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mercoledì 19 gennaio 2022

Ombre - 597

Carlos Tavares, ad di Stellantis (Fiat-Peugeot): “Un anno fa ho notato che in Italia il costo di produzione di un’auto era significativamente più alto, a volte il doppio, rispetto alle fabbriche di altri paesi europei, nonostante un costo del lavoro più basso. Questo ha a che fare con l’organizzazione della produzione”. Dopo la cura Marchionne, la Fiat era ancora all’Ottocento.

“Un problema particolare che riguarda l’Italia è il prezzo fuori misura dell’energia”, spiega ancora Tavares. Terreno di pascolo, si sa (ma non si dice), per tutto il sottogoverno. Specie per quello democristiano, l’energia è “bianca”, ma non solo. Senza cuore, bisogna però dire: come si fa a far pagare il kWh il doppio che fuori d’Italia, anche all’industria? Mettendoci dentro perfino degli “oneri di sistema”, il finanziamento, legale, abbondante, che paghiamo in bolletta ai compagnucci della parrocchietta che piantano qualche pala eolica, di seconda mano   

 

Il dentista che si fece vaccinare su un braccio finto, di silicone, per paura di una puntura, riapre lo studio. Ma che dentista è, che deve fare le delicate iniezioni anestetiche in sulle gengive ai pazienti? Si va dal dentista alla cieca?

 

Fanno un po’ pena le Generali preda infine della finanza cattolica – la Fondazione Del Vecchio è scesa a Roma in campo, con la Fondazione Sanità Cattolica del Vaticano, contro i predatori ambrosiani. Fanno pena perché sono preda di un gioco di potere, non di un investimento, di un rilancio, di una prospettiva.

 

Già vent’anni fa Generali furono oggetto di scalata cattolica, a opera di Bazoli. Bloccato da Antonio Fazio, governatore della Banca d’Italia, allora grande azionista – un altro cattolico, ma dello stampo sturziano, “popolare”. Che per questo poi finì all’inferno: l’anima cattolica è sempre e solo di potere.

 

È affascinante - romanzesca dopo lo sdegno - la campagna di Berlusconi per farsi presidente della Repubblica. A 85 anni. Malato. Condannato. Tirato in ogni piega del viso, e probabilmente del corpo, fino quasi all’immobilità. Un uomo solo, evidentemente. Senza figli, che pure ci sono, che lo aiutino. Senza amici, che pure ci sono, Confalonieri, Dell’Utri, Verdini.

 

È però strano che i media, che per trent’anni hanno maltrattato quest’uomo, prospettandolo ladro, corruttore, evasore fiscale, stupratore, di minorenni, ne discutano (rispettino) la candidatura al Quirinale. Quanto di più sciocco e ridicolo. Solo il potere conta: il “realismo” del potere, che è ciò che unisce gli (ex) democristiani con gli (ex) comunisti. Tutti persi, come Berlusconi?

 

Singolare anche la mancanza di autonomia, di giudizio politico, degli atri capi del centro-destra, Salvini, Meloni, Toti eccetera. Come se non sapessero che la candidatura Berlusconi è una trappola – alla quarta votazione avranno un presidente che non hanno scelto. Non sapersi regolare nei confronti di un leader vecchio e fuori dal mondo è perfino incomprensibile, più che una mancanza di senso politico, di leadership.

 

Si tace del Kazakistan che è centro di snodo, ferroviario, autostradale, della via della Seta cinese terrestre. E che Putin, ristabilendo l’ordine, ha gettato un ponte più solido con la Cina.

 

Si tace anche che la Lituania, sfidando Pechino col riconoscimento di Taiwan, certifica l’improba difesa di Putin, dell’“assedio” che la Russia subirebbe dai paesi Baltici, oltre che dall’Ucraina. La politica estera non fa notizia? E come se la fa.

  

Non è vero che il sindaco di Roma Gualtieri nei suoi primi cento giorni ha solo promosso i netturbini e i compagnucci della parrocchietta (un centinaio di trombati di partito li ha fatti consulenti): ha anche rimosso tremila cestini della spazzatura, commissionati da Raggi a un architetto non della parrocchia.

Però, sembra di sognare - Gualtieri è anche un professore, di storia.   

 

Il Csm, che pure il presidente Mattarella presiede, continua a varare nomine, a capo della Cassazione dopo la Procura di Roma, che sono regolarmente cassate dal Consiglio di Stato, per la forma e per la sostanza. Nomine irrituali, e anzi illegali, contro le procedure e i titoli, e tutte di parte politica, di Magistratura democratica.    

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