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giovedì 12 febbraio 2026

Gadda recensore modesto

Non più ingegnere a mercede, neppure nelle comodità romane del Vaticano, risoluto a fare il letterato, quindi fiorentinizzato, e frequentatore assiduo dei caffè alla moda di piazza della Repubblica, Giubbe Rosse, Gilli, Pazkowski, ma “nel costante timore di «un’omerica mendicità»”, come presto scriverà a Contini, Gadda ebbe dai nuovi amici di conversazione la possibilità di guadagnare qualcosa con le recensioni. Non molto, ma in particolare fu aiutato dalla rivista “Solaria”, cioè da Falqui e Montale. Fu alla rivista che Gadda fece la conoscenza del giovane Contini, con cui avvierà una proficua intesa - in un primo momento non ben disposto verso le prime prose pubblicate da Gadda, “Polemiche” e “Pace sul direttissimo”.
Le recensioni cominciarono nel 1927, con “Solaria”. Sono prose misurate e composte, spiega Carmosino, niente a che vedere con “le future taglienti ironie e feroci stroncature”. Anche perché gli “vengono affidate le prose degli amici Ugo Betti, Bonaventura Tecchi (entrambi compagni di prigionia nel campo tedesco di Celle, Hannover), dell’amatissimo Bacchelli, di Giani Stuparich e di Paola Masino”. Ma “Solaria” gli pubblica anche un primo vero saggio critico, l’“Apologia manzoniana” - che entusiasmerà infine Contini.
Del personaggio Gadda nei caffè fiorentini Carmosin77o cita per esteso un ricordo di Montale uscito sul “Messaggero” il 9 gennaio 1994, col titolo “Il re dell’impossibile”: “Avevamo per lui curiosità, deferenza, ammirazione, stupore, incredulità”, per la sua cultura scientifica. “Poi scoprimmo”, continuava Monale, “anche la sua cultura umanistica e altre forme di cultura, ma tutto sotto un manto di riservatezza schiva; così, insomma, non voleva essere lodato, ammirato, preferiva dir male di sé, e anche degli altri naturalmente, ma insomma era un personaggio molto strano”. Non strano, molto.
Le recensioni che Carmosino segnalava hanno poi preso corpo in un volumone Adelphi, “Divagazioni e garbuglio”.
Daniela Carmosino, Tra estetica ed etica: Carlo Emilio Gadda critico militante, “Italianistica”. Vol 26, n. 2, maggio/agosto 1997), pp. 279-302

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