Niente Filosofia per i militari all’università: Bologna
“alma mater” filo-Soros sulle piste del “Che” Guevara – che però i militari li ha
voluti all’università? Da qualche tempo. Era al centro della politica moderata
a inizio millennio, con Prodi, Casini, Fini, Nomisma, i circoli. Poi è passata alla
goliardia con le “sardine”. E subito poi alla guerriglia urbana, col sindaco
che dà le chiavi della città alla temibile Albanese, e non vuole israeliani a
Bologna nemmeno se giocano a basket – anzi vorrebbe puniti gli agenti che li
hanno protetti. I bolognesi sono diventati troppo grassi, si annoiano?
Dieci righe e una fotina al corteo romano di Greta –
poco di più in cronaca romana: “la Repubblica”, il gruppo Elkann, serra i ranghi
dopo l’assalto alla “Stampa” a Torino. I terribili anni Settanta sono
ineguagliabili, e poi non ci sono più i furbi incitatori, né Ottone né
Scalfari, ma l’albero dell’odio è sempre vivo. E sempre, farà pure vendere
qualche copia, ma ha un solo frutto, velenoso.
Il consigliere Yermak sostituito dal consigliere Umerov
può fare avanzare il negoziato con la Russia, ma nel senso che l’Ucraina dovrà
accettare le condizioni di Putin. Una debolezza si aggiunge a una debolezza. E
c’è anche Mindnich, il socio in affari di Zelensky, in fuga da un anno. E c’è
il tentativo di Zelensky qualche mese fa di indebolire l’autorità anti-corruzione.
Soprattutto riemerge quello che si sapeva prima dell’attacco russo, che l’Europa
si è assunto con l’Ucraina un compito gravoso, molto.
Settimana di passione per l’oro: resta alla Banca
d’Italia, se lo prende Meloni? Pagine su pagine, sdottoramenti di esperti, scenari
apocalittici, mentre era solo un’esca del governo per distogliere l’attenzione dai
punti controversi della Finanziaria. Se le cose non si dichiarano, i media non
le capiscono.
Demografia, produttività, pil, “Italia in coda tra i paesi dell’Eurozona”: Trovati implacabile sul “Sole 24 Ore” documenta ritardi
inoppugnabili dell’Italia negli ultimi dieci anni. E potrebbe aggiungerci la
diffusione della “povertà percepita”. Se non che l’Italia è un Paese invidiato,
per il suo tenore di vita – invidiato in Europa e fuori, anche in America. E uno
non se lo spiega. Il pil stagnante sì, perché la produzione italiana è legata
alla (ex) Fiat-automotive e alla Germania, che sono da anni in crisi. Ma riesce
ancora a risparmiare – troppo, secondo le banche. E il risparmio, non statisticizzato,
spiega il “miracolo”.
Isolato ma eloquente (dirimente), sempre sul “Sole”, il
lamento di Confindustria: “Per gli alti costi dell’energia stiamo perdendo
pezzi d’industria”. E questo è vero. Da cinquant’anni, dalla crisi del petrolio
del 1973. L’Italia, paese probabilmente unico in Europa, non solo non si è mai data
una politica dell’energia – a parte il “risparmio” (alti costi? meno consumi! –
non una grande politica).
Però, i manovratori dell’operazione
Mps-Mediobanca-Generali erano intercettati da tempo, Lovaglio e Caltagirone. E i
gestori di Akros. E i dirigenti del Tesoro. E su che basi? Si pensava su un esposto
Unicredit per l’esclusione un anno fa dall’asta Mps che ha avviato la caccia a Mediobanca-Generali.
Ma l’esposto non c’è. Ora si dice l’indagine avviata su una denuncia per diffamazione,
di Mediobanca, cioè dell’ex amministratore Nagel. Ma allora siamo alla
primavera. Mentre Tesoro e Akros erano intercettati un anno fa, e anche prima.
