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domenica 5 aprile 2026

Cronache dell’altro mondo – cattoliche (398)

Il cattolicesimo attrae gli uomini della Generazione Z. I giovani tra i 20 e i 30 anni sono sempre più attratti dalla Chiesa cattolica. Perché cercano la verità, la bellezza e, sì, anche una fidanzata.
Nella parrocchia di Saint Joseph a New York il parroco stima che la partecipazione alle funzioni sia cresciuta di un quinto negli ultimi sei mesi. In precedenza il numero di persone che hanno ricevuto i primi sacramenti a Pasqua (battesimo, prima comunione o cresima) era stabile, tra i 13 e i 16 ogni anno. Nel 2025, 35 persone hanno ricevuto i sacramenti. Quest’anno, se ne prevedono 88.
Un anno e mezzo fa, se 60 persone si fermavano al rinfresco domenicale con vino dopo la funzione serale, la serata era considerata buona. Oggi, la media è di circa 200 persone.
Se ne sono date molte spiegazioni. Il bisogno dei giovani di avere “qualcosa di più”, che chiacchierare sui social o comprare. Opinando che in un mondo brutto e inautentico, il cattolicesimo offra bellezza e tradizione. Si indica anche come catalizzatore la morte dell’attivista conservatore Charlie Kirk (Kirk non era cattolico, ma si disse che fosse in transizione al cattolicesimo). Il vice-presidente J.D.Vance, già autore di un bestseller, “Elegia americana”, sulla povertà, familiare e ambientale, nella quale è cresciuto, pubblica ora un altro bestseller annunciato, sul ritorno alla fede religiosa, tramite il cattolicesimo.  
In realtà il rinnovato interesse sarebbe dei giovani. Dappertutto nelle parrocchie di roccaforti cattoliche come New York, Washington e Chicago, si registra crescente partecipazione dei giovani, in particolare di giovani uomini. Lo stesso avverrebbe nella Bible Belt.
Il rinnovato interesse dei giovani potrebbe però contrastare con l’andamento generale. Secondo una indagine Pew, per ogni giovane che entra nella chiesa cattolica circa dodici la abbandonano – il che però contrasta con le cifre globali di chi si professa cattolico, che aumenta e non diminuisce.

La Filosofia consiglia di fregarsene

Boezio non è grande filosofo, come non era stato grande statista, benché protetto dal padre adottivo e poi suocero, il potente umo politico, oratore e scrittore romano Simmaco. Non il più famoso Quinto Aurelio Simmaco, che wikipedia consacra “il più importante oratore in latino dopo Cicerone”, e l’enciclopedia cattolica “uno dei più autorevoli esponenti del senato e anima della resistenza pagana allo strapotere del Cristianesimo sul finire del IV secolo d.C”, ma il pronipote Quinto Aurelio Memmio Simmaco, anche lui senatore e uomo di potere nell’impero, nonché scrittore, ma cristiano, e anche fervente. Fu lui ad adottare il ragazzo Anicio Manlio Torquato Severino Boezio, quando restò orfano di entrambi i genitori, a formarlo nelle lettere e nella filosofia, e a sposarlo, con una delle proprie figlie. Severino ne seguirà la fortuna, e quindi presto la sfortuna, quando il barbaro (protonordista) imperatore Teodosio, da Pavia, dove già allora si diffidava dei romani, lo farà incarcerare – ai domiciliari. Nell’attesa della sicura condanna a morte, seppure in assenza di processo (la vicenda si concluderà con la decapitazione, il barbarico imperatore avendo creduto agli invidiosi accusatori), Severino si consola con la Filosofia. In versi e in prosa. Con lei discorrendo della fortuna, del potere (sula tema vanitas vanitatum), e della morte - per il cristiano, e anche per il non cristiano. A parziale discolpa di Teodosio si deve aggiungere che Boezio era già in quiescenza, e anzi reduce da un lungo esaurimento o depressione.
Un percorso senza sorprese: né agudezas né novità di pensiero. “Agli uomini giova più la sorte avversa di quella favorevole” – perché “è sempre vera”. Oppure: “Non sperare nulla, non temere nulla”. Cose così, ambigue seppure a fin di bene. E senza reale (auto)consolazione. Ma la saggezza al fondo delle fibrillazioni riesce gradevole, e forse anche utile, da rimemorare. È stato forse questo il segreto della straordinaria fortuna che “La consolazione” di Boezio ebbe nel tardo Medio Evo, specialmente in Dante, nella “Commedia” e nel “Convivio”. Mentre la chiesa ambrosiana provava ad avviarne la beatificazione.
In riedizione economica, l’edizione del 2010, curata da Maria Bettetini, con l’originale latino a fronte, tradotto (con felice pianezza, specie le parti in versi) da Barbara Chitussi. Il notevolissimo apparato di note, bibliografiche, storiche, poetiche, è di Giovanni Catapano, ora maturo professore di Storia della filosofia medievale. .
Severino Boezio, La consolazione di Filosofia, Einaudi, pp. XLIV + 287 € 12