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Gadda recensore modesto
Non più ingegnere a
mercede, neppure nelle comodità romane del Vaticano, risoluto a fare il
letterato, quindi fiorentinizzato, e frequentatore assiduo dei caffè alla moda
di piazza della Repubblica, Giubbe Rosse, Gilli, Pazkowski, ma “nel costante
timore di «un’omerica mendicità»”, come presto scriverà a Contini, Gadda ebbe
dai nuovi amici di conversazione la possibilità di guadagnare qualcosa con le
recensioni. Non molto, ma in particolare fu aiutato dalla rivista “Solaria”,
cioè da Falqui e Montale. Fu alla rivista che Gadda fece la conoscenza del
giovane Contini, con cui avvierà una proficua intesa - in un primo momento non
ben disposto verso le prime prose pubblicate da Gadda, “Polemiche” e “Pace sul
direttissimo”.
Le recensioni
cominciarono nel 1927, con “Solaria”. Sono prose misurate e composte, spiega
Carmosino, niente a che vedere con “le future taglienti ironie e feroci
stroncature”. Anche perché gli “vengono affidate le prose degli amici Ugo
Betti, Bonaventura Tecchi (entrambi compagni di prigionia nel campo tedesco di
Celle, Hannover), dell’amatissimo Bacchelli, di Giani Stuparich e di Paola
Masino”. Ma “Solaria” gli pubblica anche un primo vero saggio critico,
l’“Apologia manzoniana” - che entusiasmerà infine Contini.
Del personaggio Gadda nei
caffè fiorentini Carmosin77o cita per esteso un ricordo di Montale uscito sul
“Messaggero” il 9 gennaio 1994, col titolo “Il re dell’impossibile”: “Avevamo
per lui curiosità, deferenza, ammirazione, stupore, incredulità”, per la sua
cultura scientifica. “Poi scoprimmo”, continuava Monale, “anche la sua cultura
umanistica e altre forme di cultura, ma tutto sotto un manto di riservatezza
schiva; così, insomma, non voleva essere lodato, ammirato, preferiva dir male
di sé, e anche degli altri naturalmente, ma insomma era un personaggio molto
strano”. Non strano, molto.
Le recensioni che Carmosino segnalava hanno poi preso corpo in un volumone Adelphi, “Divagazioni e garbuglio”.
Daniela
Carmosino, Tra estetica ed etica: Carlo Emilio Gadda critico militante,
“Italianistica”. Vol 26, n. 2, maggio/agosto 1997), pp. 279-302
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