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sabato 3 gennaio 2026

Trump sulle orme di Reagan, atto secondo

Il 25 ottobre 1983 aviazione, esercito e marina americani invadevano Grenada, “il secondo più piccolo Stato indipendente del continente americano (dopo Saint Kitts e Nevis)”, un po’ più piccolo di Caracas, su ordine del presidente Reagan – la regina Elisabetta II, capo di Stato di Grenada, non obiettò, e la vittoria fu immediata. Trump lo ha imitato la notte tra il 2 e il 3 gennaio. Anche lui senza l’autorizzazione preventiva del Congresso – come aveva fatto Reagan. Ci potrà essere anche oggi, come nel 1983, una censura congiunta del Congresso, per avere il presidente violato le prerogative costituzionali del Congresso di dichiarare guerra. Ma la guerra non è stata dichiarata, è stata fatta. Come operazione di polizia - narcotraffico, corruzione (proprietà in America), nazionalizzazione interessi americani, emigrazione forzosa.
Trump è sempre più sulle orme di Reagan – come da un copione. Come già con le misure economiche – indebolimento del dollaro, aumento delle esportazioni - analoghe all’accordo del Plaza che Reagan volle e ottenne nel 185. Allora per mettere la museruola al Giappone, oggi alla Cina - con Europa, Canada, Messico etc. “falsi scopi”.
Resta il terzo volet dell’immedesimazione. Reagan, allora il cattivone del “mondo libero”, cioè dell’Europa occidentale, quello che aveva voluto gli euromissili contro la Russia e minacciava lo scudo spaziale, figurarsi, ne è poi diventato il santo, quando il sovietismo scoppiò. A quando Trump santo?

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