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Un’abbuffata di italianità, indigesta
Nove milioni se la sono sorbita alla tv, dice
Auditel. Ma sarà stato per la “pasqualite” di Arbore – vediamo come andrà a
finire. Tre ore da non poterne più, di Italia e italianità, imposta ogni due
parole dal cronista Petrecca – raramente moderato da Fabio Genovesi, con
Stefania Belmondo relegata a se stessa, al suo passato: italiano, italico, made
in Italy, italianità, cultura, memoria, eleganza, eleganza, eleganza- e
rigurgiti di vomito? Perché non avere più cronisti, ognuno che sappia dire
qualcosa, di visto, di ascoltato, di saputo, invece
dell’italianità-italianità-italianità e del genio italiano - ma che colpa ha
l’Italia, che non riesce a perdonarsi?
Possibile che la Rai non sappia più gestire una
diretta? L’Olimpiade come la prima alla Scala: commentatori impacciati,
inadeguati, pasticcioni? A meno che non sia Milano a farla balbettare – troppo
leghismo?
L’evento in sé è stato proprio “milanese”, superinternazionalista
e superprovinciale. Nelle dirette da Cortina, Livigno e Predazzo, con due e tre
atleti spersi sotto una bandiera, su un tappeto rosso, per strade deserte. A
San Sito con rari momenti di adeguatezza: Cecilia Bartoli e Bocelli esaltanti e
commoventi al meglio in quello che sanno fare, cantare, e Sabrina Impacciatore,
benché costretta, a sessant’anni, a danzare, nuda. In tono i discorsi, ma questi
alla fine, di Kirsty Coventry, la presidente del Cio, e di Malagò, l’ex
presidente del Coni - meno stentoreo e più breve sarebbe stato perfetto, è
proprio avvelenato coi successori? Poi assurdi tedofori in serie, di
“personaggi” ma irriconoscibili dentro le tute bianche, sparsi tra San Siro,
l’Arco della Pace e altre località. Un incredibile alfabeto della gestualità italiana. 0La povera Matilda De Angelis dispersa tra
assurdi mascheroni di Rossini, Verdi e Puccini. Un omaggio alla Carrà – sic! Un
“Volare” arrugginito, in italianese, da Mariah Carey – vestita da Regina delle
Nevi, una montagna di bianco, con coda da sirena…. Un “Inno di Mameli” pop di
Laura Pausini. Un Favino da pastore abruzzese per declamare Leopardi. Charlize
Theron superelegante per mezzo minuto di Nelson Mandela – Mandela non manca mai
negli “eventi” in mondovisione, per lavare quali peccati? Un Ghali furbesco, cui è stata suggerita una poesia di Rodari - altro nome lavatutto, tipo Mandela. E l’atterraggio di
Samantha Cristoforetti, che pure è personaggio di sostanza? Con un po’ di circo
acrobatico con i cinque cerchi olimpici. Dentro un calderone di 1.200 figuranti
o performer, sperduti nell’immenso stadio, o almeno nella ripresa tv, da
troppo lontano o da troppo vicino – San Siro, che ora si abbatte per far girare
qualche miliardo, è speciale in questo, che fa vedere a tutti il prato,
dall’alto.
Cerimonia di Apertura Giochi Olimpici Invernali
Milano Cortina 2026, Rai 1, Raiplay
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