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La follia del caos
“Se le nostre vite iperconnesse ci stiano portando
verso una nuova instabilità, verso un tipo di follia contagiosa che gradualmente
si intrufola nel mondo ed erode la sottile linea che separa i fatti dalla finzione
e la realtà dalla fantasia” è il tema del saggio più vivace, meglio articolato.
Lo scrittore cileno ci arriva dopo essere stato tempestato
di messaggi da una sua lettrice americana ossessionata dal furto costante dei
suoi romanzi, che nessuno pubblica, da parte di autori di best-seller,
Kazuo Ishiguro, Matt Haig. Un rapporto che non riesce a troncare, anche perché
la donna “non ha l’aria di essere una pazza”: i suoi filmati la mostrano
“bionda, pallida, di bell’aspetto, sui quarant’anni e con una voce delicata”,
nonché fisica teorica, fisica matematica prima che scrittrice di romanzi, con
pubblicazioni scientifiche accreditate. Come mettere assieme il “siamo tutti
scrittori” e il complottismo fomentato da manie di persecuzione. Insomma, cercando
di trovare una chiave per la solitudine affollata che fa la messaggistica
diluviante nei social, o teatro libero per tutti.
Questo saggio Adelphi intitola “La cura della follia”.
Lo precede un saggio sul mondo caos, sulla realtà caos, sulla fisica del caos,
che Labatut “scopre” e articola con Lovecraft, Philip K. Dick e il mateatico
Hillbert, “il papa della matematica del ventesimo secolo”, letture occasionali.
A questo saggio l’editore dà il titolo del libro, “L’estrazione della pietra
della follia” – “La pietra della follia”, di cui anche, in breve, in Foucault,
è il nome di un dipinto di H. Bosch nella minigalleria del Prado che Filippo II
volle per il pittore fiammingo, di una sorta di cavadenti, assistito da un frate
e una monaca, che estrae dal cervello, dalla testa, la “pietra” che alimenta la
follia.
Il tema è semplice: “Il caos suggerisce che ci sia
qualcosa nel cuore delle cose che si sottrae alla nostra comprensione”. Ognuno
può vederlo: “Il senso comune suggerirebbe che piccoli cambiamenti provochino
effetti lievi”, e invece no, basta niente al computer di casa per variare tuta
la sua ricerca o costruzione.
Mai udito del battito di ciglia a Manhattan, del volo
di farfalla a Singapore, che sconquassi fanno, in fisica, per l’uomo einsteiniano?
Benjamin Labatut, La pietra della follia, Adelphi,
pp. 66 € 7
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