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Salieri avvelenato – dai Mozart
Ma Salieri non
avvelenò Mozart. Si disse all’epoca a Vienna per il gusto cittadino delle chiacchiere
- e del Witz, della battutina, per ridere. Puškin ne fece il pretesto per la
più famosa, probabilmente, delle sue “piccole tragedie”, “Mozart e Salieri”, e da
allora il compositore veronese (di Legnago), presto passato anche di moda nel
repertorio operistico, non si è più ripreso. Peter Shaffer ha riscritto nel
1978 per la scena la “piccola tragedia” di Puškin, sotto il titolo “Amadeus”.
Un impianto semiserio che Milos Fornan ha ripreso nel film famoso. E la fama
nera lo ha seppellito, ha seppellito Salieri.
Salieri, spiega Ross,
musicologo apprezzato della rivista, ora rivalutato da Muti, Cecilia Bartoli e
molta musicologia, nonché dai repertori operistici, è stato musicista principe
a Vienna, oltre che Kapellmeister imperiale (di un imperatore, Giuseppe II, musicista
e musicologo), non senza titolo. Fu scelto da Gluck in cattiva salute nel 1787 come
suo degno erede e continuatore, sempre a Vienna. Dove era stato maestro, tra i tanti,
di Beethoven e lo sarà di Schubert, Czerny, Liszt. Beethoven che a lui deve più
di qualcosa - anche se ebbe l’occasione poi di litigare anche con lui, sui proventi
di un concerto. Così come, secondo Ross, lo stesso Schubert, e anche Rossini. Lavorò
da giovane con Metastasio, e procurò a Lorenzo Da Ponte in fuga da Venezia l’incarico,
presso l’imperatore Giuseppe II, di “poeta di corte”. Insomma, “una persona
amabile e onorevole”. Per di più, nelle opere, “con opinioni su genere e razza
che erano notevolmente, seppur imperfettamente, in anticipo sui tempi”. Da Vienna
passato provvisoriamente a Parigi, in sostituzione di Gluck, ne divenne la vedette.
E allora, unde malum?
La risposta è una grossa novità – anche se si doveva ben sapere. “Piuttosto che
un assassino, Salieri è stato una vittima… un passante travolto da un camion di
pettegolezzi malevoli”. Originati dai Mozart, questa la novità della lettura di
Ross, da Leopold soprattutto ma anche da Wolfgang: “Mozart e suo padre avevano
mostrato una certa tendenza alla paranoia. Anche se, poi, l’accusa più grave
che Leopold Mozart riuscì a muovere contro Salieri fu quella di avere ‘complottato’
contro «Le nozze di Figaro» del figlio”. Autore, bisogna aggiungere, lui stesso
Salieri, quasi in contemporanea, di un adattamento operistico del Figaro di
Beaumarchais.
Un testo del 2019
del musicologo apprezzato della rivista, riesumato per un altro “ritorno” del “Mozart
e Salieri” di Puškin”. Sempre nell’adattamento di Schaffer e Forman, “Amadeus”.
Ora in forma di serie tv, sempre col titolo di Schaffer.
Alex Ross, Antonio
Salieri’s Revenge, “The New Yorker Classics”, free online, leggibile anche
in italiano, La vendetta di Antonio Salieri)
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