“Anonima Nigeria”, i vescovi italiani scoprono su
“Avvenire” che in Nigeria si fanno rapimenti a raffica, specie di ragazzini, specie
nelle scuole cattoliche. Che si fanno da anni, se non da decenni. Hanno i
riflessi ritardati? Pensano che il vangelo sia il dialogo delle fedi? Con i
mussulmani? Che sono quelli che rapiscono.
All’assalto alla scuola cattolica, 300 ostaggi fra bambini
e insegnanti, giustamente cinque colonne, si affianca un colonnino del papa,
che rimuove il vescovo di Cadice – non ha sanzionato bene la pedofilia. Non
aveva altro cui pensare. È il ritratto della chiesa, che non capisce in che
mondo si trova. Forse per l’anestetico del dialogo delle fedi. Al quale però crede
– se ci crede – sol lei. Tanta barbarie nelle altre fedi monoteiste è senza
precedenti – come ogni barbarie.
Perfino “il Foglio”, il giornale intelligente della
destra, si lascia irretire dalle modelle rivestite di tuta mimetica, come quelle
che “hanno spezzato un tabù nell’esercito di Kiev”. Come quelle di Gheddafi. Che
le agenzie di pubblicità vendevano a Gheddafi, che le smerciava gratis ai media
occidentali.
“il Foglio” si cautela titolando “le droniste ucraine”,
assonanza molto dismissiva, quasi porno. Ma non se ne può più della pubblicità
professionale che dal primo giorno di guerra ha esibito l’Ucraina – degli altri
non sappiamo, perché ci facciamo un pregio di non sapere nulla di Mosca e
viciniori. Una “notizia” al giorno, roba di agenzie britanniche o di Madison Avenue,
che in questa guerra hanno trovato una miniera.
Fra tutti gli “obiettivi” che si potevano trovare i
kollettivi giovanili torinesi puntano “La
Stampa”, il giornale forse che più equamente ha coperto la guerra in
Palestina. Questa è una vera rivoluzione. C’è una ritualità persistente dopo il
Sessantotto: okkupazioni, manif, kollettivi. Che dovrebbero essere un rito di
passaggio all’età adulta e alla politica, e invece sono una deriva, di stupidità
oltre che di danni. Una componente, i danni, che nell’età del mercato pesa. Finora
soprattutto per le scuole, non per i giornali, che ci guazzavano. Ora non più?
Per la prima visita fuori d’Italia il papa Leone ha
scelto un dittatore. Anche integralista islamico, seppure per finta. La chiesa
si vuole proprio perdere, un martirio al rovescio?
Poi, a Istanbul, il papa Leone deve visitare la Moschea
Blu. Per celebrare la grandezza dell’islam. Non Santa Sofia, che fu un grande tempio
cristiano, poi museo, e Erdogan ha convertito in moschea. Anche il papa
americano, come già quello argentino, onora le massonerie (il mondo sunnita, da
Erdogan a Bin Salman, è il pilastro del libero pensiero)?
Il consigliere Yermak sostituito dal consigliere Umerov
può fare avanzare il negoziato con la Russia, ma nel senso che l’Ucraina dovrà
accettare le condizioni di Putin. Una debolezza si aggiunge a una debolezza. E
c’è anche Mindnich, il socio in affari di Zelensky, in fuga da un anno. E c’è
il tentativo di Zelensky qualche mese fa di indebolire l’autorità anti-corruzione.
Soprattutto riemerge quello che si sapeva prima dell’attacco russo, che l’Europa
si è assunto con l’Ucraina un compito gravoso, molto.
Settimana di passione per l’oro: resta alla Banca d’Italia, se lo prende Meloni? Pagine su pagine, sdottoramenti di esperti, scenari apocalittici, mentre era solo un’esca del governo per distogliere l’attenzione dai punti controversi della Finanziaria. Se le cose non si dichiarano, i media non le capiscono.

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