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Ombre - 805
“Fratelli, figli e anche mogli. La «Dinasty»
campana tra eletti, bocciati (e veleni)”. E poltrone. I fratelli Manfredi, i De
Luca padre e figlio, i Mastella padre e figlio, i Fiola padre e figlia, i Mensorio
padre e figlio.
Tutti Pd. Si sarebbe
detto il “familismo amorale” una cosa di destra, ma evidentemente no.
Curiosamente, si
tace sui trascorsi di due eletti in Campania con la destra – quindi semplici
consiglieri regionali non in corsa per assessorati – della “dinasty” campana.
Di Ettore Zecchino (Fdi) che è figlio di Ortensio, lo storico che fu ministro
dell’Istruzione dei governi D’Alema e Amato. Mentre di Michela Rostan, ora leghista - di cui si dice
che è figlia di un sindaco di Melito di Napoli, che non è vero - si tace che è
stata per molti anni parlamentare Ds e poi Pd.
Quanto a Melito di Napoli, che ha avuto sindaci sempre
di sinistra, è il comune italiano più densamente costruito.
Oggi si celebra la “vittoria di Sheinbaum”, la presidente
del Messico: “Export record verso gli Stati Uniti”. Eravamo rimasti alla “guerra”
che Trump faceva al Messico. La merce è passata di contrabbando? Trump aveva
perduto la guerra? Non era vero niente?
Più in generale, brindiamo a fine anno col “Foglio”,
pur apocalittico: “Il commercio batte i dazi, la povertà diminuisce e anche sull’ambiente
ci sono buone notizie”. Con l’aggiunta: “Ma soprattutto le democrazie sono ancora
forti”. Perché, si erano indebolite? “Tutti dati che smontano la catastrofica
fabbrica delle percezioni”, premette Cerasa. Cioè i giornali.
Fondi raccolti pro Palestina sono stati passati a
Hamas, e per questo arresti sono stati disposti a Genova. Ma subito Piacente, il
Procuratore Capo della stessa Genova, e il Procuratore Nazionale Antimafia Melillo
emettono un comunicato per dire che “le risultanze investigative non intendono
in alcun modo oscurare la gravità dei crimini commessi contro la popolazione
palestinese dopo il 7 ottobre 2023 nel corso delle operazioni militari condotte
dal governo israeliano, sui quali è atteso il pronunciamento della Corte
Penale Internazionale”. Cioè, non per dire quello che dicono, che è
nell’ordine delle cose, ma per dire che loro sono con gli arrestati.
Piacente è in contrasto coi suoi Procuratori? E
perché non si dimette? E che c’entra l’Antimafia? O c’entra?
Ma, poi, chi sono questi due giudici, che hanno fatto
di tanto buono da meritare cariche così alte?
Si litiga a destra fra intellettuali di destra, su chi
è più bravo: Veneziani, Giuli, Sangiuliano, Guerri. Litigandosi il “vero”
Nietzsche, e perfino Marx - che non “ci azzeccano”. Avrebbero molti nomi all’arco,
Céline, Pound, Hamsun, oltre il solito Tolkien, ma non si ricorda che li
abbiano letti veramente – non ne hanno mai scritto. Si vede che non gli piace
leggere – questa non è un’invenzione della sinistra.
Un ex parlamentare russo, perseguito in patria con
ordine di cattura internazionale per essersi appropriato di un centinaio di milioni
di euro dei fondi di solidarietà, e per questo arrestato a Linate, è “un magnate”, “il magnate”, etc, per il
“Corriere della sera” e “la Repubblica”. Trump invece è il “tycoon”, in una
mezza dozzina di titoli, ogni giorno – che anche giornalisticamente, come mestiere,
è deprecabile: lo stesso termine in più titoli “sbatte”. Ma si vede che la
desovietizzazione non è ancora arrivata in redazione.
Trump è in Italia inesorabilmente il tycoon, quanto
di più spregevole, dal “Foglio al “Manifesto”. Sa di vecchie zie, che non ammettevano
in casa dei nonni amici-amiche di scuole se-perché figli-e di commercianti –
“negozianti”.
Universale è anche, in Italia, il vilipendio della “borghesia”,
mentre non c’è altra classe: l’Italia è, da destra a sinistra, un paese
“tipicamente” piccolo borghese - checché voglia dire (acrimonioso?).
La Germania scassatissima, in recessione e senza
piani (salvo quello cervellotico dello spilungone Merz, che vuole farne una potenza
militare – la Germania?), se la prende con la Ue – peggio di Salvini. Il problema
dell’Europa non sarà la Germania? È un assunto anche facile da dimostrare, almeno
dalla riunificazione in poi – prima, la Germania di Bonn, con i russi a Berlino,
aveva bisogno di tutti, perfino dell’Italia. Ma non se ne parla. Neanche come
ipotesi.
Si celebra Natale a Betlemme, con gli auguri del
presidente israeliano Herzog. E un messaggio di auguri anche di Netanyahu. Che,
osannato dagli evangelici americani, i più sionisti, può anche dire che i cristiani
“solo da noi nella regione possono professare e prosperare”.
Naufragio su un barcone al largo della Tunisia, morte
“almeno 116 persone”. È la notizia della vigilia di Natale, dopo il papa, Betlemme,
la mensa di Sant’Egidio e Zelensky. Centosedici morti, che sono? Sono che l’Europa
ha bisogno di immigrati ma non sa ancora, dopo trent’anni che ne ha bisogno, organizzarne
i flussi. Dal 1997 ininterrottamente muoiono ogni anno in mare centinaia e poi
migliaia di migranti. Anche quattro o cinquemila l’anno tra la Libia, la Tunisia,
la Turchia e l’Italia o la Grecia. E niente. Che Europa è questa - o lo è sempre
stata, un piccolo uroboro, la “civilizzazione” è solo autoreferente?
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