetto, nel 2016. Vorrebbe cacciare Powell, altro suo nominato, ma per vie legali. Sta rinsavendo? Noi europei dobbiamo vigilare su Trump.
 
L’Europa fa faccia feroce contro l’imperialista Trump, e schiera in Groenlandia, grande quanto la metà della Ue, 2 milioni di kmq contr 4, le sue truppe, qualche centinaio di uomini. I tedeschi, dodici, dopo un paio di giorni se ne sono tornati a casa. Poi pure gli altri. È l’Europa stupida – magari il “tycoon” ha ragione? Certo, un tycoon di merda contro tanti cervelli, Macron, Starmer, Merz, Tusk, i quattro moschettieri, non c’è partita - Zelensky oggi li ha spernacchiati, ma chi è Zelensky?
 
Che fine ha fatto la confisca degli asset russi, ben 210 miliardi, fatto senza precedenti nel diritto internazionale, che tanto appassionava- in Italia – giornali e giornalisti che non ci capivano nulla. All’improvviso sono spariti. Come una realtà che c’è e non c’è. Onirica? Dell’informazione come politica? Un miraggio, dell’ignoranza?

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