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domenica 25 novembre 2018

Ombre - 441

Dunque, rivela “Der Spiegel” con i Football Leaks, i segreti del mondo dello sport, non smentiti nella fattispecie dalla Uefa, che il madridista Ramos, palesemente alterato a fine partita, la finale di Champions Juventus-Real Madrid del 2017, a Cardiff, 
protagonista di una simulazione colossale che giustificò la pronta espulsione del juventino Cuadrado da parte dell’arbitro tedesco Felix Brych, era drogato. La cosa è stata accertata, ma l’Uefa ha ritenuto di non intervenire. Né contro il calciatore né contro il club, e tanto meno sull’esito del match. La droga era stata somministrata al nervosissimo Ramos per errore dal medico che ne curava un’infezione.

Quella di Ramos sembra una barzelletta e lo è. Ma il presidente della Uefa, lo sloveno Ceferin, è  a quel posto per la sponsorizzazione di Florentino Perez, il potente patron del Real Madrid. Che ne ha per tutti, di disponibilità. Si dice che lo sport è business, ma il business è mafia – dobbiamo credere ai detrattori del mercato, anche ora che Marx è morto?

Ora Ceferin è sponsorizzato da Andrea Agnelli, il presidente della Juventus,  ora che Perez non se la passa molto bene. Come dire che non c’è consolazione per i tifosi: li mettono sempre nel sacco. Dello sport resta un po’ di napoletana ammuìna, quanto basta per pagare il biglietto, e l’abbonamento tv, con abbondante e ricca pubblicità.

L’espulsione di Cuadrado a Cardiff non fu un errore. L’arbitro Brych vide benissimo la simulazione. Ma, arbitro tedesco di mezza classifica, era stato sbalzato da Collina e Ceferin ad arbitrare la finale: si pagano servitù per questo. La finale andava bene per il Real, ma non era ancora assicurata: Briych autorevolmente la assicurò.

“Emergenza rifiuti? È colpa della chiesa”: è la “satira preventiva” di Michele Serra oggi su “L’Espresso”. Ma non è una stramberia: “Secondo il noto antropologo Levi-Pumpkin, l’accumulo è frutto del culto delle reliquie” – c’è tutto il politicamente corretto, compreso il non detto.  

Il nuovo che avanza è in Rai il pensionato Freccero. A suo tempo berlusconiano, poi antiberlusconiano. Un po’ come il presidente Foa. Ora entrambi mezzo leghisti e mezzo 5 stelle.  Buono per tutte le stagioni è sempre la ricetta. Non solo nel raiume.

Trump manda a dire agli europei di diffidare dei colossi cinesi dell’ict, Huawei e Zte. Scandalo delle “potenze “ europee, da vergini offese. Dimenticando che i giganti cinesi sono di proprietà, dirette e indiretta, del governo cinese, del partito Comunista cinese. Dimenticando anche che l’allarme, prima del grasso odiato tycoon Trump, era stato dato dalla prima amministrazione Obama.

Campeggia in prima sul “Corriere della sera”, e poi in una pagina amorevolmente dedicata, con due giornalisti d’eccezione, fatti rientrare alla bisogna dai rispettivi uffici di corrispondenza, Mazza e Valentino, una intervista col ministro iraniano degli Esteri, di cui non mette conto riportare il nome perché non conta niente, per dire furbo che “l’America non conta nulla”. E magari il “Corriere della sera” non è stato pagato. Siamo già agli ayatollah? È questione di logge?

Il ministro degli Esteri degli ayatollah confida anche al “Corriere della sera” che negozierà con l’Europa ma non con gli Stati Uniti. Quel Trump, dice, “è inaffidabile”. Perbacco.

Viene l’Inghilterra al primo posto per i “crimini di odio” dettati dal pregiudizio razziale o religioso – in Inghilterra vale solo il primo. Il paese che per primo e più larghezza ha accolto africani e asiatici. Né si è impoverito – non più da alcuni decenni, dopo gli anni duri della guerra e postbellici. Il razzismo è una forma di odio ancestrale? Non politico, né culturale.

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