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martedì 2 dicembre 2025

Tutti da Goffredo

L’arcipelago è nazionale, di fatto – “Voci e luoghi della cultura italiana” è il sottotitolo. Non è un libro sul Sud, né si può dire visto dal Sud, se non per l’esperienza di Fofi con Danilo Dolci negli anni giovanili, formativa probabilmente ma limitata. Né c’è una prospettiva meridionale o meridionalistica in Fofi. Ma molte rivendicazioni, questo sì, in forma di “riconoscimento”, di persone e realtà meridionali sottaciute o equivocate.
Una antologia di scritti di Fofi e delle “vite” da lui raccontate in varie trasmissioni radio, organizzata e rivista dallo stesso autore, fino al 16 giugno 2025, alla vigilia della morte – quel 16 rivide l’ultimo, Sciascia. Impaginata in ordine alfabetico.
“Vite” anche di una pagina, Di Vittorio, Giuseppe De Santis, Jolanda Insana. Più spesso di due, il dimenticato Marotta, Modugno, De Rita, Ernesto De Martino. Molti sconosciuti. 
Una rivisitazione – curiosamente, tema agonico. Di persone più che di personaggi. Come di una grande, estesa, compagnia, di amici e di conoscenti, che Fofi ha voluto rivivere, fra i tanti suoi scritti. Attorno a sé, come per un saluto. 
Da socialista – “l’ultimo dei socialisti”: “A casa mia si leggeva l’“Avanti!”. Il cinema più aperto al paese reale era di socialisti, Germi, Monicelli, Comencini. Sul Meridione, tra “Nord e Sud”, liberale, e “Cronache meridionali”, comunista, “per quel che nel mio piccolo mi riguarda mi furono utili in particolare il ‘Mondo operaio’ di Raniero Panzieri, i saggi di Gaetano Arfè, e le terze pagine dell’‘Avanti!’, quando a dirigerle erano Luciano Della Mea e Franco Fortini”.
Non c’è Saviano, non ci sono gli eroi della Grande Letteratura Mafiosa, ma c’è “Gomorra”. Molto, la parte migliore, Fofi riconosce alla scoperta di Fabrizia Ramondino ed Enrico Pugliese del “proletariato marginale”, Con “la teoria, allora scandalosa, che il sottoproletariato napoletano era in realtà un «proletariato marginale» che lavorava assai spesso per le grandi industrie del Nord, per le maglierie della Spagnoli, perugine, per le fabbriche di scarpe di Valentino milanesi, eccetera” – la scoperta del lavoro à façon, noto ovunque eccetto che alla Cgil-Pci.
Una galleria di molti personaggi. Molti dimenticati, di Napoli, la Puglia, la Sicilia. I due ricordi più intensi, di Carmelo Bene e Carlo Cecchi curiosamente nasconde dentro il medaglione “Palermo, Teatro Garibaldi”.
Goffredo Fofi,
Arcipelago Sud, Feltrinelli, pp. 344 € 22 

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