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giovedì 5 febbraio 2026

La follia del caos

“Se le nostre vite iperconnesse ci stiano portando verso una nuova instabilità, verso un tipo di follia contagiosa che gradualmente si intrufola nel mondo ed erode la sottile linea che separa i fatti dalla finzione e la realtà dalla fantasia” è il tema del saggio più vivace, meglio articolato.  
Lo scrittore cileno ci arriva dopo essere stato tempestato di messaggi da una sua lettrice americana ossessionata dal furto costante dei suoi romanzi, che nessuno pubblica, da parte di autori di best-seller, Kazuo Ishiguro, Matt Haig. Un rapporto che non riesce a troncare, anche perché la donna “non ha l’aria di essere una pazza”: i suoi filmati la mostrano “bionda, pallida, di bell’aspetto, sui quarant’anni e con una voce delicata”, nonché fisica teorica, fisica matematica prima che scrittrice di romanzi, con pubblicazioni scientifiche accreditate. Come mettere assieme il “siamo tutti scrittori” e il complottismo fomentato da manie di persecuzione. Insomma, cercando di trovare una chiave per la solitudine affollata che fa la messaggistica diluviante nei social, o teatro libero per tutti.
Questo saggio Adelphi intitola “La cura della follia”. Lo precede un saggio sul mondo caos, sulla realtà caos, sulla fisica del caos, che Labatut “scopre” e articola con Lovecraft, Philip K. Dick e il mateatico Hillbert, “il papa della matematica del ventesimo secolo”, letture occasionali. A questo saggio l’editore dà il titolo del libro, “L’estrazione della pietra della follia” – “La pietra della follia”, di cui anche, in breve, in Foucault, è il nome di un dipinto di H. Bosch nella minigalleria del Prado che Filippo II volle per il pittore fiammingo, di una sorta di cavadenti, assistito da un frate e una monaca, che estrae dal cervello, dalla testa, la “pietra” che alimenta la follia.
Il tema è semplice: “Il caos suggerisce che ci sia qualcosa nel cuore delle cose che si sottrae alla nostra comprensione”. Ognuno può vederlo: “Il senso comune suggerirebbe che piccoli cambiamenti provochino effetti lievi”, e invece no, basta niente al computer di casa per variare tuta la sua ricerca o costruzione.
Mai udito del battito di ciglia a Manhattan, del volo di farfalla a Singapore, che sconquassi fanno, in fisica, per l’uomo einsteiniano? 
Benjamin Labatut, La pietra della follia, Adelphi, pp. 66 € 7

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