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domenica 29 marzo 2026

Ombre - 817

Che tipo di terrorista è il cardinale Pizzaballa, al punto da non consentirgli di celebrare Messa la domenica delle Palme? Certo, Netanyahu non si vergogna di niente – per questo è famoso. Ma non è solo: “un centinaio” gli oppositori in piazza a Gerusalemme, “un centinaio” a Tel Aviv.
Nello stesso giorno l’esercito israeliano uccide tre giornalisti in Libano, a sangue freddo, e gli Houthi geriscono dodici soldati americani in una base sorvegliatissima in Arabia Saudita. Non è un ritratto della guerra, ma lo è: è una guerra nata male che va a finire malissimo. Arrivano i marines, si dice come si diceva quando arrivavano “i nostri”, ma sarebbe un eccidio, di marines – occupare l’Iran, con i marines?
 
Non Trump ma Rubio, che ha o ha assunto un’aria diplomatica, riservata, all’uscita dal G 7 con i colleghi dell’Occidente, parla di Zelensky come di un avversario, per giunta bugiardo – “dice, l’ho sentito io, insiste, ripete, ma non è vero”. Manca poco che gli Usa lo mandino al plotone d’esecuzione. La guerra del resto gliel’hanno pagata (e un po’, probabile, gliel’hanno anche fatta, non solo per lo spionaggio). L’America si è accorta che con gli slavi la partita è sempre aperta.
 
Callas contro Rubio al G 7 (G 8, con la Ue invece della Russia?). Callas – Estonia – che accusa gli Stati Uniti di non avere fatto nulla per difendere l’Ucraina. Risposta ovvia. Mah, ci sono anche i  Baltici nella Europa orientale, non solo gli slavi.
 
Il papa americano che per la sua prima visita in Europa sceglie Montecarlo significa che non ha capito nulla di Europa – e con lui il suo cancelliere Parolin,  l’indimenticato autore della mediazione tra Russia e Ucraina (affidata al cardinale di strada Zuppi….). Che in Europa vige l’ipocrisia, come sapeva a praticava il suo predecessore, anche lui americano ma latino.
 
La Norvegia dei colossi, incubo dell’Italia del calcio, che spesso umilia, iene battuta con semplicità dall’Olanda. Da un’Olanda senza più fenomeni. Eccetto uno, Koopmeiners, che invece nella Juventus, dopo averlo pagato, e pagarlo, a caro prezzo, non lo fanno nemmeno giocare, se non per fare numero, tanto è inutile. Sarà questo Koopmeiners un furbo, oppure è il famoso calcio made in Italy?
 
Ma il gruppo Antenna, a cui Elkann ha ceduto Gedi, cioè “la Repubblica”, è un gruppo audiovisivo – di intrattenitori, non di giornalisti. In pratica ha comprato (ha anche pagato, oltre ad assumersi i debiti?) Deejay, Capital e le altre emittenti del gruppo Gedi. Nel quale la sola “Repubblica” ha in organico 250 giornalisti – per fare un giornale da 50 mila lettori (con res e al  50 per cento, essendo un giornale nazionale e non localizzato – non come il ”Corriere della sera” a Milano, “il Messaggero” a Roma, “La Stampa” a Torino, “Il Mattino” a Napoli).
 
Non si celebra Habermas in Germania tanto quanto sui giornali italiani. Qua e là, curiosamente, non si ricorda che è un sopravvissuto, giusto perché suo padre era un clinico e lo salvò dall’incenerimento: nato con una malformazione alla bocca, era destinato al Programma T 4 di Hitler, di “purificazione della razza”. Il destino di cui fu vittima un cugino di papa Ratzinger, portato d’autorità “al sanatorio” e mai ritornato. Mentre capita di leggere in contemporanea, su “7”, il pittore Baselitz, classe 1938, che solo ricorda: “Non conosco nessuna famiglia, davvero nessuna, dove ci fosse resistenza. Solo persone fiere di ciò che stava accadendo. I genitori erano orgogliosi dei loro figli diventati soldati”.
 
Non suscita scandalo, e nemmeno curiosità, che Israele abbia una lista di persone a da uccidere nel mondo. Nemmeno fra i detrattori di Israele. Ci si abitua a tutto? L’odio (la critica si trasforma in dio) si accumula, e si nasconde?
Una bella cosa non è. Nemmeno come tattica bellica - rafforza il Nemico, lo moltiplica.
 
Mentre Netanyahu invade il Libano dopo Gaza (il sud del Libano, fino al Litani), storici e politologi israeliani affermano e documentano anche l’invasione della Cisgiordania. Con la tecnica delle infiltrazioni. Di un’avanguardia di coloni armata, protetta da polizia, esercito e tribunali israeliani. E con l’arresto indiscriminato di giovani e non più giovani palestinesi, possibili terroristi, In un quadro di espulsione in massa. Possibile che in Israele bisogna avere una cattedra universitaria per rendersi conto di cosa succede?


Dopo trent’anni e infiniti lutti lo Stato rientra nelle telecomunicazioni. Era all’avanguardia nella cablatura, col progetto Saturno della Stet-Sip, ha voluto bloccare tutto per privatizzare, e si ritrova in mano una ex Sip fatta di niente, se non del nuovo progetto di cablatura. Dopo trent’anni. Non è la sola privatizzazione sbagliata. Non si discutono in Italia le privatizzazioni, perché volute e operate da Ciampi e Draghi. Ma la buona volontà non basta.

Morte e resurrezione - una Pasqua al cinema

Un Natale, o meglio una Pasqua, in abiti e situazioni borghesi, di (piccole) speculazioni, (piccole) superchierie, (ingenui) battesimi-rivelazioni, e (piccolo) femminismo d’epoca. Un uomo dabbene, solo abbandonato dalla moglie livorosa con la quale condivide l’affido dei figli, è accusato di colpa nella morte accidentale della figlia problematica, lasciata “cinque secondi” sola in canoa per rispondere all’ennesima telefonata intimidatoria della ex moglie. Con richiesta di risarcimento, da parte della ex moglie e dell’altro figlio, che la madre tiene sotto custodia. Si fa per questo un processo, cui l’accusato, che ha abbandonato per senso di colpa compagna e professione, per vivere isolato in un tugurio, una stalla affittata come immobile d’epoca, in una campagna spoglia, non ha nessuna voglia di partecipare per difendersi - ma poi ci va.   
Un racconto tanto semplice che sembra di vita vissuta - ma è anche una situazione comune, a parte la morte accidentale. Sul quale Virzì ha imbastito un piccolo capolavoro. Aiutato anche da un Mastandrea che sembra in ogni espressione la forma michelangiolesca – perfetta – del colpevole-vittima.
Ingegnoso l’innesto, a contrappuntare la miserevole vicenda di odi familiari, di un gruppetto di giovani patiti che vogliono e fanno rifiorire i campi abbandonati, viti, erbe e fiori. Capitanati da una “contessina toscanaccia”, personaggio anomalo, ma Virzì dopotutto è ben toscano, ossia la ragazza adulta. Ruolo per il quale ha dovuto ricorrere alla francese Galatéa Bellugi, che a trent’anni sa fare la ventenne senza pensieri.     
Paolo Virzì, Cinque secondi, Sky Cinema, Now