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La tribù delle donne
“L’inizio
della storia delle discriminazioni arriva a noi attraverso la voce del mito”, delle
discriminazioni di genere. No, basterebbe Bachofen, il suo nomadismo – la donna
perde ogni ruolo nel nomadismo – a ondate successive, dal bacino apparentemente
inesauribile della Mongolia. “L’origine delle discrininazioni nella Grecia
antica”, precisa il sottotitolo. Anche queste si possono ricondurre a Bachofen,
la Grecia “classuca” essendo emersa, come dal nulla, dopo l’“invasione dal Nord”, dei
fantomatici Dori. Ma Cantarella risale la traccia attraverso una rilettura
tanto semplice quanto avvincente dei miti: fa di meno e di più, poiché il mito più
non usa conoscere. È un invito quindi, il suo, a una sorta di riscoperta, narrata
con precisione ed eleganza. Una serie di “meraviglie”, di miracoli, cui la sapienza
greca, che era immaginazione, si è affidata per secoli – immortalandosi poi come
classico.
Con
Prometeo, la sfida agli dei, “l’intera umanità andava punita”. E la punizione
fu Pandora, la “prima donna”. Pandora non è Eva. È lei stessa la tentatrice, “un
male bello” (Esiodo). Ma Prometeo non è solo, lo affianca il fratello Epimeteo,
avventato, sventato. Pandora, sventata come Epimeteo, apre il vaso che doveva
restare sempre chiuso e i mali si dispersero nel mondo: da lei discenderà “il genere
maledetto” di Esiodo, “la tribù delle donne”.
Le
donne faranno una razza a parte. Che Semonide di Amorgo, subito a ridosso di Esiodo,
classifica. E la partizione si precisa: per l’uomo il logos, la capacità
di ragionare, per la donna la metis, l’astuzia.
Zeus
e Metis, spiega Cantarella, la storia è tutta qui. Ma non è finita. Zeus, che aveva paura di essere
divorato dal padre Crono, come i suoi fratelli, è aiutato dalla
compagna Metis, con una sostanza di sua conoscenza, di lei, che induce Crono a vomitare tutti i figli che si era mangiati, in combutta con i quali Zeus è in
grado di detronizzare Crono. Ma quando Metis confida a Zeus di essere incinta, Zeus
si mangia anche lei, dando poi nascita lui stesso alla figlia Atena. Si appropria nel caso anche la funzione materna. Inoltre,
con Metis l’uomo Zeus fa inglobato anche l’astuzia, e la sua creazione è completata, intelligenza più astuzia, l’uomo, il maschio, diventa un essere “quasi invincibile”.
Presto le donne, addomesticate, furono ridotte a due: la casalinga e la donna
di piacere.
Eva Cantarella, Gli
inganni di Pandora”, Feltrinelli, pp. 90 € 11,40 (promozione Feltrinelli, 2
libri Ue € 11.90)
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