mercoledì 22 aprile 2026
L’Europa riscoperta in una biografia
La vita prima spensierata e brillante poi impegnata e perfino tragica di un’americana in Europa tra le due guerre, dapprima in Francia poi a Londra, dove si trasforma in inviata di guerra. Modella di grido a New York negli anni 1920, poi in Francia fotografa di moda, compagna di Man Ray, amica di Éluard, e di Nusch Éluard, Cocteau, Picasso e altre stelle del firmamento culturale. Quindi a Londra, sposa, fotografa di “Vogue” – un destino segnato? ragazza a New York era stata salvata da un incidente automobilistico probabilmente mortale per strada dalla prontezza di un signore che era Condé Nast. Fotografa di guerra per la stessa rivista, che deve continuare a uscire giusto l’approccio churchilliano alla guerra, “mostrare che non li temiamo, la vita deve proseguire come in pace”. Embedded, fotografa in prima linea, grazie alla nazionalità americana al seguito delle forze americane. In coppia con l’inviato fotografico di “Life”, David Scherman. In Francia dopo lo sbarco, a Saint-Malo quando il napalm fu usato per la prima volta, dagli Stati Uniti – la prova per la messa a fuoco del Giappone nei dodici mesi successivi. In Normandia e a Parigi la Liberazione, con la tonsura delle donne che avevano avuto fidanzati tedeschi. E la scoperta, che la annienta, che le amiche sono impazzite o scomparse “verso di là, verso la Germania”. L’“umanità” dei lager, imprevista, imprevedibile. La celebrazione fredda della vittoria con la foto oltraggiosamente nuda nella vasca da bagno del dittatore, nella residenza di Hitler a Monaco di Baviera. Per poi scoprire, tornando a Londra, che le sue foto che documentavano i lager non erano state pubblicate “per non demoralizzare il pubblico”.
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