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lunedì 9 febbraio 2026

I leoni tutti fratelli e famiglia

Un racconto profuso di vite ordinarie, di nascite, morti, matrimoni, fatica. Sotto minacce inevitabili: i briganti, il terremoto, il naufragio, il fallimento commerciale. Senza glamour “la saga dei Florio” è fatica. Quando non è disgrazia, per malattie, morti e debiti - col terremoto in mezzo, quello terribile del 1783. E ricominciamenti.
Le origini dei leoni di Palermo sono umili, artigiani del ferro, delle scarpe, in modesti borghi in Calabria prospicienti la Sicilia, Melicuccà e Bagnara. Il padre autoritario come tutti i padri, la madre generosa e compagna, gli eventi, brutti e buoni, immutabili: lavoro, matrimoni, nascite: “Una famiglia dove il lavoro è sacro, ma ancora più sacri sono i soldi e l’onore”. L’orizzonte sempre basso, modesto. La decisione finale di aprire bottega a Palermo, giusto una drogheria, un ascensore verso il cielo.
Della trilogia il volet più arduo: non c’era nulla da raccontare, non di romanzesco. Stefania Auci, volendo perpetuare il successo straordinario dei suoi “Leoni di Sicilia”, ne traccia il preliminare, la famiglia dei due fratelli fondatori della dinastia, nei venticinque anni prima dello sbarco a Palermo. La famiglia paterna, con fratelli e sorelle, alcuni premorti, fino a Paolo e Ignazio che decidono di tentare il piccolo commercio a Palermo – dove molti compaesani li hanno preceduti, dopo il terremoto del 1783. E a Giuseppina Saffioti, la moglie dell’uno, l’amore, corrisposto, dell’altro.
Un racconto di vite ordinarie: matrimoni contrattati per la dote, i figli “necessari”, braccia da lavoro, le mogli fattrici, gli orizzonti chiusi della vita di paese.
Fra tutte le figure familiari, un monumento alla madre, quella con molti figli, e quella che non può averne. E alla famiglia, con i suoi alti e bassi, nei rapporti con il padre padrone, o tra fratelli, e sorelle. “Una famiglia è come una stoffa: il marito è l’ordito, quello che dà la struttura, la moglie è la trama, quella che dà la morbidezza, il colore, la resistenza, e i figli sono i fili che la decorano. Più compatta è la trama, più robusta è la stoffa”.  
Stefania Auci, L’alba dei leoni, Nord, pp. 461 € 22

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