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martedì 26 settembre 2017

Ma che sport è il calcio

Non è una cosa seria, la condanna del presidente della Juventus per contatti “a sua insaputa” coi bagarini, uno dei quali figlio di un emigrato calabrese a Torino parente di un mafioso. Non lo è per l’impianto accusatorio del prefetto Pecoraro, e per la senteza di condanna, apertamente dileggiatrice dell’accusa.
C’è naturalmente il solito sostrato napoletano in questo processo farlocco. Di Pecoraro come dei giudici veri, Beatrice e Narducci, e di un ufficile anche allora dei Carabinieri, di nome Auricchio, come il provolone. Di astio cioè contro il club torinese, oltre che di spensieratezza.
Pecoraro è anche uno che come prefetto di Roma dialogava con gli ultras violenti, violenti in proprio, non parenti di mafiosi, invece di arrestarli. Come dire ancora una volta: liberateci daio prefetti. Ma c’è un calcio che sarà pure molte cose, anche intrighi, certo non uno sport.
Impossibile vedere Fiorentina-Atalanta e non vedere che l’arbitro Pairetto gioca a favore dell’Atalanta – ha scommesso sull’Atalanta? Si dice che gli errori si pareggiano nel campionato, ma tre rigori sbagliati, anche troppo sbagliati, non sono un errore.
A Parigi lo sceicco padrone del Paris Saint-Germain ha offerto un milione a Cavani se rinuncia a tirare i rigori, lasciandoli a Neymar. Forse non è vero, ma è per queste cose che il calcio fa notizia. Atltetismo? Tecnica?
È il calcio infetto, o il mondo che ci gira attorno, media e tifosi?
‘Ncoppa all’ennesimo scandalo napoletano sulla Juventus, il titolo ha fatto un guadagno record in Bors.


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